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Come scegliere il giusto asilo nido? 5 punti fondamentali da considerare

Come già discusso in un mio precedente articolo “Mamme lavoratrici: organizzazione e sensi di colpa” arriva un momento nella vita di una mamma in cui il distacco dal suo bambino è necessario.

Oppure è cercato e ponderato.

È un momento comunque sia da non sottovalutare e comprenderne la dinamica può aiutare ad accettare e superare le eventuali difficoltà emotive e non.

Una volta affrontato l’ aspetto morale ed emotivo del distacco per il rientro a lavoro, nel rispetto dei tempi di madre e bambino si possono valutare i vari aspetti pratici legati alla custodia del bambino.

Se non saranno nonni o baby sitter ad occuparsi di lui ci si potrà affidare nei primi 3 anni di vita ai nidi.

Con che criteri scegliere il nido? Esaminiamo alcuni punti su cui discutere:

1- Di certo la premessa fondamentale e la base su cui poggia la scelta è l’aspetto economico. Il costo della retta del nido comunale o privato dovrebbe rientrare nella possibilità finanziarie della famiglia pertanto la prima richiesta di informazioni sarà sul prezzo da pagare mensilmente comprensivo di iscrizione de richiesta e buoni pasto se necessario e/o eventuali esclusioni da acquistare personalmente (carta igienica, pannolini, salviette umide, etc).

2- Un’altra questione a mio avviso importante è la zona in cui  si trova il nido rispetto all’abitazione del bambino e se è comoda in base agli orari di entrata e la strada di passaggio per andare a lavoro che, chi porterà il bambino dovrà percorrere. Se saranno i nonni a portare il  piccolo al nido o se saranno loro a dover andare a prenderlo la posizione dovrà essere facilmente raggiungibile con automobile, a piedi o in bicicletta o con altri mezzi. Questo per evitare di “buttare” del tempo prezioso o fare le cose di fretta sia la mattina che al rientro pomeridiano/serale (anche i bimbi necessitano dei loro ritmi appena svegli o dopo una lunga giornata di “lavoro”) oppure in caso di emergenze, per potersi recare sul posto nel più breve tempo possibile.

3- Per alcuni genitori può essere di aiuto alla scelta sapere che altri amici o parenti hanno portato in quel determinato nido i figlioletti perché le esperienze altrui negative e positive possono recensire il lavoro del nido e possono portare a spunti di riflessione, se comunque si usa la logica e il buon senso (ogni parere ed esperienza rimangono comunque soggettivi).

4- Un aspetto a mio parere fondamentale tanto quanto i precedenti, è la tipologia di servizio che offre il nido e la qualità del tempo che trascorreranno le maestre insieme al nostro bambino, in base alla sua età: la programmazione di attività ludiche, la scuola di pensiero su cui si erge la metodologia di insegnamento e accudimento (ultimamente prendono spazio parecchi nidi e asili improntati sul metodo Montessori), l’organizzazione degli spazi e delle giornate a misura di bimbo e l’approccio ai vari tipi di situazioni dettate dal bambino stesso (rifiuto, stress, pianto, nervosismo, malattia o malessere, insonnia, digiuno).

Penso che avvicinarsi ad un orientamento che rispetta i tempi naturali di nostro figlio senza imposizioni o regole ferree basate su preconcetti comuni e insensati, possa considerarsi un valido alleato nell’ammorbidire il trauma e il difficoltoso periodo di distacco del bimbo dalla madre.

Chiedere supporto morale e pratico alle maestre è nostro diritto e pretendere un approccio delicato e comprensivo nei confronti dell’ infante non è fuori luogo anzi, se ci sarà chiarezza da entrambe le parti fin da subito potrebbero evitarsi alcuni spiacevoli inconvenienti.

5- Fissare un incontro conoscitivo e informativo c/o la struttura (oppure partecipare agli open day) sarà un passo quasi decisivo: si potrà chiedere l’ opuscolo informativo comprensivo di regolamento, si potranno conoscere le maestre che accompagneranno il bimbo per la durata di questa sua nuova e prima avventura e ci si farà un’ idea più precisa dell’ambiente interno ed esterno in cui dovrà passare magari la maggior parte della giornata.

La lettura approfondita del regolamento è vivamente consigliata per non lasciare nulla al caso e per capire se siamo d’accordo con quello che chiede a sua volta la struttura.

Parlare e dialogare con le maestre ci rassicurerà su eventuali ansie e timori che con l’ avvicinarsi del distacco si fanno sempre più forti: cosa succede se il bambino si ammala? Cosa succede se ci sono più compagni malati? E se mio figlio non volesse dormire, mangiare o piangesse a lungo?

Solitamente i tutor sono persone capaci di una sensibilità fuori dal comune e il loro compito è fondamentale per garantire il benessere di bimbo ma anche genitori… ma se il vostro istinto di mamma vi suggerisce una direzione piuttosto che un’ altra, difficilmente si sbaglia 🙂

Come la madre necessità di supporto e conferme per essere serena anche la piccola creatura chiede giustamente di essere preparata nel migliore dei modi ad intraprendere il suo cammino verso il mondo….. Verso gli altri e tutto ciò che sta al di fuori del suo nucleo famigliare.

Il rapporto con i coetanei e con le norme che esistono nella società odierna può divenire un nemico che fa paura se non lo si affronta con cautela e rispetto dei tempi. Il compito dei genitori insieme a quello delle maestre è estremamente serio e getta le basi di una crescita consapevole e serena.

Fabiana Rizza

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