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Tradimenti e implicazioni: riflessioni a mente aperta

Ieri mi sono soffermata a riflettere sul concetto di tolleranza e di apertura mentale.

Mi sono resa conto che, sebbene io sia una persona fondamentalmente intollerante a moltissime situazioni e persone, non mi si possa definire una ragazza dalla mente chiusa.

Sono favorevole a tutte quelle cause che indignano l’italiano medio e la mia politica è sempre stata “se vuoi avere dei diritti, permetti che tutti ne abbiano“. Tuttavia, se è vero che farei adottare bambini alle coppie omosessuali e non mi scandalizzo affatto se si parla di metodi alternativi per procreare, ci sono alcuni argomenti su cui non riesco proprio a scendere a compromessi. Uno di questi, per esempio, è il tradimento. Parlando con un mio professore di filosofia del liceo, una volta, mi aveva detto che il mio concetto di amore (o meglio, il pensiero comune) era sbagliato e condizionato dalla società. Asseriva convinto che l’amore dovesse essere libero e non vincolato e che, questo nostro sentirci legati a qualcuno tanto da considerarlo “nostro e basta”, altro non fosse se non una forma di possessione.

Ora. Premetto che io a quest’uomo avrei dato ragione anche se mi avesse detto che lanciarsi dal settimo piano di un palazzo senza paracadute facesse bene all’umore, ma questa sua teoria non mi ha mai convinta del tutto.

Io ho sempre pensato che, sì, questa nostra “costrizione” derivi effettivamente dall’influenza della società, ma non riesco a trovarci nulla di malato. Forse è vero che a livello naturale e biologico non siamo fatti per stare con una persona e basta, ma è anche vero che –gioie care– siamo quasi nel 2017 e dovremmo essere capaci a controllare i nostri istinti discretamente meglio di quanto potesse fare un uomo primitivo.

Comunque, fatto sta che io il tradimento proprio non lo tollero, nossignore. (Fidanzato, stai leggendo? Se sì, prendi nota, ché se no ti spezzo le tibie.)

perche-tradire

Non lo capisco, non riesco a giustificarlo e a comprenderlo. Soprattutto quando sento di coppie giovani che si tradiscono. Insomma, non che io giustifichi di più un padre di famiglia, anzi, ma se proprio dovessi sforzarmi a capire una persona che tradisce, cercherei di valutare il “cosa si ha da perdere” e di certo un padre o una madre di famiglia hanno più da perdere rispetto a una coppia giovane e senza implicazioni legali di alcun genere.

Quello che intendo dire è: ma perché tradire?

Se non si è più innamorati di una persona, è mille volte più semplice lasciarsi e impegnarsi con chi davvero accende dell’interesse in noi.

Ovviamente mi rendo conto che non sia una scelta semplice, soprattutto dopo tanti anni in cui si è legati sempre alla stessa persona. Posso immaginare che l’idea di “buttare via” tutto, per quella che magari potrebbe anche essere una svista passeggera, faccia tremare di paura. Il punto è: e se non è una svista passeggera? E se non è un semplice “ero annoiata e mi sono avvicinata ad un altro uomo”? Io penso che queste situazioni nascondano spesso molto più di quanto si veda. Insomma, se ti ritrovi a sentirti molto vicina a una persona diversa dal tuo partner o addirittura a innamorartene, non significa solo che sei in crisi tu, significa che è in crisi il tuo rapporto.

Basti pensare ai primi mesi, quando potrebbe sfilarti davanti anche Brad Pitt e tu penseresti “sì, carino, ma Lui ha quel non-so-che di meglio!”. Com’è che adesso ti fa gola anche il verduraio, quando ti dice che sei bella?

Insomma, io penso che, al di là del giudizio morale che si possa dare a riguardo (e che mi auguro sia pressoché univoco per tutti, perché un conto è capitarci, un conto è premeditarlo), ci sia sempre da riflettere e da scavare più a fondo. Non tanto per trovare una giustificazione, ché come ho detto prima non esiste di fronte a un atteggiamento scorretto nei confronti di qualcuno che ci ha dato fiducia, quanto per fare chiarezza e dare delle risposte ai nostri dubbi.

Chiedetevi sempre cosa vi rende felici davvero.

Alla prossima settimana,

Deborah

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