Skip to content

Mad Tea | Racconti di un primo appuntamento e di seconde possibilità

Correva l’anno 2013, ero una donna libera e spensierata. Un giorno un ragazzo carino che avevo conosciuto parecchi anni prima ma che sapevo essere fidanzato, mi invia una richiesta di amicizia su Facebook.

In preda ad un attimo di stupore misto ad euforia, accetto la sua amicizia e prontamente vado a leggere il suo “stato sentimentale”:

SINGLE.

Perfetto, era tornato in piazza. Decido, dunque, di scrivergli.
“Ciao! A cosa devo l’onore?” chiedo divertita.
“Ehi ciao! Beh, ci conosciamo e ti ho chiesto l’amicizia”.
Da lì iniziarono conversazioni intelligenti, simpatiche, estrose. Dimostrava di essere un tipo in gamba ed effettivamente mi piaceva. Decidemmo, a quel punto, fosse giusto uno scambio di numeri di telefono e poi un appuntamento. Niente di eclatante, un semplice pomeriggio insieme davanti a un the caldo (era pieno inverno).

Lui si comportò in maniera dolce, educata, simpatica. Mi piacquero molto quei momenti ed ero decisa a dedicargli ancora il mio tempo. Gli avrei quanto meno concesso una seconda uscita.

Parlammo molto, ricordo che fui piacevolmente colpita dall’intelligenza e dalla determinazione che aveva dimostrato negli aneddoti che raccontava.
Arrivò il momento di andar via, a malincuore, perché avevamo occupato un tavolino per ben due ore, e così ci dirigemmo verso la cassa.
Mi disse: “Non ti preoccupare faccio io”
Quindi mi allontanai a guardare i quadri alle pareti e il modo in cui era allestito quel locale che mi era piaciuto almeno quanto quel pomeriggio insieme a lui.
Pochi istanti dopo, si avvicina e mi dice: “Guarda, non accettano la carta, potresti pagare tu?”
Il trucco più vecchio del mondo? O la mera e onesta verità?
In realtà non l’ho mai scoperto, fatto sta che quel lui non ha avuto un secondo appuntamento. Capisco che non accettino la carta, ma 5 euro nel portafogli li puoi pure portare visto che mi hai portata fuori per un the!
Il dubbio che ora mi assale è: dopo il primo appuntamento è giusto oppure no, dare una seconda chance? Meglio essere lapidarie e senza cuore o riprovare perché magari si è trattato di una defiance?

Questa volta non ci sono consigli che tengano, io ho deciso di seguire la teoria della mia buona nonna: “A pensar male, si fa bene!” Ma ora, a posteriori, concedo a quell’uomo il beneficio del dubbio. Magari hai incontrato una Effe sbagliata, ogni tanto bisogna concentrarsi su un esame di se stesse, perché a volte si, gli uomini si comportano male e siamo spaventate tutte le volte successive, ma non per questo dobbiamo necessariamente “pensar male” sin dal principio. Anche noi possiamo sbagliare, l’importante è saperlo ammettere.

 

Articoli correlati

Categorized: Yourself
Tagged: ,
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione