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Proteggere i figli: fino a che punto arriveresti, in casi estremi?

Fino a che punto si spinge un genitore per i propri figli? A cosa andremmo in contro, in casi estremi, per proteggerli?

L’altra sera mia figlia mi ha chiamato per mostrarmi la luna e mi ha chiesto: “Posso prenderla?” “No, tesoro, purtroppo è molto lontana e non ci possiamo arrivare”, eppure lei continuava ad ammirarla con quel desiderio che parla attraverso lo sguardo innocente dei bambini, al che non ho potuto far altro che avvicinarmi al suo orecchio e prometterle il mio impegno per fargliela avere, ottenendo uno di quegli stupendi abbracci che so mi mancheranno quando lei sarà più grande…

Ho un po’ profittato della sua ingenuità, ma mi sono ripromesso di ripescare qualche nozione di arte delle scuole elementari alla Muciaccia e farle qualcosa che possa, almeno in parte, realizzare il suo “piccolo” sogno. A volte noi genitori ci sentiamo spinti ad andare oltre le nostre capacità per non deludere le aspettative di chi, in noi, ripone tutta la propria fiducia e speranza, anche se già sappiamo che la nostra parola equivarrà ad una pacca sulla spalla piuttosto che alla realizzazione di un loro desiderio, credendo si dimentichino di quanto chiesto. A proposito di questo, leggi come, secondo la lifecoach Valeria Pisano, possiamo evitare delusioni e sensi di colpa agli adulti che saranno i nostri figli.giornata del bacio la luna chi bacia

I bambini vivono in un mondo ovattato dove tutto ruota attorno alla loro serenità e cerchiamo di non far loro mancare nulla proprio per non esporli a delusioni e “sofferenze”: quante volte abbiamo sentito la classica frase “darò loro quello che io non ho potuto avere”? Credo sia un concetto al quanto discutibile, poiché non sta nella quantità di ciò che ricevono a garantirgli la corretta serenità, ma nella qualità e nella genuinità di un comportamento equilibrato da parte nostra, anche negando, ma che mostri loro, con delicatezza, la realtà delle cose.

Ad un programma radiofonico si discuteva della differenza del rapporto tra marito e moglie e di quello tra genitori e figli e dagli interventi si evinceva che, nei casi più estremi si è più portati a proteggere un figlio piuttosto che il proprio coniuge: cosa faremmo noi? Ci abbiamo mai riflettuto? Se dovessimo scegliere tra un figlio ed un coniuge, chi sceglieremmo? Si dice che il nostro partner sia la nostra dolce metà e che i nostri figli siano sangue del nostro sangue: a chi daremmo una possibilità?

Non credo sia plausibile una risposta data a bruciapelo, anche perché dubito d’esserci trovati in una tale triste situazione, ma faremmo bene a riflettervi, non tanto per sapere come rispondere, ma per comprendere meglio il rapporto con i nostri familiari. Quanto possiamo amare i nostri figli? Il nostro è diventato un attaccamento quasi morboso, di gelosia e di esclusivismo oppure desideriamo il bene reale per loro, riuscendo ad accettare la loro separazione futura da noi per formare una nuova famiglia?

Quanto noi siamo pronti a fare per i nostri figli ed in particolare come dimostriamo loro la nostra volontà di accontentarli, ci permetterà di comprendere la complessità dei nostri legami e, soprattutto, la loro qualità.

Se decidiamo di prendere la luna assicuriamoci prima che i nostri figli siano a bordo con noi!

Silvano Campanale

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