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Il perdono come atto di liberazione personale

Quante volte ci è capitato di dire “Ti perdono” e sentirci sollevati e più tranquilli con noi stessi?

Il perdono non è semplicemente permettere ad un’altra persona di sentirsi meno in colpa o privarla di un debito nei nostri confronti, è un atto che ci permette di sentirci a nostra volte liberati di un peso e rinati. Molto spesso, anche a causa dello stress quotidiano, rischiamo di arrabbiarci per futili motivi e riversare le nostre ansie o frustrazioni verso le persone che ci feriscono, anche accidentalmente. Tuttavia il senso di rancore finisce il più delle volte con il nuocere solo a noi stessi e al nostro benessere psico-mentale, ecco perchè bisogna interpretare il perdono come atto di liberazione personale.

L’indole umana porta spesso a svincolarsi dai propri sensi di colpa, riversando su altri la responsabilità delle proprie sofferenze, credendo inoltre che molti problemi riguardino esclusivamente noi stessi. Spesso pecchiamo di poca obiettività e tendiamo a pensare che i nostri dolori siano superiori a quelli degli altri, invece di accorgerci che quasi nessuno al mondo può vantarsi di non aver mai sofferto. Una leggenda sul Buddha spiega come accettare che tutti, a modo loro, abbiano dei problemi, ci dia la forza di affrontare i nostri con maggiore forza e ci aiuti a non riversare su altre persone i nostri sensi di colpa.

“Una donna, afflitta per la perdita di suo figlio, si rivolse al Buddha per resuscitarlo. Egli le disse che era possibile, ma difficile, riportare suo figlio in vita. Ella decise comunque di fare qualsiasi cosa pur di salvare il figlio. Buddha la mandò in cerca di semi di senape in una casa che non era mai stata toccata dalla sventura. Passata una terribile giornata da una casa all’altra, la donna si rese conto che non esisteva una tale casa e che tutti erano stati toccati, in alcun modo, dalla disgrazia. La donna, arrivata alla conclusione che era impossibile cambiare ciò che era già successo, dal momento che è una cosa normalissima perdere una persona a noi cara, trovò la pace che nessuno avrebbe mai potuto darle. Così come questa donna, ognuno di noi può incontrare la pace dove sembrava esserci solo sofferenza.”

Il perdono non ci rende meno forti nei confronti di chi ci ha feriti, al contrario ci libera e ci fa sentire più forti nell’affrontare la nostra sofferenza, mentre la collera verso un’altra persona ci attanaglia e riempie di sentimenti negativi.

Claudia Di Meo

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