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Dalla prima mail di Paola alle amiche con Torta Camilla carote e mandorle per la Pasqua con i suoi

Perché se il Natale è con i tuoi, Pasqua non può essere che con i suoi! E che suoi… Meno male che ad alleviare tutto c’è una deliziosa Torta Camilla.

Carissime,
qui è meraviglioso!

Sono con lui e lui è il fidanzato che tutte noi abbiamo sempre sognato: così ricco, così bello, così biondo, così gentile, così generoso. Così Gianadalberto.

Mai avremmo immaginato che una di noi potesse finalmente veder realizzato questo sogno impossibile: il fidanzato perfetto che ti porta a conoscere la sua famiglia perfetta, nella perfetta casa di campagna. A Pasqua poi!

Altro che Mario, il quale al massimo ti offriva un doppio cheeseburger al Macdonald’s, o Luigi, che se andava bene a Pasqua ti portava due giorni a Zagarolo.

E voi che vi preoccupavate per quella sua insana tendenza al controllo della mia vita. Vi sbagliavate, non è affatto così. Infatti dopo una settimana mi ha permesso di scrivervi una mail con il suo pc.
Purtroppo, appena giunta in questa casa, il mio cellulare ha smesso di funzionare…

Qui è tutto wow, amiche!

La maestosa villa bianca, il grande camino di pietra, il lago dorato, lo sterminato giardino che circonda tutto e tutti. E loro. Loro. Tutti loro. Gli amabili componenti della famiglia di Gianadalberto.

L’adorabile madre, che impartisce dolcissimi imperiosi ordini a qualsiasi cosa si permetta di muoversi senza il suo gentile consenso. Comprese le foglie degli alberi…

Il tenero padre, che da subito mi ha mostrato tutto il suo affetto… Un buontempone che sparisce ogni qual volta l’adorabile madre accenna anche solo ad inarcare un sopracciglio. E stranamente con lui si dileguano, a turno, le cameriere più giovani, ma tanto servizievoli.

Le tre deliziose sorelle del mio caro Gianadalberto. Mi hanno fatta sentire come la quarta sorella (quella misteriosamente sparita dopo una gita sul lago…), non rivolgendomi la parola per i primi tre giorni. Ma al quarto, senza pensarci su un attimo, mi hanno invitata ad uscire. Sono tornata alle 5 del mattino, a piedi, sola, completamente ubriaca. Ma che spasso di serata è stata! Peccato non ricordare niente… Solo il freddo… Che simpaticone di sorelle!

E che dire di Pulcino e Orsetta, i dolcissimi cani da compagnia dell’adorabile madre. Due tenerissimi Rottweiler, sempre pronti a saltarti addosso ad ogni tuo incauto movimento. Un po’ come la madre del resto… Sono così affezionati alla servitù da riempirla di attenzioni continue. E loro devono andare regolarmente al ponto soccorso. Ma mi hanno assicurato che non sono “attenzioni” mortali…

E poi lui, lui, Gianadalberto! L’uomo dei sogni. Non fa niente, assolutamente niente che io non voglia. Esaudisce ogni mio desiderio. Anche prima che io lo esprima. Ogni mio volere è ordine per lui. Certo se la madre acconsente… Ma se acconsente, state certe che mi accontenta!

Qui è tutto stupendo, amiche!

Gianadalberto mi ha detto in gran segreto che stasera mi farà una bellissima sorpresa. Sento che sarà l’anello di fidanzamento. Me lo sento amiche.

Appena avrò il permesso di scrivervi di nuovo, vi racconterò tutto.

Intanto vi anticipo che per rendere la serata ancora più speciale, a cena lo sorprenderò con il suo dolce preferito, la Torta Camilla carote e mandorle. Praticamente la versione maxi delle famose camille.

Torta camilla per PasquaHo setacciato in una ciotola 150g di farina 00, 50gr. di maizena e 1 bustina e 1/2 di lievito vanigliato per dolci, ho aggiunto 100gr. di farina di mandorle, 180gr. di zucchero di canna1 pizzico di sale e ho mescolato. Ho separato i tuorli dagli albumi (per un totale di 2 uova grandi), e nella ciotola con i tuorli ho versato 120ml. di succo d’arancia, 60ml. di olio di semi, la buccia grattugiata di 1 arancia e 200gr. di carote pulite e tritate. Ho mescolato velocemente e unito pian piano le polveri della prima ciotola a questo composto.

A parte ho montato a neve anche gli albumi con 2gr. di cremor tartaro, quindi ho unito i due composti mescolando, lentamente, dal basso verso l’alto.

Impasto torta CamillaHo versato il composto nello stampo da zuccotto da circa 20cm (così da dare alla torta la caratteristica forma delle camille), imburrato e infarinato, e l’ho coperto con la carta argentata. Ho poi infornato in forno caldo a 180° per circa 45 minuti poco più. E ho fatto cuocere a forno ventilato, a 160° per altri 15 minuti. Fate sempre la prova stecchino: lo stampo da zuccotto è profondo e tende a non cuocere omogeneamente tutta la torta Camilla.

Torta Camilla per Pasqua

Speriamo che l’adorabile madre trovi la mia Torta Camilla di suo gentile gradimento. O quantomeno lo sia per Pulcino e Orsetta…

Alessandra Bruni

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