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PARTO IN CASA: organizzazione, dubbi e consigli in 10 punti

Il parto in casa sembra una cosa di altri tempi, una pratica che forse si ferma alla modalità di nascita dei nostri genitori se non addirittura dei nostri nonni per alcuni.

Nella nostra società, così medicalizzata, sembra assurdo che una donna voglia partorire in casa, si pensa che sia molto pericoloso e si susseguono anche varie leggende su cosa accade quando un bambino nasce in casa.

Vediamo i 10 punti da tenere in considerazione se si decide di partorire in casa:

  1. Scegliere le ostetriche che accompagneranno la nascita del vostro bambino/a. Questa è ovviamente la prima cosa da fare; per assistere un parto fisiologico non è necessaria una figura medica (il ginecologo per intenderci) ma sono sufficienti sapienti ostetriche che di solito lavorano almeno in coppia. Potete rivolgervi ad associazioni di ostetriche della vostra zona o a libere professioniste, l’importante è che abbiano esperienza e che con loro vi sentiate al sicuro. La fiducia è la cosa più importante. E’ necessario conoscerle almeno qualche mese prima della data presunta del parto in modo che vi possano prendere in carico con visite domiciliari, monitorare a livello ostetrico ma anche emotivo, creando un legame con voi ma anche con il vostro compagno e con gli altri vostri figli se ne avete.
  2. Aspetto economico. Partorire in casa ha un impegno economico non indifferente, le ostetriche che avete contattato vi sapranno dare un preventivo per seguirvi prima del parto, durante il parto e nel puerperio. Se avete una assicurazione sanitaria accertatevi che copra questa eventualità, se ancora non siete in dolce attesa, dovete rinnovare la vostra assicurazione sanitaria e il pensiero di partorire in casa vi sfiora, un consiglio è di chiedere che questa opzione possa essere inserita in fase di stipula. Le regioni Piemonte, Emilia Romagna, Marche e le Province di Bolzano e Trento rimborsano parzialmente il parto a domicilio mentre le città di Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma offrono assistenza sanitaria gratuita per il parto in casa.
  3. Scegliere chi sarà presente al parto. Oltre al papà e a chi di più vicino ci fa piacere assista, si può scegliere anche la figura di una Doula che potrà aiutare la famiglia con supporto sia emotivo che pratico (esempio occuparsi dei pasti durante il travaglio).
  4. Preparare il materiale necessario. Saranno le vostre ostetriche a fornirvi una lista delle cose da preparare. Spesso di pensa erroneamente che la casa debba diventare una sorta di sala operatoria, con teli sterili e coperture varie. In linea di massima ci sarà bisogno di asciugamani, traverse monouso, garze ma anche una buona stufetta per rendere l’ambiente ben caldo, cuscini che possano aiutare a trovare sollievo nel travaglio, oli e essenze che aiutino a rilassarsi, buona musica…insomma nulla di così ospedaliero.
  5. Piscina da parto. E’ possibile fare un parto in acqua anche in casa, in questo caso chiedete informazioni alle vostre ostetriche per reperire una piscina da parto che si può trovare anche a noleggio. L’unica accortezza è quella di verificare, se abitate ai piani alti, che la soletta regga il peso della piscina riempita di acqua (trovate tutte le informazioni nella scheda tecnica della piscina e in ogni caso case di nuova costruzione non hanno problemi in genere)
  6. Tenere una dispensa ben fornita. Il vantaggio di essere a casa propria è di avere intorno le proprie cose e…la propria dispensa! Tenete cibi energetici per affrontare il travaglio e cibo in generale per poter sfamare il vostro stremato compagno e le attente ostetriche che vi seguono. Penseranno a tutto loro ovviamente, voi non dovrete cucinare state tranquille.
  7. Pensare agli altri fratellini e/o sorelline. Se si hanno altri figli verrà spontaneo pensare a cosa fare quando arriverà il momento, tenerli a casa o no? Questa è una scelta del tutto personale dettata da tanti fattori, l’importante è prendere una decisione che vi possa lasciare il più tranquille possibile ma tenete anche in conto di poter cambiare idea quando arriverà il gran giorno perché a volte quello che si è pensato come la cosa migliore a mente fredda non lo è più quando ci si trova immerse nell’evento.
  8. Contattare il pediatra per la visita a domicilio post nascita. Le ostetriche che vi seguono sanno già valutare lo stato di salute del neonato ma se lo desiderate potete fare visitare il vostro piccolo da un pediatra appena dopo la nascita. Chiedete alle vostre ostetriche, solitamente sanno consigliarvi al meglio.
  9. Vivere il momento e le immense emozioni amplificate dall’essere in un luogo familiare, intimo e con le persone più importanti intorno. Tenete la macchina fotografica pronta (senza flash mi raccomando…)
  10. Non farsi influenzare dai guastafeste. Ultimo punto ma non meno importante, lo abbiamo detto: partorire in casa viene visto come una cosa da pazzi ma non fatevi scoraggiare, siete voi che dovete essere serene. Lasciate stare dunque le varie mamme, suocere, vicine di casa e tutti coloro che vi terrorizzano psicologicamente e vi insinuano dubbi. Fidatevi delle ostetriche che avete scelto e ascoltate solo loro, sarà un avvenimento bellissimo per tutta la famiglia.

A presto, le Rolling Mamas

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