Skip to content

Sostegno alla maternità: viaggiare insieme verso l’ignoto

La maternità è per la donna esperienza di salute, di rischio, di speranza, di desideri e di bisogni.

La donna assiste a un graduale ma radicale cambiamento del suo corpo e si sente diversa da se stessa di prima, spesso sola davanti all’ignoto.

In particolare negli ultimi due mesi di gravidanza, caratterizzati dall’avvicinarsi del parto, si intensificano le angosce. Lo stato emotivo è prevalentemente dominato dalla paura del parto e dal senso di inadeguatezza dell’essere madre.

“Irrompe nell’ordinario dei giorni,

modificando per sempre la fisionomia

delle relazioni, delle biografie personali”

Vanna Iori, 2006

Cosa accade alla donna nei momenti di grande cambiamento?

Una sensazione forte dove la tristezza per la perdita delle sicurezze precedenti si mescola  allo spaesamento dato dallo scenario che improvvisamente cambia. Tutto questo determina disorientamento e spesso un conseguente sentimento di crisi di adattamento; proprio per questo la maternità può diventare un’esperienza di crisi.

Alcune ricerche hanno rivelato come la donna capace di accudire il bambino dopo la nascita è quella che ha potuto esprimere le proprie ansie e paure alla fine della gravidanza. Questo conferma l’importanza di una preparazione psicologica alla maternità; la possibilità di volgere lo sguardo al mondo interno della donna, non solo per ascoltarne le preoccupazioni ma anche per ritrovare un legame con la propria storia e i bisogni di bambina. Ascoltare la memoria di sé per favorire un primo legame con il bambino che ancora deve nascere ma che è già così presente nella fantasia della madre.

Il parlare alle madri, sostenerle nell’espressione di emozioni nuove e spesso perturbanti,  si rivela uno strumento di grande supporto e di prevenzione (Marinopoulos, 2005).

Le donne trovano spesso sostegno nel momento precedente la nascita del bambino, anche se spesso si riduce a una guida pratica relativa all’esperienza del parto e del primo accudimento al neonato. Quello che possiamo definire un piccolo vademecum (pensiamo ai gruppi di preparazione al parto) ben si allontana dal dare un’accoglienza a quei vissuti emotivi perturbanti che, non condivisi, rischiano di far sembrare la neomamma, alle prese con l’estasi manifesta dei parenti, una “cattiva madre”.

Sempre più spesso le neomamme riferiscono sentimenti di solitudine (soprattutto emotiva) nei momenti successivi l’esperienza del parto. Fintanto che la mamma è all’interno della struttura ospedaliera, si trova in un contesto protetto e rassicurante, le difficoltà insorgono poi, con il ritorno a casa, quando la preoccupazione della mamma diventa la sua capacità di accudire e crescere un figlio sano. Per questo proponiamo un intervento di sostegno psicologico rivolto alle mamme in collaborazione con i percorsi proposti dalla nostra ostetrica.

Tale intervento, che prevede anche la possibilità di richiedere incontri al domicilio della neomamma, si propone di offrire alle donne che vivono l’esperienza della maternità uno spazio nel quale poter portare i propri vissuti, spesso ambivalenti e fonte di disagio, così che possano essere accolti, integrati ed elaborati.

Concludo riportando il pensiero del pioniere della psicanalisi infantile, D. Winnicott:

“Si sa cos’è l’amore di una madre e ne riconosciamo la realtà e la forza. Ma lasciatemi spiegare alcuni motivi per i quali la madre odia il bambino […]

Il bambino non è quello dei giochi dell’infanzia, non è il figlio di suo padre o di suo fratello, ecc.

Il bambino non è prodotto in modo magico.

Il bambino è un’interferenza con la sua vita privata, una sfida alla sua preoccupazione […]

Il bambino all’inizio deve comandare, deve essere protetto dalle coincidenze, la vita deve scorrere secondo il suo ritmo e tutto ciò richiede l’attenzione continua e dettagliata da parte della madre.

È sospettoso, rifiuta il buon cibo, la fa dubitare di se stessa, ma mangia bene con la zia.

Dopo una mattinata terrificante, escono e il bambino fa un sorriso a uno sconosciuto che dice: “Com’è dolce!”

Emerge oggi l’importanza di creare uno spazio, inteso come luogo d’incontro e di condivisione, che possa accogliere l’esigenza della mamma di essere accompagnata all’accettazione di vissuti (non sempre solo positivi) che emergono di fronte a quel meraviglioso e al contempo sconvolgente evento della nascita di una nuova vita.

Armonia Seregno

Articoli correlati

Categorized: Mamma & bimbi
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione