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Dopo la ribellione: l’adattamento

Cosa accade dopo la tanto temuta adolescenza?

Che i ragazzi crescono, cercano la loro strada e, non avendo molti modelli a cui rifarsi, di solito, riproducono quello che hanno introiettato, cioè l’esempio di mamma (per le ragazze) e di papà (per i ragazzi).

Tutto questo non è immediatamente chiaro, perché spesso i genitori spingono i figli a realizzare i loro sogni (cioè quelli dei genitori!) ed a diventare quello che loro non hanno potuto diventare o ad avere ciò che loro non hanno potuto avere. Mentre ciò accade, dicevo, in famiglia nessuno è consapevole dello schema che si sta riproducendo (qui sì è il caso di dirlo!) ad insaputa degli stessi protagonisti.

Può essere che la vita che sta sbocciando, per un ragazzo o per una ragazza, sia quella che desiderano, e che abbiano la fortuna di potersi dedicare agli studi di ciò che amano, a praticare le discipline che più soddisfano la naturale indole del corpo, che svolgano un lavoro che hanno scelto, con determinazione. Ma, purtroppo, non sempre è così. E la responsabilità non va data, genericamente, alla “crisi economica”, e neppure alla fortuna.

Ci sono delle situazioni in cui tutto sembra funzionare alla perfezione, in cui un ragazzo riesce bene in qualcosa e trova facilmente un’occupazione che lo soddisfa, che gli permette di mettere in pratica ed imparare ciò che ama fare, e ne è contento. E poi ci sono tutti gli altri casi, in cui niente sembra andare per il verso giusto.

ribellione

La differenza, io credo (ma si tratta solo della mia opinione e di ciò che ho riscontrato per me e per i miei clienti!), la fa la possibilità di esprimere se stessi ed essere felici. Quello che ho verificato (ma, per carità, prendetevi la briga di cercare dei riscontri!) è che quando qualcuno permette a se stesso di fare ciò che ama, “nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute…” (Gothe).

Ci sono, quindi, casi in cui i genitori hanno la saggezza di lasciar liberi i propri figli di seguire le loro naturali inclinazioni, e li incoraggiano fin da piccoli in questo, oppure casi in cui i genitori ritengono che la riuscita nella vita si ottenga a determinate condizioni, e spingono i figli a realizzarle. In quest’ultimo caso è probabile (ma non è detto, eh!) che il ragazzo in questione si trovi, ad un certo punto nella vita (a 40 anni? A 50?) infelice ed insoddisfatto, magari anche avendo ottenuto ciò per cui ha faticato ed essendo nella classica situazione “non mi manca niente, come mai non sono felice?” che è poi quella più diffusa…

Qual è il pilota automatico che guida ogni cosa?

Com’è possibile che, inconsciamente, si riproduca un modello che si è ereditato? Com’è che, dopo tanta ribellione, dopo aver giurato e spergiurato, nell’adolescenza: “Non diventerò mai come te!”, ci siamo cascati quasi tutti?

La spiegazione penso stia tutta in quella straordinaria intuizione di Bert Hellinger, che dice che, nel pensiero “magico” di ogni bambino, c’è la convinzione che, per essere amato e accettato, deve essere simile ai propri genitori, e questo inconsapevole pensiero si può riscontrare fin dalla più tenera età, quando l’imitazione dei gesti, della postura, delle parole, è già visibile. Dopo la ribellione dell’adolescenza arriva, quindi, la rassegnazione e l’adattamento, che inconsciamente guidano a riprodurre un certo tipo di atteggiamento, di azioni, di lavoro, di relazioni e di famiglia.

I ragazzi di questa epoca sono più avanti di quanto siamo stati noi delle generazioni precedenti; questo non vuol dire che eviteranno le trappole dell’inconscio, ma piuttosto che stanno manifestando molto prima di noi il malessere che ne deriva. Se noi ci siamo accorti che la nostra vita non era felice a 30, 40, o 50 anni, ed abbiamo cercato di cambiare quello che non ci corrispondeva, ora ci sono bambini e ragazzi già chiaramente sofferenti, che stanno mettendo a dura prova i genitori, perché non accettano silenziosamente di diventare come loro, ma mostrando sempre di più che, in questo stile di vita, c’è qualcosa che non funziona.

Non è semplice riconoscere in questo un miglioramento, eppure, ben nascosto, c’è.

Trovi qui tutti i miei articoli sulla famiglia

Valeria Pisano

  

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