Oggi mi rendo conto più che mai che la donna che sono è il frutto di come sono stata cresciuta.

Ho letto in questi giorni tante lettere dedicate alle proprie mamme in occasione della festa della Mamma. Lettere piene di amore, lettere di disappunto, lettere che esprimono disagio ed incomprensione. Tutte, nessuna esclusa, terminano con un ringraziamento alla propria mamma, con un “grazie per esserci stata sempre”.

Mi rendo conto solo oggi, come mamma e donna, che tutte quelle che da piccola sentivo come “assenze” erano atti dovuti a me ed a te come donna. Ora, solo ora, li so capire e rispettare.

E quindi un grazie te lo dico anch’io, a 44 anni suonati, per non essere corsa tutte le volte che da piccola sono caduta, lasciando che mi alzassi da sola. Ti ringrazio perché ogni volta trovavo i tuoi occhi pieni di amore e consapevolezza che ce l’avrei fatta a rialzarmi da sola, una fiducia che ha reso le mie spalle larghe e salde per affrontare il mondo.

Ricordo ancora il primo giorno di scuola con me, seduta al mio banco al primo posto con gli occhi in alto a guardare l’abbecedario rapita da quelle lettere e quei disegni che mi aprivano al mondo del sapere che tanto desideravo far mio. Ad un certo punto ritornata nel mondo reale, mi guardai attorno e vidi bambini piangenti che cercavano conforto nelle proprie mamme. Tu non eri con me, mi voltai e ti trovai commossa in lacrime alla porta, affacciata a controllare che tutto andasse per il meglio. Corsi da te e, contrariamente alle tue aspettative, ti dissi di andare a casa perché stavo bene e non avevo bisogno di nulla. Te lo dissi con quel mio fare da saputella indipendente che ancora mi caratterizza.

Ti ringrazio per avermi rispettato, perché solo quest’anno dopo tanti anni da quell’episodio, ho capito cosa significa per una madre l’ingresso nel mondo del proprio figlio e quella voglia di difenderlo da tutte le avversità che anche in tenera età possono presentarsi.

Vorresti tenerlo tra le tue braccia, come tutte le altre mamme hanno fatto, quel giorno, con i propri bambini.

Ti ringrazio per avermi amato ed accettato, nonostante fossi un’adolescente non semplice, non ribelle, ma dotata di intelligenza, dialettica e grande forza di affermazione, che mi rendevano incapace di accettare delle imposizioni, solo perché a volerle era un adulto.

Ho lottato sin da piccola contro le ingiustizie, contro quelle piccole e grandi cose della vita che per me erano inaccettabili. Ho trovato con te pane per i miei denti, un allenamento per la vita che mi avrebbe aspettato. Ti ringrazio per non avere mai mollato, per non avere scelto con me la strada più semplice, quella dell’accondiscendenza, solo perché sarebbe stato più facile per te.

Festa della mamma

 

Ho imparato a ragionare con la mia testa, a non avere paura di dire la mia, a perseguire i miei obiettivi e ad avere il coraggio di essere me stessa.

Ci sei stata, anche quando non c’eri, ci sei stata allora come ci sei oggi, che ogni settimana passi a salutarmi ed io, sempre impegnata in conference call o progetti, a stento ti saluto. Ma tu passi, per un saluto e per un bacio. Tutti i lunedì mattina.

Vorrei che tu potessi sentire tutto questo amore che ho per te, tutte queste cose che non ti ho mai detto e che, lo sai meglio di me, dalla mia bocca non usciranno mai.

Sei stata una splendida mamma ed ora una splendida nonna che irradia con la propria energia tutta la nostra casa, come un uragano pieno di amore.

Questo post fa parte del progetto Amplifon per la #festadellaMamma, che ringrazio di cuore per avermi ricordato con questo bellissimo video, tutto ciò che mia mamma ha fatto per me e per la donna che sono.

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