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Sostegno alla genitorialità: primi passi e salti nel futuro

Il nuovo paradigma pedagogico è non lasciarli soli.

Del resto, se pedagogia vuol dire guida del fanciullo, si dovrà ben trovare un modo per indicare la strada ai bambini. Crescere autonomi e ricevere sostegno infatti non si escludono a vicenda. Per tradizione i mondi degli adulti e dei bambini si sono mossi in modalità separate: gli uni da una parte e gli altri con un senso di esclusione e di rincorsa – la voglia di diventare adulti. Dinamiche note alla nostra generazione di genitori.

Una nuova cultura si fa però strada, sull’impulso del diktat qualità del tempo insieme.

E in effetti di tempo da passare insieme genitori e figli ne hanno sempre meno, sempre più limitato all’ora della cena e ai fine settimana. Per questo si moltiplicano le offerte di corsi per genitori e bambini al diffondersi della sensibilità per il nuovo paradigma del crescere insieme. Perché anche i genitori hanno bisogno di imparare, di acquisire nuove competenze e nozioni. Di non essere lasciati soli.

Fra i primi corsi in assoluto possiamo annoverare i corsi di preparazione al parto: da un certo punto di vista, questa novità, introdotta in Inghilterra agli inizio del ‘900, ha segnato l’avvio di una presa di responsabilità collettiva per la genitorialità. Questa rimane sì un fatto privato, intimo e personale, ma sempre più viene riconosciuta come una dimensione dell’essere che ha ripercussioni sulle future generazioni e sulla società tutta. In Italia risalgono agli anni ’80 i primi servizi di accoglienza per i bambini di età prescolare e i loro genitori, precursori dei vari Centri per bambini e famiglie (CBF), Spazi Gioco e altri, che offrono occasioni di socializzazione al di fuori del nido e della famiglia stretta e sostegno alla funzione genitoriale. Questi servizi integrativi rientrano negli ordinamenti legislativi per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

sostegno genitori

Accanto a questi servizi ormai storici ci sono novità sempre più allettanti nel panorama delle offerte per famiglie, dove l’iniziativa privata sostiene e forse solletica quella pubblica. Si tratta di corsi di acquaticità per neonati e genitori, corsi di propedeutica musicale, corsi di massaggio infantile e così via (vedi ARMONIA).

Per sintetizzare, sino a oggi le offerte riguardano tre fasi di vita:

1) Corsi di preparazione al parto e sostegno alla genitorialità. L’attesa di un figlio è sempre più una scelta ponderata e un evento programmato; nonostante questo, tanti sono i dubbi e gli interrogativi per le coppie che nella nostra società complessa si accingono ad accogliere un bambino. Le coppie sono spesso isolate, e private di informazioni che prima venivano tramandate dai familiari più vicini ed esperti. Oltre a questo, sono caduti molti tabù e ora le donne vogliono poter dare il proprio consenso consapevole su ogni aspetto, essere informate sulle varie fasi della gravidanza, su quello che attende loro e su come possono favorire al meglio lo sviluppo del feto e poi il transito verso la vita extrauterina. La figura del padre al contempo si modifica, con lo sfaldarsi dei tabù si liberano spazi di crescita anche per i partner e la spinta alla consapevolezza del ruolo aumenta. I padri vogliono esserci.

2) Il neonato è a casa e ha molte esigenze. Anche mamma e papà hanno i propri bisogni: fra tutti quello di strutturare in modo diverso la giornata, di apprendere un nuovo modo di comunicare fra di loro e con il nuovo nato. Improvvisamente ci si percepisce come isolati dal mondo, le cose un tempo facili si complicano e si è in cerca di risposte a compiti che colgono impreparati. I corsi per genitori e neonati tengono conto di una delle esigenze primarie: quella di avviare e rafforzare il legame genitori-figli, superando le insicurezze e le frustrazioni che minano il rapporto, ricevendo e dando ascolto in uno scambio rassicurante di esperienze e, per sottolineare l’aspetto pragmatico delle offerte, imparando a toccare, massaggiare, consolare e conoscere il corpicino indifeso del nuovo nato.

3) Quando il neonato diventa un bambino, le esigenze cambiano. I genitori hanno bisogno di un sostegno per diventare guide competenti. Il bambino ora cammina e accumula esperienza: spinge per diventare autonomo, per toccare e scoprire, ed è pronto ad accogliere stimoli di musica, danza, movimento, creatività, e ancora di gioco e di esplorazione dei cinque sensi. Il mondo gli si rivela, le arti lo solleticano. Ma non c’è solo questo: il bambino scopre gli altri, coetanei che usano gli stessi spazi e gli stessi strumenti. Si affaccia l’esigenza di allargare i propri confini e insieme di verificare e acquisire dei chiari limiti.

genitorialita

Ma la società cambia e le offerte si aggiornano. Accanto ai corsi per genitori e bambini sono sorti corsi per nonni e nipoti (e in effetti più generazioni sostengono la crescita meglio è, soprattutto se i genitori sono stritolati dagli orari di lavoro). Per i genitori e i bambini che sono da poco nel nostro paese, vengono organizzati corsi di lingua, perché anche la lingua del gioco ha un suo vocabolario. L’ultima novità sono i campi avventura per padri e figli. Dopo aver fatto la gavetta negli Spazi gioco con palline e materassini, ora i padri hanno una vasta possibilità di riscatto con le offerte di week-end nella natura: campeggio, discese in canoa, lavori in fattoria, avventure nei boschi. Sono spunti di vacanza solo per loro, i padri con i bambini, alla scoperta di un ruolo nuovo (o forse vecchio) e di uno spazio esclusivo, senza intromissioni, e senza nostalgie: perché anche i padri separati sono clienti emergenti di una nuova generazione di corsi e servizi.

Barbara Colazzo

Mamma e Organizzatrice Eventi

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