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Riflessioni: donne che odiano le donne

Come ben sapete, più di una volta ho detto (o meglio, scritto) che io, con le donne, proprio non mi ci trovo.

Ovviamente è sempre stata una generalizzazione piuttosto banale e atta solo a scatenare un sorriso, niente di più.

Mi riferivo a quegli atteggiamenti “tipicamente da donna (da donna stupida!)” che io, personalmente non condivido: scenate, ocheggiamento, gattamortismo, ecc.

In realtà sono sempre stata, sotto certi aspetti, un po’ anomala ed è per questo che anche altri atteggiamenti più comuni non hanno mai fatto parte del mio DNA. Diciamo, in sintesi, che quando si dipinge quel simpatico (simpatico?) quadretto della donna sempre in ritardo, che si scandalizza per tutto ciò che esce dal suo confine e che vuole a tutti i costi la borsa firmata… Beh, io sono l’uomo!

Tuttavia, spero sia tanto chiaro quanto evidente che odiare le donne sia ben altro.

Io non posso odiare un’intera categoria di persone senza banalizzare, perché in mezzo a mille donne stupide ce n’è una che ha il DNA deformato come il mio.

Mi è capitato però di conoscere donne che odiano le donne.

Con una di queste sto avendo a che fare in questo periodo e, da osservatrice quale sono, mi rendo conto di quanto sia diverso il suo atteggiamento rispetto al mio.

Lei, le donne, le odia davvero.

È tutta una questione di sguardi atti a studiare, di ricerca perpetua di difetti nel prossimo e di tentativi di sminuire chi hai davanti.

È questione di voler dimostrare a tutti, ma in primis a se stessi, chi è la migliore tra le due, chi comanda.

Ora. Questa donna sopracitata ha circa trent’anni più di me.

Naso, zigomi, seno e labbra che sono passate un po’ troppo dal chirurgo plastico. Pantaloni sempre attillati e appariscenti, ciglia chilometriche. E tanta, tanta, tanta voglia di sminuirmi non appena possibile.

Perché ho vent’anni, perché le pesa, perché deve ricordare a tutti che è lei il capo, lì.

E io lo capisco, mi va bene, non sono stupida. So che una donna appena ventenne può suscitare sensazioni fastidiose in una di cinquanta, se questa non vive la sua età con la serenità con cui dovrebbe. Se ha paura di invecchiare, di perdere la sua bellezza. Se si rende conto che lei non ha più vent’anni. (E allora?!)

Tuttavia, vedere il suo impegno nel voler sminuire una ragazza più giovane, mi ha fatto riflettere su quanto sia fondamentale nella vita l’accettazione di sé. Non per gli altri, non per sé, cioè, ANCHE, ma più che altro per non ridursi a fare figure così barbine di fronte a chi riconosce l’insicurezza, anche quando è travestita da spiccata sicurezza ed elevatissima autostima.

E quindi niente, non perdete tempo ad invidiare il prossimo. Non ne vale la pena, ve lo assicuro.

Ma quanto si vive bene, guardando nel proprio piatto senza sputare in quello altrui?!

Alla prossima settimana,

Deborah

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