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Vampiri energetici: il pessimismo è un veleno tossico

 

È stato dimostrato che frequentare persone negative, non giova al nostro umore. Come veri e propri vampiri energetici risucchiano la nostra energia positiva.

Sì, l’ha detto la scienza, l’ha detto chi studia il cervello, i suoi meccanismi e la sfera delle emozioni.

L’ha detto chi ne sa, di sentimenti, e ve lo dico anche io, che sono l’ultima arrivata e di questioni chimiche – realmente chimiche, intendo-  ne capisco davvero poco.

Però vi posso assicurare che questi dottori, questi scienziati, questi psicologi, sanno il fatto loro. L’ho provato sulla mia pelle: le persone negative, ti portano giù con loro.

Sono notoriamente una persona solare e molto positiva, sebbene certi miei atteggiamenti ed il mio modo di fare un po’ da cinica, disillusa, acida possa far presumere il contrario. Spesso tengo il muso, non regalo a tutti questa parte positi

va di me e mi sveglio arrabbiata con una frequenza imbarazzante. Chi mi conosce poco, potrebbe benissimo dire che io sia pessimista, disillusa, musona e tanto altro, ma no, vi assicuro – e vi può confermare anche chi mi conosce dal vivo, chi tutti i giorni è costretto a vedere il mio muso di persona- che sono un’inguaribile ottimista. Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose, cerco sempre di trovare una soluzione pratica e di non farmi prendere dal panico. Ho imparato a vivere così per necessità, perché mi sono accorta quanto fosse incredibilmente controproducente piangersi addosso e vedere tutto nero.

E infatti, adesso che ho fatto mia questa filosofia di vita, non sopporto chi lo fa, non sopporto chi naviga nel proprio pessimismo e si diverta a galleggiare nelle proprie lamentele (e lo sapreste se sentiste con che nervoso le mie dita stanno battendo sulla tastiera proprio in questo momento!). Credo che non sia giusto né per sé, né per gli altri.

Comunque non preoccuparti, se senti di far parte di questa categoria, non c’è problema: questo articolo è stato scritto anche e soprattutto per te, per mostrarti un punto di vista diverso, un po’ meno grigio di quello che sei abituata a vedere e che forse –almeno spero- ti ha anche un po’ stufata.

Allora innanzitutto partiamo da una questione semplice, già accennata e menzionata prima:

qual è l’utilità del piangersi addosso e del lamentarsi perpetuamente di qualcosa che non va?

Con questo non sto dicendo di reprimere i propri sentimenti o di camminare per la strada con il mood di Heidi (cosa che, probabilmente richiederebbe, per altro, l’utilizzo di qualche droga sintetica), io stessa sono spesso nervosa e vorrei sparare con un fucile a canne mozze a ¾ della popolazione… ma davvero questo mi potrebbe aiutare a migliorare una giornata storta? (Non lo so, Deb, proviamo a farlo una mattina e vediamo se nell’intervallo di tempo fra la sparatoria e l’arrivo dei carabinieri, affoghi nella serotonina?)

Comunque:

che la giornata sia iniziata male perché alzandoti sei scivolata sul tuo gatto che dormiva sul tappeto o perché hai tirato una testata contro il lavandino mentre raccoglievi il tuo telefono che, simpaticamente, ha deciso di compiere una tratta aerea e di suicidarsi sulle piastrelle del bagno, non importa.

Non permettere ad un evento singolo o ad una serie di sfortunati eventi di rovinare la tua intera giornata.

Capita, accade ed è nella natura umana, sentirsi vittime del fato.

Sì, succede a tutti di sentirsi protagonisti per un giorno di una di quelle commedie tragicomiche in cui il protagonista deve combattere con una dose di sfiga che ti fa venire voglia di spegnere la tv a metà film per il semplice fatto che ti dispiace troppo per lui. La cosiddetta “nuvoletta di Fantozzi”, diciamo, quella che scaricava pioggia solo ed esclusivamente su di lui, seguendolo in modo morboso.

Rivelazione: non è così.

Non sei perseguitata dalla sfiga.

Nessun complotto divino.

Nessuno ti odia.

Dio non ti sta punendo per aver fatto stalking selvaggio il tuo ex su Facebook (però non farlo più), niente di niente.

Semplicemente sei partita col piede sbagliato ed hai continuato a zoppicare fino ad ora. Pare infatti che, guardando tutto con negatività, ti appaia tutto nettamente peggiore di quello che in realtà è.

Ed ecco allora che il signore sulla Panda non ti dà la precedenza e a te sembra una tragedia, perdi il bus per una manciata di minuti e questo ti fa venire voglia di lanciarti sotto al prossimo, ti cade la borsa dalla sedia e i tuoi colleghi ti vedono in ginocchio urlare verso il cielo “Dio, perché non l’invasione delle cavallette, perché?!”

Ecco, sappi che stai decisamente esagerando e sono certa che te ne renderai conto da sola guardando i fatti con un minimo di raziocinio in più, o raccontando a qualcuno quanto sia andata male la tua giornata.

Detto ciò e appurato che a volte il nostro cervello ci fa vivere in modo bizzarro e tragico situazioni che, in altri momenti ed in altri contesti, sarebbero praticamente irrilevanti, mi vorrei concentrare su un punto del tutto pratico:

cosa posso fare, quindi, per non invocare la morte ogni volta che mi alzo con la luna storta?

Innanzitutto, inizia a realizzare che, se la tua mattina non è cominciata bene, non è una tragedia. Prova ad ignorare il tuo malumore e a fare qualcosa che sai per certo possa farti stare meglio. Canta le canzoni che passano alla radio, pensa ad una cosa che accadrà a breve e che ti rende tranquilla (per esempio che quel pomeriggio andrai in palestra, vedrai un’amica, finirai presto di lavorare…) e sorridi.

Se la tua negatività deriva da un problema concreto e non solo da un malumore generale, cerca una soluzione pratica alla cosa, ma non “scervellarti”, perché questo non ti aiuterà nell’immediato. Prova a stilare una lista dei pro e dei contro oppure ad elaborare un piano che, per quanto fallace, ti aiuterà mentalmente a non sentirti oppressa e vinta.

Ricorda, soprattutto, che piangerti addosso e lamentarti di un problema senza nemmeno provare a risolverlo, ha la stessa utilità ed efficacia di prendere a testate un muro se si ha mal di testa: peggiorerai la situazione, senza ottenere alcun beneficio.

Inoltre, cosa non trascurabile, creerai una nube di negatività che contagerà inevitabilmente tutti quelli che hai intorno. Perché sì, ti assicuro che anche la persona più positiva e ben disposta, dopo aver sentito qualcuno lamentarsi per più di una decina di minuti (soprattutto se a vuoto!) inizierà a sentire montare dentro la voglia irrefrenabile di provocarsi un trauma cranico. Nonostante il mal di testa, che probabilmente le avrai provocato tu stessa con il tuo blaterare.

Ripeto, con questo non voglio dire che parlare dei propri problemi sia sbagliato e da evitare, dico solo che lamentarsi a vuoto per il gusto di farlo, dovrebbe essere considerato quantomeno un atto di maleducazione.

Un atteggiamento più positivo, il non sentirti più la vittima della situazione e il non crogiolarti in questo, ti aiuterà certamente a vivere in modo migliore anche le giornate più grigie. Non stressare gli altri con i tuoi lamenti se non hai intenzione di trovare soluzioni al problema perché, diciamocelo, magari non è il tuo caso ma esistono tante persone che amano sentirsi le vittime della situazione per potersi lamentare e farsi compatire.

Non diventare così e soprattutto, se mai diventerai una persona anche solo che lontanamente positiva, trova un modo per non farti buttare giù dai pessimisti e insegnamelo.

Alla prossima settimana!

Deborah

Leggi anche: Non mollare e ricominciare da zero: come fare

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