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Perchè la vera amicizia merita rispetto assoluto

Se esiste un fondamento su cui costruire una vero rapporto, quello si chiama rispetto.

Non è un criterio di misura né un’etichetta, è un valore della vita, un valore prezioso che oggi, come tanti altri, si tende un po’ a trascurare o a perderne scioccamente il senso.

Ho imparato il senso del rispetto grazie all’educazione ricevuta da mia madre e mio padre: rispetto per la famiglia e le persone prima di tutto, per gli animali e l’ambiente, per le cose che mi venivano regalate, rispetto per il lavoro, il mio e quello degli altri.

Mi è stato trasmesso come un valore importante e fondamentale per la mia vita, come se avere il senso del rispetto fosse necessario per poter stare al mondo come si deve.

Avere rispetto per le persone e per tutto ciò che ci circonda ci mette in una condizione di armonia e di consapevolezza di noi stessi, ma ciò non significa assecondarli sempre, dire sempre sì o allinearci ad essi, anzi: avere una propria opinione, pensare con la propria testa, avere una propria idea, saperla difendere e farla valere nei giusti modi, mantenere un proprio punto di vista sul mondo non vuol dire altro che avere rispetto di se stessi.

Ecco, mia madre mi ha insegnato soprattutto questo: aver rispetto per me stessa, per la mia dignità di persona e di donna.

Quando si è bambini, tutto è senza filtro, senza paura né inibizioni. I gesti nei confronti degli altri avvengono per spontaneità e non sono frutto di ragionamenti, paure o contorte valutazioni di convenienza.

Tu giochi con me, io gioco con te. Tu non giochi con me, io non gioco con te. E avanti così.

rispettare l'amicizia

Poi crescendo tutto cambia: è la vita che fa il suo corso e ognuno di noi impara a guardare le persone con un occhio diverso, più maturo e consapevole, con un’attenzione particolare, con un proprio personale filtro. Di conseguenza cambia anche il modo in cui stabiliamo relazioni, ne iniziamo di nuove, altre invece si interrompono, si sgretolano.

A volte certe strade si incrociano sorprendendoci, altre si dividono lasciandoci un grosso senso di amarezza, a volte sono prese di coscienza o semplicemente lezioni che la vita ci impartisce e con cui ci tocca fare i conti fino all’ultimo dei nostri giorni.

E in amicizia, cosa significa avere rispetto?

L’amicizia è un po’ come una palestra: è quello il campo in cui impariamo a costruire rapporti e relazioni. Ci alleniamo a essere noi, a capire l’altro, a incassare e a fidarci. Oppure no.

Ma se siamo capaci di autenticità, rispetto e condivisione con gli amici, lo saremo anche negli altri ambiti, sul lavoro, in famiglia, in amore.

L’amicizia crea complicità, alleanze: affinché tra due o più persone duri il più possibile e soprattutto perché sia vera, il rispetto non deve mancare mai altrimenti il sistema non è solido e alla prima scossa barcollerà e si apriranno crepe.

E tutti sappiamo bene, che per quanto poi ci si impegni a riparare danni e incollare cocci, la crepa si vedrà sempre.

Avere rispetto non è solo una forma di buona educazione o di cultura, è una scelta, un approccio consapevole che viaggia in due direzioni: una verso l’altro e una verso noi stessi.

Vuol dire che siamo diversi, ma ti rispetto.

Che non condivido le tue idee e le tue posizioni, ma ti rispetto.

Che a volte non mi piace come ti comporti, ma ti rispetto.

Che non sempre ci sei, ma ti rispetto.

Perché ho deciso di investire su di te e sul nostro rapporto e di te mi importa molto, perché sei tu e ti rispetto.

O perché sono io e io ti rispetto.

Ed è ancora più difficile quando certi rapporti diventano sterili e ci rendiamo conto che si basano su fragili fondamenta di ipocrisia, con secondi fini o famelici scopi personali, che non hanno reciprocità né condivisione tra le parti.

Non sono rapporti sani per nessuno eppure quante volte ci si logora per paura di perdere qualcuno, quante volte non siamo in grado di trovare la forza o il coraggio di lasciar perdere, di lasciare andare.

Perché insistere, perché perseverare?

Perché in fondo è proprio questo il rispetto più difficile: quello verso noi stessi, saperci spogliare dalla rabbia e dal risentimento, dall’orgoglio e dall’amarezza, dalla delusione e persino dal dolore per ritrovare la dignità e il rispetto di noi.

Ognuno di noi si porta dietro un bagaglio, la propria storia, fatta di persone ed eventi accaduti, fatta di luoghi e incontri, fatta anche di perdite e sconfitte.

Ma ogni volta la vita ci chiama a ricominciare, magari non subito, magari un po’ zoppicando sui dubbi e sentimenti di esitazione, ma in una persona nuova prima o poi ci si imbatte.

Prima ci si imbatte, poi ci si raffronta e poi magari chissà, ci si incontra.

Daniela Granata

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