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Le regole della famiglia allargata: le considerazioni dei figli

Mi soffermo spesso a pensae

L’altro giorno mi sono vista per un aperitivo con la mia figlia eredita più grande. Quando l’ho conosciuta aveva dieci anni e era una bambina che andava alle elementari, mentre ora è stra-laureata e lavora.

Quando era piccola veniva nella mia famiglia il mercoledì sera e un week-end si e uno no, come una volta era tipico di tutti i figli di genitori separati, mentre ora vive da sola e ogni tanto ci vediamo perché ormai non abbiamo più la frequentazione di prima.

Durante l’aperitivo si parlava di mia figlia, che è sua sorella, e mi spiegava i motivi di alcuni suoi comportamenti. Una frase mi ha molto colpito: “Sai, io quando venivo da voi, all’inizio della serata ero un po’ spaesata perché del resto da voi le regole erano un po’ diverse rispetto a quelle a cui ero abituata a casa mia”. Il tutto detto senza nessuna recriminazione, ma come il dato di un fatto accaduto.

Ops, in effetti non avevo mai riflettuto a fondo su questo aspetto. Mi spiego meglio: siamo convinti che in una famiglia siano da applicare le regole che decidiamo noi genitori. Regole basate sulla nostra morale, lo stile di vita, le abitudini che ci portiamo dietro a nostra volta. E sono convinta che siano i genitori che debbano dare l’impronta alla famiglia.

Ma forse di fronte a una famiglia allargata bisogna fare una riflessione un po’ diversa o appunto “più allargata”. Sono figli che vivono anche altre esperienze, ma vivono anche con noi.

regole-bambini-separati

In genere i bambini hanno una visione unilaterale della vita e per loro nella vita esiste il bianco e il nero. Il grigio non è contemplato.

Quando sono piccoli quindi pensano che quello che dice la mamma sia la cosa giusta e si appropriano del suo pensiero, della sua modalità, della regola quindi.

In altre situazioni, diverse dalle loro abituali, possono a volte fare fatica a integrarsi. Pensiamo alla scuola quando possono avere problemi a staccarsi, agli amici che sono le persone estranee alla famiglia con cui vengono in contatto. Lo stesso può valere quindi anche per i contesti più vicini a loro quale potrebbe essere la nuova famiglia del papà, a cui magari noi adulti non prestiamo così attenzione perché per noi genitori è la famiglia di riferimento.

E’ questa la riflessione a cui mi portato quella frase, anche se non ci avevo mai pensato. E in effetti poi mi sono tornate in mente alcune frasi degli altri miei figli ereditati, quelli che vivono ancora con me. Frasi non negative e che mi hanno detto come uno stato di fatto ma che facevano riferimento a un passato diverso, che pur essendo ormai lontano, è stato comunque vissuto.

Quindi va bene regolare la vita della nostra famiglia secondo le nostre convinzioni, ma forse nel caso delle famiglie allargate è bene fare maggiore attenzione e essere più aperti agli altri (loro, i bambini) e morbidi, anche se riteniamo che noi gli adulti abbiamo il diritto di dettare le regole.

Se devo dirla tutta mi sono sentita un po’ in colpa perché a volte forse non sono stata così attenta e delicata come la situazione avrebbe richiesto, ma soprattutto perché non mi sono accorta di avere potuto provocare dei disagi. La cosa che mi fa stare abbastanza tranquilla però è che i figli che vivono con noi ormai mi prendono in giro per alcune mie fisse, mentre con la grande sono rimasta in grande contatto, come ho raccontato.

Quindi forse non sono state del tutto sbagliate le mie regole, no?

Daniela Pellegrini

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