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La “torre mangia smog” e altri progetti contro l’inquinamento delle nostre città

 

Nonostante tutti concordino sul fatto che l’aria delle nostre città è diventata irrespirabile, che smog e polveri sottili sono un serio problema per la nostra salute, le amministrazioni stentano a mettere in atto delle politiche efficaci che contrastino l’inquinamento urbano.

Una proposta concreta, che va’ oltre il futile dibattito sulle targhe alterne e altri palliativi, potrebbe essere la “smog-free tower” (torre mangia smog), l’invenzione di Daan Roosegaarde, designer olandese già noto per iniziative di riqualificazione urbana basate sull’eco-sostenibilità e sulle energie rinnovabili.

Il prototipo (alto 7 metri e largo 3,5 metri)  montato a Rotterdam, funziona con un gigantesco aspirapolvere, risucchiando fino a 30.000 metri cubi di aria all’ora. All’interno, campi di elettricità statica attraggono e imprigionano le polveri sottili come Ph2.5 e Ph10, le più dannose per la salute, prodotte dagli impianti di riscaldamento e dalle auto. L’aria rimandata all’esterno risulta più pulita del 75% di quella aspirata, il tutto utilizzando una potenza di soli 1700 watt. Un’idea veramente ecologica, totalmente funzionante con l’energia eolica.

Le polveri e il carbonio raccolti, vengono poi compressi da 1000 mc di aria e trasformati in cubetti con cui è possibile creare originali gioielli per rendere visibile e concreto ciò che respiriamo ogni giorno.

torre mangia smog Rotterdam

Sembra che questa tecnologia sia stata acquistata anche dalle città di Pechino e Bombay, alcune delle città più inquinate al mondo.

Il progetto ha impiegato tre anni di ricerche per vedere la luce ed ha potuto concretizzarsi grazie alla campagna di crowdfunding portata avanti su Kickstarter, tramite la quale è ancora possibile investire su Smog Free Project e comprare i gioielli che rappresentano la nostra quota di smog sottratto all’aria.

Esistono anche altre iniziative e tecnologie contro l’inquinamento: pelli fotocatalitiche, vernici a base di TiO2, filtri travestiti da cartelloni pubblicitari, l’impiego di piante, arbusti e alberi particolarmente adatti contro l’inquinamento.

Il padiglione italiano all’Expo di Milano era ricoperto di uno speciale cemento mangia smog che si basava sulla fotocatalisi:  l’interazione tra luce e biossido di titanio permette di abbattere batteri e particolato, (si tratta di un particolare cemento biodinamico realizzato all’80% da materiali di riciclo provenienti dalle cave di marmo di Carrara).

La Torre de Especialidades – Città del Messico, la sua  pelle fotocatalitica  ogni giorno riesce ad assorbire l’inquinamento prodotto da 8750 automobili.

Il Bosco Verticale – Milano. L’architetto Stefano Boeri, ha progettato “la prima foresta verticale al mondo” che con circa 21.000 piante contribuisce a ridurre la CO2.

Il cartellone pubblicitario che respira ideato dall’Università di Ingegneria e Tecnologia del Perù – che può purificare anche 100.000 mc d’aria al giorno con una tecnologia a base di acqua che filtra batteri, polveri e particelle.

Ultimamente sembra tornare di estrema attualità il tema dell’architettura mangia smog, tema interessante e sicuramente utile da approfondire, ma ricordiamoci che il problema va’ affrontato in maniera radicale, con decisioni coraggiose e politiche energetiche intelligenti. 

Valeria Masera

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