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UN BAMBINO FELICE E’ FASCIATO E PORTATO

Bambini portatiQuando ho saputo di aspettare Andrea ho iniziato a navigare in rete per carpire informazioni ed apprendere nozioni sulla gravidanza e sulla maternità. La mia preoccupazione primaria era la gestione di un neonato, io non ho mai avuto a che fare con dei neonati, o meglio, non ne ho mai avuto a che fare  per oltre 5 minuti.

Quando Cesare, il nipotino di Ale che oggi ha 18 mesi, era piccolo e me lo davano in braccio, mi sedevo sul divano prima di accoglierlo tra le braccia perché temevo di farlo cadere, lo tenevo 5 minuti ed al primo cenno di movimento lo porgevo ad Alessandro. Lui si che è bravo, come primogenito della sua grande famiglia, ha avuto una schiera di cugini e cugine che ha accudito e gestito.

Credo sia anche portato perché gestisce bimbi di ogni età al meglio, bagnetti e cambio pannolini compresi.

Nel mio tentativo di non essere da meno rispetto alla mia dolce metà mi sono imbattuta nel libro di Harvey Karp: Un bambino felice.

Harvey Karp è un pediatra americano (classe 1951) che ha sviluppato la tecnica delle “5S” per calmare i bambini.

Partendo dal principio, condiviso da molte culture antiche, che il primo trimestre di vita del bambino corrisponde al 4 trimestre di gravidanza, Karp suggerisce una serie di tecniche per ricreare l’ambiente ovattato che il feto vive durante la gravidanza.

Le “5S” sono

  1. Swaddling: Fasciare il bambino seguendo le più moderne tecniche evitando di creare problemi alle anche del neonato -> in questo modo si riproduce la sensazione di contenimento che il feto viveva nel grembo materno.
  2. Side/Stomach position: Tenere il bambino fasciato in braccio mantenendolo sdraiato sul lato destro, -> si riproduce così la posizione che il feto aveva nel grembo materno.
  3. Shushing: pronunciare il suono “ssh” all’orecchio del bambino -> il bambino sente il suono del grembo materno.
  4. Swinging (and jiggling): Un movimento energico per cullare il bambino -> si reproduce così oil movement che il bimbo viveva bel grembo materno.
  5. Sucking:  Dare al bimbo un dito del genitore o un ciuccio da succhiare (solo dopo le prime 3 settimane dalla nascita per evitare problemi legati all’allattamento) -> il feto già prima dell’ultimo trimestre di gravidanza porta l’indice in bocca per allenare la muscolatura del viso in previsione dell’allattamento.

Le tecniche del Dott. Karp hanno ricevuto ottime critiche da Associazioni Pediatriche internazionali perché aiutano a prevenire la cosiddetta “morte bianca” o “morte in culla”.

Le “5S” sono da applicare nel momento in cui il bambino piange senza alcuna altra possibilità di calmarlo.

Karp consiglia per i primi 3 mesi di mantenere un contatto fisico continuo con il bambino (portare il bambino), fasciarlo durante la notte per ricreare la sensazione di contenimento del gramo materno e garantire dei sonni duraturi durante la notte. l’allattamento a richiesta, quindi continuo.

Passati i primi 3 mesi di vita del bambino si dovrebbe cercare pian piano di renderlo “autonomo”, perché gli abbiamo fornito quella “cassetta degli attrezzi” necessaria per poter crescere sereno e sicuro.

Seguiranno altri articoli legati a come fasciare e portare i bambini ed i prodotti che ho acquistato per Andrea.

Come sempre spero tutto ciò sarà utile per Andrea, ma sapremo se queste tecniche funzioneranno solo da Marzo in poi, quando dalla teoria passerò alla pratica.

Per ora ho letto recensioni e commenti positivi sia da parte di genitori Italiani che stranieri.

Se avete sperimentato queste tecniche con i vostri piccoli fatemi sapere com’è andata.

Grazie di cuore

Chizzo

Categorized: Mamma & bimbi
La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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