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La parola… all’uovo di Pasqua! – Poesia sulla Pasqua

Oggi sono di scena io, l’uovo di Pasqua.

In questo spazio voglio raccontarvi dove e quando è nata l’usanza di scambiarsi le uova in segno di augurio e com’è che, circa tre secoli fa, qualcuno abbia avuto l’idea di farmi diventare addirittura di cioccolato!

Comincio allora col dire che c’era una volta un re…

Questo grande personaggio era il re dei Persiani (non i gatti persiani – intendiamoci! – ma i Persiani abitanti dell’antica Persia), il quale, dopo aver combattuto molte guerre, si innamorò perdutamente della bella Sciu-zasey.

Per dimostrare il suo amore alla fanciulla, il re decise di regalarle l’oggetto più prezioso del regno. E qual era l’oggetto in questione? Un uovo, naturalmente! Non l’uovo di un animale comune, ma l’uovo di un uccello straordinario e anche un po’ magico: l’araba fenice.

Da quel momento, in considerazione del fatto che il nome Sciu-zasey nella lingua persiana significa “viene la primavera” e che l’uovo rappresenta “il dono di una vita nuova”, il re istituì un’usanza da tramandare nel corso dei secoli: ogni anno, i sudditi avrebbero salutato l’arrivo della primavera donando uova (ne bastava uno di gallina!) alle persone care.

Riguardo alla mia trasformazione cioccolatosa…be’, l’uovo di cioccolato nacque dopo che i semi di cacao furono importati in Europa dall’America. Chi ebbe la brillante idea di inventarmi fu un pasticcere della corte del Re Sole. Durante una festa nella sfarzosa reggia di Versailles, il pasticcere escogitò l’originale trovata proprio in onore del sovrano francese.

Cedo ora la parola ad una mamma, che ha scritto una poesia intitolata per l’appunto L’uovo di cioccolato.

L’uovo di cioccolato

Dentro l’abbraccio

d’un foglio dorato

c’è un uovo dolce

di cioccolato.

 

Lo dono al mio bimbo

che s’è appena svegliato:

lo afferra, lo scarta:

com’è emozionato!

 

È un uovo di Pasqua

davvero speciale,

lui esclama convinto:

«Pesa almeno un quintale!»

Poi dà una leccata,

lo scuote curioso,

accosta l’orecchio

al guscio goloso.

 

D’un tratto nell’uovo

si muove qualcosa,

tant’è che il mio bimbo

stupito, lo posa.

 

Mi guarda e mi dice:

«Nell’uovo han bussato.

Mammina, lo sai

chi può essere stato?»

 

Ma ecco che l’uovo

si rompe nel mezzo

e sbuca il pulcino

che bussava da un pezzo.

 

È morbido, giallo,

sembra proprio un piumino.

E pigola, parla

quasi fosse un bambino.

 

Racconta che a Pasqua

si risveglia la vita,

che gioia e speranza

sono in punta di dita.

 

Smettiamo perciò

di dir loro di no,

ché basta afferrarle

e crederci un po’!   

Nel salutarvi augurandovi una Pasqua ricca di gioia e di speranza, vi propongo un gioco pasquale: il Gioco dell’uovo Pasqualino, che consiste nel disegnare un uovo infiocchettato, provvisto di volto, braccia e gambe.

È un gioco a cui possono partecipare fino a 6 giocatori e richiede un foglio di carta, un pennarello e un dado.

Come si gioca

Il giocatore che dà inizio al gioco (potrebbe essere scelto con una conta a tema: Trallallero, trallallà, ecco un uovo scodellato, / sodo oppure affrittellato / Chi lo mangerà, Trallallero o Trallallà?) lancia il dado: se esce il 6, disegna il contorno dell’uovo, altrimenti passa il dado ad un altro giocatore.

Una volta disegnato il contorno dell’uovo, i giocatori lanciano a turno il dado e, a seconda del numero che esce, disegnano le rimanenti parti del personaggio (se esce un numero che corrisponde ad una parte già disegnata, il gioco passa al giocatore successivo). Vince chi riesce a completare l’uovo Pasqualino.

Come detto, il numero 6 corrisponde al contorno dell’uovo.

Se esce il 5, si disegna il fiocco; se esce il 4, si disegna un braccio (con la relativa manina) o una gamba (provvista di piede); se esce il 3 si disegna un occhio; se esce il 2, si disegna la bocca; se esce l’1, si disegna il naso.

                                                        Buona Pasqua a tutti voi dall’Uovo di Cioccolato!

Rosalia

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