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Personal Branding e Posizionamento | Chi siamo, perchè lo facciamo e per chi lo facciamo

Parlando di Personal Branding uno degli aspetti più importanti da considerare quando si è agli inizi è il così detto posizionamento, cioè il concetto che ci fa definire chi siamo cosa facciamo e per chi lo facciamo.

Tutto questo per fare in modo che le persone che verranno in contatto con noi ci considereranno “unici” e nello stesso tempo se qualcuno parlerà dell’argomento che noi proponiamo saremo sempre nella mente del nostro target di riferimento.

Ma come possiamo ottenere ciò? Attraverso tre passaggi che ci rendono speciali e un riferimento agli occhi di un nostro possibile Cliente. 

Sono passaggi logici di strategia che vengono utilizzati nel marketing strategico ma che se rapportati alla nostra persona, al nostro blog o alla nostra proposta, hanno grandi possibilità di utilizzo. Vediamoli insieme.

Innanzi tutto è necessario decidere quale è la funzione della nostra proposta e quindi definire in quale territorio esso si muoverà.

In pratica dobbiamo rispondere alla domanda di come vogliamo che il target percepisca la natura della “nostra Marca” e in quale categoria vogliamo che si posizioni. Questa può essere la categoria naturale della sua creazione oppure può scegliere un nuovo territorio. Facciamo un esempio prendendo spunto da un prodotto di uso comune: il pane. Se scegliamo la strada più naturale e insita al prodotto stesso potremmo posizionare il nostro pane come quello più fresco che c’è sul mercato, ma se vogliamo dare una nuova immagine o rinfrescare una già esistente potremmo dire per esempio che è il pane più digeribile.  Nel caso di una consulente potremmo dire che è quella più preparata nei temi di quella consulenza, ma per cambiare territorio potremmo affermare che è la persona che risponde in modo più veloce e attento. Una coach potrebbe riferirsi in generale al mercato del coaching, ma poi potrebbe deviare la strada verso il coaching al femminile, o al business coach e andare magari ancora più in dettaglio.

Poi è necessario definire per chi è e quindi il modello di riferimento di un gruppo preciso di appartenenza.

Si può quasi considerare una sorta di elite, un modello particolare a cui pensare, per cui la Marca-Noi assume un ruolo centrale. Come nell’esempio precedente del coaching al femminile, se abbiamo definito come target di riferimento le donne, non fermiamoci a una categoria generica. Si può infatti decidere a quali tipo di donne stiamo pensando: per ipotesi le emancipate, le giovani, una precisa minoranza etnica e così via. In base al target preciso a cui abbiamo deciso di rivolgerci la nostra Marca-Noi/offerta cambierà, e così lo sarà anche il modo di comunicare che sarà diverso e soprattutto allineato al modo di pensare di quel tipo specifico di donne.

Infine è auspicabile scegliere il beneficio che la Marca offre. In pratica si tratta di definire quella che in marketing si chiama la Unique Selling Proposition (USP), che indica e ci aiuta a definire il motivo (unico) per cui il target dovrebbe scegliere quel prodotto.

Siamo di fronte a uno degli aspetti strategici più importanti perché questa fase ci aiuta a capire in quale area circoscrivere il nostro prodotto e in questo caso la Marca-Noi e soprattutto quali sono le leve che potranno essere utilizzate nella strategia di comunicazione e nella formulazione della comunicazione stessa. Rispondere alla domanda perché il target dovrebbe preferire la nostra Marca vuole dire indagare e presentare il motivo per cui la nostra Marca si differenzia così da comunicarne l’elemento essenziale. Se ho un blog di lifestyle per esempio mi devo chiedere: perché sono differente dalle altre blogger? Cosa fa si che le persone leggano me piuttosto che altre blogger o le Aziende mi contattino? Cosa sono in grado di offrire di diverso dalla concorrenza?

Penso che vi rendiate conto che definire la Marca-Noi o il nostro prodotto attraverso la logica del: che funzione ho, per chi lo faccio, e quale beneficio ne può trarre chi viene in contatto con me, aiuta a definire un territorio ben preciso che delimita interferenze esterne.

Potreste obiettare che in questo modo restringiamo il campo. Ebbene sì, è vero, ma non abbiate paura in questo caso di perdere possibili contatti o Clienti. Ricordatevi che rivolgersi a un target generico senza un’offerta specifica rischia di fare passare inosservata la vostra proposta, e quindi alla fine vi ponete nella condizione di non essere interessanti per nessuno.

Daniela Pellegrini

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