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Poco spirito natalizio. Idee per rimediare

Non c’è rimedio al poco spirito natalizio.

Natale arriva troppo presto. Fateci caso. Non passano mai 365 giorni tra un Natale e l’altro. E per gli anni bisestili quasi è peggio.

Natale ormai arriva a ottobre. È nelle luminarie che vengono appese con largo anticipo (e che certe volte restano lì SEMPRE, tutto l’anno e a Ferragosto si vedono benissimo), è nei cataloghi delle offerte dei prodotti tecnologici che arrivano nella cassetta della posta, è nelle newsletter che arrivano da Halloween in poi, è nei biscotti speziati dell’Ikea che iniziamo a mangiare con la prima tazza di tè autunnale.

C’è un po’ di Grinch in ognuno di noi. Quando scopriamo che i regali non li porta un vecchio magico vestito di rosso… beh, qualcosa si spezza. Poi l’adolescenza, poi l’età adulta, poi c’è chi rinsavisce con la maternità. Ma qualcuno no. Qualcuno guarda al Natale con il cinismo di tutti gli altri giorni.

Cosa influisce sul nostro poco spirito natalizio?

Svuotare le mensole, pulirle e riempirle di angeli, candele, presepi… che poi dall’8 dicembre al 6 gennaio andranno spolverati tutti, uno a uno.

La casa intoppata di parenti, tra cui quella zia che ti chiede sempre perché non ti sposi, che ormai hai qualche capello bianco.

Le canzoni di Natale cantate da Michael Bublé, che ha il tono zuccheroso anche sul pezzo più malinconico. Dovrebbero essere vietate.

I negozi che lasciano le porte aperte quando fuori ci sono 10 gradi sotto zero e per entrare la barriera d’aria ti rende i capelli come un nido di corvi.

I regali non graditi. Tipo il set di salviette beige ricamate tono su tono, di spugna rigida che gratta la faccia. Va bene la dote, ma certe cose non si possono vedere nemmeno in un albergo a una stella di Cinisello.

I messaggi d’auguri in serie e le catene natalizie su WhatsApp. Belli gli alberelli luminosi… sicuramente sono più belli quando non intasano la memoria del nostro smartphone.

Pensare al menu, fare il tour dei supermercati della zona, ammazzarsi in cucina per ore, apparecchiare, sparecchiare, lavare i piatti per 18 persone che stanno sedute a tavola dalle 12.30 alle 24.00 mentre tu ti ingozzi con una natica giù dalla sedia per correre e stare dietro a tutto.

La corsa ai regali, perché tutti dicono “basta il pensiero” ma poi mica è vero… provate anche voi. Pensate ad un regalo bellissimo e poi fate solo gli auguri. Qualcuno non vi parlerà per anni (e potrebbe essere un bene).

Ma poi in fondo, vi svelo un segreto: è tutta scena, è solo perché ci piace avere quel ruolo… dateci un pomeriggio con la tisana speziata, il camino scoppiettante, un pigiama nuovo, la millesima replica di Fantaghirò, una partita a Taboo coi cugini e vi solleveremo il mondo con un sorriso.

Maura

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