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Il riflesso di Moro nei neonati

Vi è mai capitato che il vostro dolce neonato, beatamente addormentato tra le vostre braccia, si svegli di soprassalto e piangente proprio mente lo poggiate nel lettino o nella culla? Cosa potrebbe aver portato il risveglio? Il freddo delle lenzuola, la perdita del contatto o anche il riflesso di Moro, uno dei riflessi primordiali più diffusi.

I riflessi primordiali del neonato sono reazioni automatiche messe in atto dal sistema nervoso dei neonati, quando stimolati in particolari modi.

Questi riflessi sono molto importanti per la sopravvivenza del neonato nell’ambiente extra-uterino, per diversi aspetti. Alcuni sono importanti per la nutrizione, altri per l’attaccamento tra neonato ed adulto che lo accudisce, altri ancora preparano a capacità future.

Altrettanto importante è il fatto che i riflessi neonatali, passati i primi mesi, cominciano ad indebolirsi fino a scomparire totalmente.

Questo processo di scomparsa è dovuto allo sviluppo progressivo del lobo frontale, regione del cervello coinvolta nei movimenti volontari. La scomparsa di questi movimenti involontari è funzionale alla comparsa di movimenti volontari, voluti e progettati a livello conscio dal bambino. Guai se i riflessi non cominciassero a scomparire, sarebbero d’intralcio allo sviluppo neurologico e fisico del bambino.

Tra i riflessi neonatali, i più conosciuti sono senza dubbio il riflesso di suzione che permette al bambino di nutrirsi e il riflesso di prensione palmare, piccole mani che stringono grandi dita hanno commosso generazioni. Ma un altro riflesso molto noto è il riflesso di Moro, che viene anche chiamato riflesso di trasalimento, riflesso di aggrappamento o riflesso di abbraccio.

Il riflesso di Moro

Per evocare il riflesso di Moro, è necessario che il capo del bambino si sposti improvvisamente dall’asse costituito dalla schiena del bambino stesso. Attualmente, il metodo più utilizzato consiste nel sorreggere con una mano la schiena e con l’altra la testa del neonato. Poi si lascia cadere la testa del bimbo indietro di qualche centimetro.

La reazione che si ottiene è composta da 3 fasi: una di trasalimento con apertura di braccia, mani e dita, un aggrappamento (o abbraccio) in cui le braccia si flettono e si chiudono i pugni ed una fase finale di pianto.

Il riflesso di Moro è presente fin dalla nascita e ha la funzione di garantire la vicinanza tra mamma e bambino, soprattutto nel momento in cui il bambino percepisce un potenziale pericolo di caduta. Inoltre, la fase del pianto provoca nella madre un istintivo comportamento di accudimento che porta anche ad una maggiore interazione tra bimbo e mamma.

Il riflesso di Moro comincia ad affievolirsi verso i 4 mesi di età, in modo variabile tra i bambini. In ogni caso, è importante che il riflesso scompaia entro il primo anno di vita.

Tornando al nostro piccino addormentato in braccio, come fare per poggiarlo sul lettino senza scatenare il riflesso di Moro?

Un buon metodo può essere poggiare prima la testa e poi il resto del corpo. Il neonato continuerà a dormire se facciamo così? Chi lo sa, ma io un tentativo lo farei!

Rolling Mamas

Categorized: Mamma & bimbi
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