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Paolo Conte – “Snob” Recensito da mia sorella di 9 anni

Nello scorso post vi avevo introdotto alla mia missione: far amare la buona musica alle mie sorelline e nipotine e contemporaneamente usare l’ascolto come ponte di contatto tra adulti e bambini.

Oggi vi racconto il mio primo tentativo: far ascoltare il nuovo disco di Paolo Conte, intitolato “Snob”, a mia sorella Alice, di 9 anni.
Premessa fondamentale: perché proprio Paolo Conte?
Perché sono un grande fan dell’avvocato di Asti e io stesso sono cresciuto tra i miei genitori che lo ascoltavano con molta passione: per me è stato un grande tramite di conoscenza, di fantasia e di comunicazione con mamma e papà. Ho dunque pensato che se Paolo Conte è per noi uno di famiglia, e con me ha già funzionato, non vedo perché non dovrebbe lasciare un imprinting anche sulla piccola Alice. Per di più le sue canzoni fanno da sempre viaggiare con la fantasia e sono avvincenti come un libro di Salgari, oltre ad essere genuinamente molto buffe e divertenti.

Con queste premesse siamo partiti con l’ascolto. Abbiamo iniziato con “Si sposa l’Africa”, che già dal titolo lascia intuire l’atmosfera evocata, e Alice subito ha notato divertita il mélange di voci dalle quali spicca quella di Paolo Conte, sbilenca eppure giustissima, e la sua imitazione vocale del trombone.

Ho poi provato empiricamente a far sentire ad Alice “Tropical”, una tra le mie preferite dell’album, insistendo sulla base ritmata e sull’inciso che entra in testa e non vuole uscire più. Qui come in altri brani successivi mia sorella si è letteralmente innamorata del kazoo suonato da Conte e alla mia cauta domanda: “che sensazione ti trasmettono?” ha risposto: “mi mettono allegria”.

Forte di questo primo risultato interessante ho provato a lanciarmi su un brano più serio ed emotivo, “Donna dal profumo di caffè”; qui Alice è stata più silenziosa e attenta, ha appoggiato la testa sul cuscino e ha ascoltato le parole, ma alla fine non ha espresso un giudizio, quindi non ho voluto condizionarla.

Le ho quindi chiesto di scegliere un pezzo tra i titoli a disposizione e abbiamo fatto partire “Tutti a casa”: qui Alice è rimasta fortemente colpita dalla linea vocale, quasi non si spiegasse come possa uscire una melodia così bella da una voce così roca e stonata; “Questa è la magia di Paolo Conte”, le ho detto.

A quel punto abbiamo ascoltato tutte le altre tracce in silenzio, proprio non volevo forzare Alice all’ascolto o puntare l’attenzione su aspetti che mi piacevano o ai quali sono abituato, rischiando che, se imposti da me, avrebbero potuto non arrivare al suo cuore.

Su tutti brani ascoltati, mia sorella si è soffermata su “Maracas” e sul testo che segue perfettamente la sezione ritmica, rendendo il tutto più facile da comprendere e ricordare; in effetti poi Alice ha confessato che proprio questo pezzo, insieme a “Si sposa l’Africa”, era il suo preferito.

Un altra canzone che ha piacevolmente sorpreso Alice è stata “Signorina Saponetta”: eccola quindi a sghignazzare ascoltando la serie di rime francesi “Freak, magique, artistique, lirique, poetique” seguita dal consueto assolo di kazoo.

Far capire Paolo Conte ad una bambina di 9 anni non è certo cosa facile e non si può avere la presunzione di pensare che basti un ascolto per far sì che lei lo apprezzi e voglia riascoltarlo; tuttavia, vuoi per la sua voce unica, vuoi per il suo kazoo inconfondibile, vuoi per le sue canzoni dense di atmosfere che stimolano la fantasia, il terreno comune per l’ascolto c’è.

Non a caso, quando per concludere ho chiesto a mia sorella Alice che sensazioni avesse provato all’ascolto, lei ha subito risposto: “Più allegria che tristezza; alcune canzoni sono più allegre per la musica, altre sono più divertenti per la voce che fa”. Ho capito di essere sulla strada giusta quando Alice, in completa autonomia, ha parlato anche di tristezza, sentimento che, insieme all’allegria, crea la malinconia, elemento tipico della poetica di Paolo Conte.

Quando un bambino arriva da solo al concetto di malinconia ascoltando un disco, non so voi, ma io sono contento.
Poi Alice mi ha abbracciato, mi ha dato un bacio e mi ha detto “Grazie”.
 
Paolo Conte Snob

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One comment on “Paolo Conte – “Snob” Recensito da mia sorella di 9 anni”

  1. …a me è venuta voglia di conoscerlo, questo Paolo Conte! Che dolce Alice, e che profondità tu, bravo!

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