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Parrot Bebop2 drone: test, video, recensione, caratteristiche e prezzo

I primi giorni di Dicembre 2015 si è tenuta presso il Pala K di Cinisello Balsamo (Mi) la presentazione del nuovo drone della Parrot : il Bebop2.

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Avevamo già felicemente testato il precedente modello, il Parrot Bebop1 e stupisce vedere come l’azienda francese abbia reagito rapidamente alle esigenze degli utenti uscendo con quello che di fatto è “il fratello maggiore” del quadricottero che avevamo analizzato qualche mese fa.

Giorgio Castellano – Cowntry Manager Parrot Italia 07 Ha svelato le caratteristiche principali di questo nuovo drone che rappresentano un robusto upgrade (hardware e software) del modello precedente.

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C’è da sottolineare però che plus e migliorie non sono arrivati con delle semplici aggiunte all’ossatura tecnologica ma con un vero e proprio restyling che ha generato un drone solo somigliante al precedente ma, di fatto, nuovo.

La principale differenza estetica che salta subito all’occhio rispetto al Bebop1 è la scomparsa delle  protezioni laterali che comunque già sull’1 erano opzionabili.

Mentre per le dimensioni il due risulta leggermente più grande (eliche più grosse) e più pesante del suo predecessore (50 gr. in più) questo perchè ha aumentato la sua autonomia di volo a ben 25 min. (Batteria ricaricabile agli ioni di litio da 2700 mAh)

Un dato questo entusiasmante per i piloti più esigenti e, per quanto ne so io, la migliore autonomia di volo sul mercato per questa fascia di prezzo.

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Oltre alle prestazioni sulla durata sono aumentate anche le prestazioni in volo.

Quelle dichiarate risultano di tutto rispetto: le quattro eliche a tre pale alimentate da quattro motori brushless outrunner sono in grado di generare 60 Km/h di velocità massima orizzontale, che viene raggiunta in 14 sec. , e ben 21 Km/h di velocità di salita verticale  (ovvero sale fino a 100 mt. in meno di 20 sec.).

L’alone di diffidenza che genera il dato definito“dichiarato” è scomparso quando dalla presentazione tecnica si è passati a quella pratica. Lì ho potuto verificare personalmente  con un test (che ho preferito lasciar fare ad un pilota più esperto del sottoscritto) che tutti i dati “dichiarati” sono assolutamente veritieri e che le potenzialità di questo “giocattolo”non sono da sottovalutare.

Fortunatamente l’applicazione che consente il pilotaggio tramite smartphone (la medesima del Bebop1)FreeFlight 3 “  ha l’intelligente possibilità di limitare a proprio piacimento i picchi di queste prestazioni che per un utente inesperto, potrebbero risultare eccessivi.

Interessante poi vedere il filmato sul test che sancisce la capacità del drone di resistere ad un vento contrario fino a 63 km/h. Qua il link al filmato.

Ad ogni modo io consiglio soprattutto se non si è il “Barone Rosso dei droni” di pilotarlo almeno all’inizio, con condizioni atmosferiche ottimali onde evitare spiacevoli crash.

In merito a questa malaugurata evenienza c’è da dire che la Parrot ha implementato sui suoi droni dei sistemi di sicurezza notevoli come lo spegnimento d’emergenza dei motori o il blocco automatico delle eliche in caso di contatto con qualunque oggetto oltre alla classica opzione “Return Home”che consente di riportare il velivolo al punto di partenza solo premendo un tasto.

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In merito alla telecamera frontale da 14 megapixel questa volta, visto che avevo a disposizione gli ingegneri Parrot, mi sono soffermato sulla possibilità di muoverla e ho chiesto spiegazioni di come ciò possa avvenire visto che, per l’occhio di un profano, la telecamera appare fisicamente fissa e oltretutto non ha apparentemente alcun stabilizzatore meccanico.

Con pazienza mi è stato spiegato che il potente processore oltre a gestire una perfetta stabilizzazione digitale real time su 3 assi permette all’utente di “navigare” dentro il grosso sensore, dando quindi così l’opportunità di spostare digitalmente l’angolo di ripresa durante il volo a proprio piacimento.

Rispetto al precedente drone purtroppo per foto e riprese la metodologia di immagazzinamento dati è rimasta invariata usufruendo obbligatoriamente dei soli 8 Gb di memoria interna non espandibile. Personalmente avrei preferito che i filmati venissero scritti su schedine estraibili micro SD ma c’è da dire che il trasferimento di foto o filmati via Wi-Fi al computer o al tablet è davvero rapido una volta terminato il volo.

Come avrete capito questo robot (perchè di vero e proprio robot si tratta) è un piccolo gioiello di tecnologia ed è dotato di molti sensori oltre alla telecamera di cui ho appena fatto menzione, eccone un breve elenco:

Una telecamera a stabilizzazione verticale  che scatta un’immagine del terreno ogni 16 millisecondi e la confronta con la precedente per determinare la velocità di Bebop2.

Un sensore ultrasuoni e un sensore di pressione per analizzare l’altitudine di volo fino a 5 metri

Un giroscopio a tre assi  per misurare l’angolo d’inclinazione del drone.

Un accelerometro a tre assi per determinare la posizione del drone e la velocità lineare.

Un magnetometro a tre assi che aiuta a definire la posizione del drone, come se fosse una bussola.

Un chipset (GNSS) che associa i dati GPS e GLONASS e geolocalizza il drone aiutando a misurarne la velocità, mantenendolo stabile anche ad alta quota.

Tutti i dati raccolti da questi sensori vengono analizzati da un potente processore dual-core con CPU quad-core.

Capite adesso perchè è difficile definirlo “giocattolo”? 

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Essendo poi il software Parrot Bebbop2 open source, esistono delle applicazioni davvero interessanti che possono ampliare notevolmente gli orizzonti di utilizzo di questo drone.

Una su tutte è l’App Pix4d che consente di creare modelli tridimensionali di ciò che il drone fotografa a terra. Ecco un video esplicativo di qualche tempo fa

Come il precedente anche questo quadricottero è venduto in due versioni:

una da 549,90€  senza Skycontroller e quindi pilotabile a corto raggio con il solo smartophone o tablet via Wi-Fi e l’altra da 949,90€  ovviamente con Skycontroller che altro non è che un radiocontrollo dotato di un amplificatore Wi-Fi che ne estende la portata fino a 2Km (!).

Attenzione però, lo Skycontroller necessita comunque di uno smartphone o di un tablet collegato nel suo apposito alloggiamento.

Inoltre, per un’esperienza di volo coinvolgente, lo Skycontroller, consente di connettersi – via HDMI – a tutti gli occhiali di ultima generazione First Personal View (FPV) che consentono di godere di una visione di volo coinvolgente, visualizzando le telemisurazioni in tempo reale e le immagini, come se si fosse “fisicamente seduti” sopra il Bebop 2 , fantastico!

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Inoltre, mentre prima era impossibile da acquistare singolarmente, tra poco, lo Skycontroller verrà venduto singolarmente (a partire dai primi mesi del 2016) per la gioia di tutti coloro che avevano preferito risparmiare acquistando il drone Bebop1 senza radiocomando.

Ovviamente sarà compatibile con Bebop1 così come lo Skycontroller del Bobop1 è già perfettamente compatibile col drone Bebop2.

Mauro Tettamanzi – Videomaker

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