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Fare le pulizie di primavera non è fare decluttering

Iniziamo subito da una precisa distinzione: le pulizie di primavera NON sono sinonimo di decluttering. Ecco perché.

Le pulizie di primavera, come dice la parola stessa indicano pulizia e il lavoro di togliere la polvere o lo sporco da casa nostra mentre il decluttering si occupa dell’ingombro degli oggetti che sovraccaricano la casa e della loro liberazione.

Come potete capire sono quindi due lavori diversi che sì si riferiscono alla nostra casa e a farci stare meglio ma hanno modalità e finalità diverse. Vediamole insieme.

Innanzi tutto i tempi: spesso è in uso nella tradizione occuparsi della pulizia e del rimuovere lo sporco da casa proprio a Pasqua. Perché cade in primavera, perché ci da un senso di ripresa e risveglio seguendo così una sorta di calendario annuale. Per farlo ci dobbiamo armare di pazienza e forza perché ci impegna parecchi giorni ed è faticoso. Ma non impegna la mente, sono gesti meccanici che conosciamo bene.

C’è chi parte dalle finestre e dalle tende, chi predilige i cassetti magari quelli della cucina che sono ingombri di oggetti, tutti pensano subito agli armadi e al cambio di stagione.

Ma sappiamo dove e come mettere le mani a tutto questo e soprattutto ne conosciamo la finalità: ottenere la nostra casa pulita e che odora di fresco. Ogni anno ci proponiamo di fare tutto ciò e la soddisfazione che ne ricaviamo è si importante ma solamente investe il nostro piano razionale.

Diverso è il decluttering: innanzi tutto non è pulire ma liberarsipulizie di primavera e decluttering differenze

Liberarsi dall’ingombro e dagli oggetti che sovraccaricano la nostra vita e la nostra casa. E’ un processo che impegna non solo le nostre forze fisiche ma necessita di impegno da parte del nostro cervello e del nostro vivere e sentire la casa in cui abitiamo. Va pianificato per tempi e per modi. Va si fatto in un tempo specifico e coordinato in modo che sia realmente proficuo e, se si vuole, pianificato una volta sola e per tutta la vita.

Bisogna infatti decidere di cosa vogliamo circondarci e per fare questo dobbiamo procedere per categorie di prodotti. Per ogni categoria, che so: vestiti, libri, oggetti della cucina e così via, va deciso un luogo unico dove riporre gli oggetti in modo da non averli sparsi in tutta la casa così da sapere cosa realmente si possiede, e disfarsi di tutto quello che realmente non serve o non piace.

La finalità ultima è stare bene in casa propria perché siamo circondati dagli oggetti utili, che ci piacciono e che sono in ordine, sapendo bene dove sono ubicati. Per questo necessita sì di fatica ma capite bene che, a differenza delle pulizie di Pasqua, in questa attività sono coinvolti anche la nostra mente e i nostri sentimenti perché va deciso a monte di cosa mi voglio liberare e quindi cosa voglio tenere per portate avanti tutto il processo con successo.

E’ vero andrebbe fatto “una volta per la vita”. Forse per questo si confonde con l’idea di pulizie di Pasqua. Ma le ultime ogni anno si ripresentano perché la polvere non si annulla da sola e ritorna sempre nelle nostre case, perché durante l’anno ci occupiamo della pulizia ordinaria mentre queste possono essere considerate pulizie straordinarie, perché durante l’anno non abbiamo il tempo, o la voglia, per dedicarci in modo preciso e profondo.

Decluttering invece va si fatto una volta in un anno e questo può essere considerato l’anno 0. Se fatto in modo preciso poi necessita solo di costanza nel suo mantenimento perché, partendo dalla regola = circondarci solo di cose che ci piacciono o sono utili, sappiamo che tutto il resto non può transitare da casa nostra o peggio ancora rimanerci, e se abbiamo deciso quale è il luogo preciso per ogni oggetto allora conosciamo il luogo dove sono le nostre cose e quelle nuove hanno già la loro ubicazione precisa.

Daniela Pellegrini

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