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Tuscia Viterbese | La terra degli Etruschi

 

La Tuscia Viterbese, ovvero l’antica Etruria, racchiude parte di tre regioni: Lazio, Toscana e Umbria.

Questa meravigliosa zona è attraversata da una strada che nel Medioevo collegava la Francia a Roma e alla Puglia, la Via Francigena, che segue  la costa fino alla Maremma toscana, tra borghi antichi, colline verdeggianti e laghi dalle acque placide.
La Tuscia Viterbese è un luogo di storia, architettura, natura, ma anche di cibi e vini deliziosi. Si può certamente definire una di quelle mete culturali da assaporare boccone dopo boccone, alla scoperta di una parte d’Italia ancora incontaminata.

Tuscia Viterbese Martana

Dove dormire nella Tuscia Viterbese

La base migliore per una vacanza alla scoperta della Tuscia può essere uno dei tanti paesini che si affacciano sulle rive del Lago di Bolsena, abbastanza centrale da consentire di spostarsi in tutta l’area dell’antica Etruria. Una volta il Lago di Bolsena era la caldera del complesso vulcanico Vulsini, ormai spento dal 104 a. C. Oggi è uno specchio d’acqua balneabile, riconosciuto come uno dei più puliti d’Europa.

Marta e Capodimonte sono paesini piccoli e accoglienti, con una piccola marina che di sera s’illumina per romantiche passeggiate tra le barchette dei pescatori. Da entrambe è possibile vedere le piccole isole vulcaniche al centro del Lago di Bolsena: Bisentina e Martana.

Bolsena invece, sulla sponda opposta, è un piccolo borgo medievale, quieto e suggestivo. Qui è presente anche una rinomata scuola di Vela e un bel lungolago ombreggiato.

Tuscia Viterbese Uva

Cosa mangiare e bere nella Tuscia Viterbese

La gastronomia della Tuscia è un mescolarsi di sapori delle varie regioni. Nelle zone intorno ai bacini idrici è basata principalmente sulla preparazione di pesci di lago, come ad esempio il coregone alla mugnaia, l’anguilla alla vernaccia o la sbroscia, che è uno dei piatti forse più caratteristici dei pescatori del lago di Bolsena. I pesci, di specie diverse, vengono tagliati in tranci e cotti  in un tegame di terracotta con patate, erbe aromatiche e pomodoro. Questa profumatissima zuppa viene servita in scodelle con pane abbrustolito: nell’antichità si mangiava con le mani, utilizzando il pane al posto delle posate.
Altri piatti tipici sono i latterini infilzati su spiedini e arrostiti a fuoco lento, conditi solo con olio e sale. Anche questo piatto deriva dalle antiche tradizioni, in quanto i pescatori li mangiavano spesso quando tornavano dalla pesca,  o la minestra di tinca, che si serve spesso con tagliolini freschi.

Il comparto vinicolo è una delle eccellenze della Tuscia, protetto da un marchio che comprende vini D.O.C. e IGT. Il più famoso a livello internazionale è forse l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, ma quest’area produce anche ottimi grechetti e muffati. Sono molto gettonati anche il procanico, il trebbiano giallo, la malvasia, il sangiovese, il merlot ed il violone di Montepulciano.

Molte cantine offrono degustazioni accompagnate da taglieri di formaggi e salumi, ma in quasi tutti i ristoranti della Tuscia Viterbese troverete anche un’altra prelibatezza da assaggiare. La Sambuca Viterbese, a base di anice stellato e fiori di sambuco:  viene preparata secondo ricette tradizionali risalenti al primo decennio del XX° secolo.

 

Tuscia Viterbese Chiesa di San Pietro

Cosa visitare nella Tuscia Viterbese

Le leggende narrano che Tuscania fu fondata dal figlio di Enea, Ascanio, nel luogo in cui trovò dodici cuccioli di cane (il nome Tus-Cana è etrusco e “cana” significa appunto “cane”), oppure da Tusco, figlio di Ercole. Si tratta di una città molto antica, che viene fatta risalire addirittura al Neolitico. Situata in una posizione strategica che le diede un ruolo di spicco nel mondo etrusco, è stata travagliata da una storia piuttosto turbolenta, che ha lasciato però testimonianze meravigliose. Il Museo Archeologico Etrusco qui situato espone tombe e resti ritrovati in quest’area.

Uno degli edifici religiosi più belli è la Chiesa di San Pietro, dall’architettura Romano-Gotica, situata appena fuori Tuscania, su una collina dalla quale è possibile scattare bellissime fotografie del borgo e della vallata circostante.  Qui è possibile inoltre ammirare molti sarcofagi e ritrovamenti etruschi.

Da Capodimonte è attivo un traghetto che porta i visitatori su Bisentina, una delle due isole sul Lago di Bolsena,  dove tra giardini e boschi sono visitabili molti edifici storici e religiosi, come la Chiesa di San Giovanni e Cristoforo o il tempio dedicato a Santa Caterina.

Una vacanza nella Tuscia Viterbese può essere inoltre l’occasione perfetta per visitare il Bosco Sacro di Bomarzo e Civita di Bagnoregio, anche definita “la città che muore”. Questo borgo è uno dei più belli d’Italia e si trova nella valle dei calanchi. Abitato solo da una manciata di persone, è raggiungibile attraverso un ponte pedonale in cemento armato, percorribile solo a piedi. La causa di quest’isolamento è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che nei secoli porterà inevitabilmente alla scomparsa di Civita.

Danila Caputo

Categorized: Viaggi
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