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L’importanza di scegliere: Helen Humphreys e “Il canto del crepuscolo”

Scegliere. Non è mai semplice, troppe paure, remore, impedimenti.

Ma nonostante tutto, la scelta è sempre determinante: provoca in noi, e anche in chi ci sta vicino, quello  “spostamento” mentale di idee e obiettivi che porta alla crescita e a un reale miglioramento.

Certo, quella decisione deve essere presa con determinazione e coraggio ma soprattutto con consapevolezza.

E la scelta è proprio uno dei temi portanti di questo romanzo di Helen Humphreys, “Il canto del crepuscolo” (Playground).

Siamo nel 1940 e il conflitto ha separato una coppia di giovani sposi subito dopo il matrimonio. James, pilota della RAF, è stato catturato dai Tedeschi e condotto in un campo di prigionia dove condivide la sua difficile quotidianità con altri soldati come lui, nella costante incertezza del domani.

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In lunghe lettere l’uomo racconta alla giovane moglie Rose la sua vita di prigioniero: i gesti quotidiani snaturati dalle estreme condizioni, il rapporto con i commilitoni e le loro storie personali.

Rose, che ha lasciato Londra sottoposta a primi violenti bombardamenti per rifugiarsi nella campagna inglese, accoglie queste lettere con una costante trepidazione dettata anche dall’angosciante situazione in cui vive il marito.

Condizione di vita che James cerca di “alleggerire” dedicandosi all’osservazione di una coppia di codirossi al limite della recinzione spinata del campo, fatto che lo porta ad appassionarsi di ornitologia, grazie anche al comandante del campo che gli fornisce alcuni testi specifici.

Rose, lettera dopo lettera, inizia però a mettere in discussione i suoi sentimenti per il marito come se quella passione per i volatili di cui James le parla costantemente fosse proprio l’elemento mancante nella loro relazione, condizionata anche da quella distanza che ne ha provocato un allontanamento emotivo.

Inoltre l’arrivo di Enid, la cognata di Rose – anche lei sfollata in seguito al bombardamento della propria abitazione – romperà ulteriormente gli equilibri e la costringerà ad affrontare sé stessa e i suoi dubbi. E a scegliere.

In un costante alternarsi delle voci protagoniste, prima la coppia di sposi poi quella di Enid, questo romanzo pagina dopo pagina ti cattura e commuove.

La Humphreys, in questo come in tutti i suoi romanzi precedenti, ha la capacità di raccontare in una forma letteraria squisita, le incertezze e i dubbi del vivere, soprattutto quando la fatica di rivelarsi e accettarsi sono condizionanti e impediscono il fluire di tutti i nostri vissuti emotivi.

E proprio per questa ragione è necessario scegliere, decidere di prendere una strada, una direzione.

Che si tratti di una relazione o di un lavoro, questo è l’unico modo per viversi nella pienezza delle proprie  possibilità. Con la consapevolezza che il nuovo che verrà sarà la cosa migliore. Per te.

EquiLibrista M.

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