Finalmente arriva la sera e, dopo una giornata di lavoro infinita, mi metto al letto.

Tirando le somme penso che in fondo poteva andare peggio, ma anche meglio, se al ritorno a casa ci fosse stato qualcuno con cui condividere la cena, due chiacchiere, magari un film e il sonno. Mentre fantastico e immagino il mio principe azzurro che mi accoglie alla porta con un bicchiere di vino rosso, una pizza sul tavolo e Lucio Dalla in sottofondo, penso a quanto spesso sia difficile incontrare “l’anima gemella” in una grande città, dove tutti hanno troppo poco tempo a disposizione da dedicare ai sentimenti.

Il sonno non arriva e in preda alla disperazione mi ricordo di due di app di cui mi aveva parlato un’amica: Tinder e Happn.

Tinder funziona un po’ come un carrello della spesa, si scorrono volti con una X, fin quando non arriva quello che ti piace e al quale metti like.Tinder

È come andare al supermercato e girare fra gli scaffali in cerca dei tuoi biscotti ideali “questi troppo grassi”, “troppo magri”, “troppo dolci”, “troppo scuri”, “troppo chiari” e così lo stesso per i ragazzi, te ne scorrono talmente tanti tra le dita, che neanche uno ti va bene.

Happn invece è un po’ differente, perché visualizzi solo le persone che passano a pochi metri da te e quando li vedi sull’app, con la loro immagine del profilo migliore, ti chiedi come sia possibile che poi quando scendi di casa incontri sempre e solo il tuo amico ambulante, che cerca di venderti una rosa nonostante sa benissimo che sei single.Happn

Qualcuno però sostiene di averci trovato l’amore su Tinder o Happn e allora cerco di abbandonare il mio solito cinismo e di crederci un po’ di più.

Scorrendo volti e nomi di ragazzi mi rendo conto che molti li ho già visti, incontrati per caso alla fermata del tram o in qualche locale, con alcuni sono addirittura amica su facebook e con altri ricordo di aver scambiato qualche parola. Rivedendoli in foto mi sembrano interessanti e mi suscitano anche un po’ di curiosità, forse interesse, ma non mi spiego come mai non me ne fossi accorta quando li ho incontrati.

Il problema è che oggi trovarsi, sui social o su app come queste, è talmente facile che farlo di persona è più difficile, tendiamo ad essere distratti e a guardare a tutto e tutti con distanza.

Poi attraverso uno schermo tutto è diverso, scrivere in chat senza essere guardati negli occhi, senza quell’imbarazzo del primo incontro è molto più facile, ci si sente più audaci e se va male pazienza, basta mettere la X e andare avanti a cercare. Di riflesso anche la realtà ha preso un po’ la stessa piega, se si conosce per caso qualcuno che ci interessa, la paura di rimanere deluso o di perdere tempo dietro a una conoscenza senza futuro è tanta da girarsi dall’altro lato e continuare per la propria strada.

Non critico la possibilità di trovare davvero l’amore su un app, è un modo come l’altro di conoscersi, ma mi chiedo semplicemente se, senza avere una seconda chance di trovarsi “online”, saremmo tutti più istintivi e coraggiosi “offline”.

Claudia Di Meo