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Parchi inclusivi: quali sono i parchi italiani accessibili proprio a tutti i bambini?

Giocare è un diritto fondamentale di tutti i bambini, sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’Unicef.

Diritto riconosciuto a tutti i bambini, anche a quelli diversamente abili.

Per un bambino non c’è niente di più divertente che giocare ai giardinetti: altalene, scivoli, dondoli e tanti amici con cui correre. Ma non per tutti i bimbi è un luogo di divertimento: la maggior parte dei parchi giochi non sono accessibili ai bimbi con disabilità.

Si pensi a un piccolo in carrozzella che non riesce a salire sulle scale dello scivolo, né a sedersi sull’altalena. Per lui il parco giochi è solo un grande barriera architettonica.

Quando siamo incaricati di progettare le aree esterne delle scuole,  le zone gioco dei parchi pubblici o ludoteche non dovremmo dimenticarcene.

E oggi  in Italia, grazie soprattutto all’intervento di genitori e associazioni, stanno nascendo i primi parchi inclusivi, che possono essere fruiti anche dai piccoli con disabilità.  

Di cosa si tratta? Cosa sono i parchi inclusivi?

Sono parchi per tutti, cioè senza barriere architettoniche che impediscano il gioco.

Non sono diversi né meno divertenti da quelli tradizionali, ma hanno in più dei semplici accorgimenti che li rendono accessibili a tutti: per accedere allo scivolo c’è una rampa dove può passare una carrozzina, l’altalena non è una tavoletta ma una cesta dove ci si può sdraiare, i giochi a molle hanno protezioni posteriori e laterali che sostengono un piccolo con difficoltà motorie, inoltre vengono installati giochi sensoriali che possono essere utilizzati da tutti.

Qui possono giocare insieme bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. In questi parchi ci sono strutture gioco, (castelli, navi, torri…), con rampe al posto delle scale, i pannelli sensoriali sono posizionati ad altezza tale che possano essere utilizzati anche da chi sta seduto così come le sabbiere o le piste per biglie e/o automobiline. Parchi con tunnel giganti il cui accesso è possibile anche alle carrozzine, giostre girevoli che possono essere utilizzate da tutti.

In Italia i parchi progettati e realizzati secondo le regole dell’inclusività circa 30, ecco i 10 più famosi:

  1. Il Parco Giochiamo Tutti, Formentano, a Milano, in Largo Marinai d’Italia, adatto anche a bambini non vedenti, con pannelli sensoriali, giochi di colori e percorsi tattili.
  2. Il parco “Liberi tutti” a Lissone (MB), realizzato dal comune di Lissone su un’idea dell’associazione gli Amici di Lollo.
  3. L’ area giochi inclusiva a Genova (Porto antico)
  4. Il parco  Andrea Bodo a Vercelli, in via Mazzini, realizzato dalla onlus Biud10.
  5. Il parco di Fontaniva (PD) realizzato dall’associazione di ricerca e sperimentazione Billi Integration con giochi prodotti da Inclusive Play Solutions, primo produttore di attività ludiche dedicate esclusivamente a progetti inclusivi.
  6. Il Parco di Palù, a Conselve (PD)
  7. Il parco “Stessi Giochi Stessi Sorrisi”  a Jesolo
  8. Il nuovo parco giochi di Rimini progettato dal designer Fabio Casadei
  9. Il parco Dragoni a Forlì
  10. Il parco Salvo D’Acquisto a Palidoro

Esistono molte aree giochi che sono state attrezzate con alcuni giochi accessibili anche ai disabili. Troverete l’elenco nel blog di due mamme romagnole, Claudia e Raffaella, molto attive nella campagna per sensibilizzare amministrazioni locali e cittadini

Nella loro pagina è anche possibile trovare informazioni sulle ditte che producono i giochi inclusivi e i consigli su come far richiesta alle amministrazioni.

In questi parchi si concretizzano i concetti di inclusione sociale e pari opportunità, diventando il “simbolo” di una città sensibile ai bisogni dei bambini e ragazzi. Scegliere un gioco che può essere utilizzato solo da alcuni bambini ed escludere tutti gli altri, non è una scelta felice.

Progettisti, committenti, associazioni e amministrazioni comunali pensate a giochi per tutti, che permettono ai bambini di socializzare e giocare insieme!

Sull’argomento, ecco riflessioni “pungenti” e intelligenti della nostra amica blogger Elena Muserra De Luca:

L’inclusione è una parola che pochi conoscono e ancora non riesce ad entrare nell’utilizzo quotidiano. Non interessa a nessuno creare spazi fruibile ai più, per varie ragioni una su tutte i costi! E’ sempre e comunque un problema di soldi.

Inclusione???? Ma a chi interessa realmente l’inclusione? Che cosa si intende per inclusione?! Ricordo un’amica che mi ha raccontato anni fa come nel giardino del suo condominio le altre mamme scrissero una lettera all’amministratore dello stabile perché le impedissero di portare sua figlia (affetta da gravi problemi fisici e non solo). E’ vero questo accadeva circa 47 anni fa, ma ancora oggi avere un figlio/a diversamente abile è un’immane peso a causa di una società immatura, egoista e ignorante!

Solo qualche giorno fa sono stata interpellata dal Comune di Milano perché finalmente dopo una mia segnalazione fatta 5 anni fa qualche anima buona donerà delle altalene dove possono essere agganciate le carrozzine cosi che anche i bambini/e che non possono camminare possano andare in altalena. Ricordo ancora la fatica per far entrare Rebecca nell’altalena del parco (pensato per i normo-dotati). Mi hanno chiesto se volevo che una delle altalene venisse montata nella futura scuola media di Rebecca, ho chiesto a lei e mi ha detto che ormai è tardi lei in altalena voleva andarci anni fa! Ho letto delusione negli occhi di Rebecca e mi sono sentita impotente!

Che rabbia!

Valeria Masera

La redazione

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La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

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