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Storie di donne e di solidarietà femminile

solidarietà femminileQuesto post è in “bozza” da due mesi, due mesi in cui più e più volte ho cancellato il testo, riscritto, riletto, modificato, ecc. Stranamente non ne sono mai stata soddisfatta, io che scrivo così, di getto, e che spesso non rileggo nemmeno perché quando scrivo, quando mi apro, condivido una parte di me e per come sono fatta io questo mi richiede un enorme sforzo. Ecchissene se c’è qualche refuso, come dice Vasco ” le mie canzoni nascono da sole vengono fuori già con le parole “, così anche i testi che danno voce alle mie emozioni.

Vorrei ovviare ogni banalità e stupido sentimentalismo, vorrei trasmettere l’importanza che le donne della mia vita, come le chiamo io, hanno avuto in quest’anno unico.

Quando una persona come me, sempre in corsa con la vita, proiettata nel lavoro, si ritrova a casa d’un tratto a parlare di ginecologi, di esami prenatali, di culle, carrozzine, pannolini, non è facile.

Mi sono ritrovata sbalzata in un mondo che non è il mio e mi sono sentita sola, di una solitudine straziante. Avrei voluto che la mia vita continuasse con la stessa frenesia di sempre ed invece no sono stata obbligata a stare ferma per il bene mio e del mio bimbo. Ho avuto paura, che tutta quella corsa e dedizione fossero state buttate al vento ed invece, proprio quell’ambiente che tutti definiscono spietato, il mondo del lavoro, mi è venuto incontro, ha capito le mie necessità. Tutto merito di una donna-capo che non ha scordato il lato umano della vita, che sa ripagare ciò che è stato dato perché per prima sa cosa significhi, da donna, lavorare in un mondo maschilista.

Mi sono imbattuta poi in un centro, trovato così sul web, solo per fare un corso Yoga per gestanti ed invece sono entrata in una rete di donne forti e consapevoli di questa forza. Penso a Giulia, titolare del centro mammapretaporter, che il giorno del parto mi ha scritto “sei stata brava devi esserne orgogliosa” beh credo siano state le parole più preziose mai ricevute nella mia vita.

Poi ho conosciuto Daniela e Barbara, due neo mamme come me. Ci incontriamo più che possiamo perché solo noi, insieme, siamo in grado di sdrammatizzare le nottate in bianco, i pianti dei bimbi. Andrea non piange ed è il più tranquillo, non c’è invidia, loro sono magrissime, io ho 15kg in più, non c’è invidia. La sottolineo questa cosa dell’invidia perché è il tranello più pericoloso tra donne, lo dice sempre nonna Vittoria ed ha ragione, in nome dell’invidia si compiono gli atti peggiori. Solo tra di noi possiamo dire “lo ucciderei” rivolto ai nostri bimbi, perché solo noi sappiamo che è una frase ricca d’amore, che è uno sfogo e che solo per averlo detto, proprio in nome di quell’amore ci sentiamo comunque in colpa. Ridiamo raccontando le scene peggiori di allattamenti nelle cabine prova dei negozi o nel centro del paese più chic della Brianza, con la gente che ti guarda allibita e tuo figlio che emette il rutto tsunami peggiore della storia. Ridiamo quando parliamo di cambi pannolino sulla panca della chiesa il giorno del battesimo. E’ nata un’amicizia, ci volgiamo bene, ci sosteniamo, siamo solidali.

In rete invece ho conosciuto un gruppo di oltre 300 donne, mamme con termine parto nel mese di marzo. Siamo mamme di tutta Italia e non solo, c’è chi scrive dall’Australia, chi dalla Turchia e chi dalla Svizzera e dagli Stati Uniti. Ci accomuna l’amore immenso per i nostri bimbi e la voglia di fare bene, di essere le madri più giuste per loro. Le mamme bis-tris consigliano le neo mamme, i punti di vista sono differenti, c’è la specialista del “portare”, c’è chi invece conosce tutti, ma proprio tutti, i prodotti di puericultura. Il bello del gruppo è che si ride, si ride di tutto e nessuna impone nulla alle altre. Mi ci sono trovata bene sin da subito, da quando Francesca, mia compagna di vittoria del concorso Mammachestyle di Chicco, mia ci ha inserita. Sono entrata in famiglia, non sono più le ragazze del gruppo ma sono amiche e se potessi vorrei conoscerle tutte per dire loro “grazie!” ed abbracciarle di un abbraccio caldo ed infinito.

Una menzione speciale a Loredana, una giovane donna del gruppo, che ha saputo di un bimbo affetto da una malattia devastante e che non stava più crescendo perché la mamma non ha più il latte e con il latte artificiale la crescita si è arrestata. Loredana ha offerto il proprio latte, se lo tira ogni giorno per aiutare Simone e la sua mamma che, nonostante la grave malattia, lo ama come se ci fosse un “per sempre” anche per lui.

Poi c’è Daniela, un’amicizia nata anni fa e durata negli anni, nonostante i vari cambiamenti di vita e di lavoro di entrambe. Un’amicizia sospesa dopo una litigata, come accade anche nelle amicizie più sincere, e ripresa con la mia gravidanza perché Daniela voleva esserci nel momento più bello della mia vita. Lei che legge una mia intervista e mi scrive di prima mattina: “Ciao tes, volevo dirti che la tua intervista mi è piaciuta un sacco. E mi ha emozionata. Penso anche che la tua esperienza possa essere di esempio per tante altre donne sulla scelta di diventare mamme e di conciliare questa scelta con il proprio lavoro. Sei una mamma consapevole, si. Una mamma saggia si, ma sopratutto secondo me una mamma vera e concreta, che non è si è fatta incorniciare dagli stereotipi, che non è caduta preda dei luoghi comuni, che non si è allineata per paura di sentirsi diversa. Anzi, proprio il tuo coraggio e la tua determinazione hanno fatto si che tu sia una mamma diversa. E questo dimostra che si può. Che se si vuole si può tutto”. Lei mi conosce, è un’Amica, mi vuole bene ed è solidale.

Oggi sono 3 mesi di Andrea ed oggi ho voluto pubblicare questo post per ringraziare tutte coloro che, con la propria presenza, hanno reso la mia vita migliore e la mia maternità un’esperienza positiva.

Pensavo non esistesse affatto al solidarietà femminile ed invece, talvolta, basta arrestare la corsa frenetica e guardarsi attorno e scoprire che in giro ci sono proprio delle belle persone.

Auguri piccolo Andrea grazie per avermi reso una donna migliore.

Chizzo

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La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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