Skip to content

Viaggio o vacanza? Due modi di vedere lo stesso mondo

fare un viaggio o una vacanza

Quando decidi di prenderti una pausa dalla tua quotidianità e cominci a domandarti se pochi giorni da qualche parte siano la risposta al tuo bisogno di “staccare”, su quali mete cade l’attenzione?

Ti domandi per caso se fare un viaggio sia la migliore soluzione o pensi che avresti bisogno di una bella vacanza? Apparentemente potrebbe sembrare la stessa cosa ma ci sono sostanziali differenze.

Ciò che si idealizza è essenzialmente lo stesso bisogno: staccare. Ma l’obiettivo non diventa una destinazione in particolare, bensì l’approccio che si ha per fruirne.


C’è chi cerca la propria “pausa” in un’oasi di pace, silenzio e comodità e chi nella stessa oasi cerca un’esperienza da vivere e conquistarsi, passo dopo passo. Quindi cambia l’approccio. Ci si trova seduti in fianco sullo stesso aereo, anche se poi a destinazione le strade si divideranno.

C’è chi viaggia

Fare un viaggio escursioneQuelli che viaggiano sono quelli dello zaino in spalla, non del bauletto LV per intenderci. Quelli che del sacco a pelo non si sa mai, così come non conta il numero di magliette, scarpe o pantaloni da metterci dentro, privilegiando quindi comodità e praticità.

Al limite si lavano appena è possibile ma non è un problema se non si riesce a farlo subito. Hanno con se sempre un rotolo di carta igienica, una crema solare e un antizanzare. Una borraccia, un termos e un cappello per il sole e per la pioggia. Se proprio vogliamo essere romantici, diamo loro un ukulele e abbiamo completato il quadretto.

Si studiano i percorsi, improvvisano i mezzi, raccolgono informazioni dai passanti che vedono come veri compagni di viaggio, quelli da vivere in quell’attimo e con cui parlare per sapere dove andare.

Sono quelli della scoperta, della sensazione di libertà che provano anche quando sono costretti a rifugiarsi in una baracca per 2 giorni se sta diluviando ma anche gli stessi che decidono di indossare la mantella per affrontarla.

Quelli che si sentono in compagnia anche se sono da soli, quelli cioè che non temono la solitudine ma la vivono come momento di massima espressione personale.

Quelli che cercano di lavarsi anche senza avere un bagno caldo, seppur sognino di poterlo fare quanto prima.

Sono quelli delle foto di dettagli, primi piani e sguardi, dei pensieri scritti prima di addormentarsi, del passaggio preso nel cassone cacato di un camion, delle chiacchierate in una lingua improbabile con qualcuno, anche senza capirsi fino in fondo o quelli del sorriso ad un bambino al quale regalano in cambio la loro collana in bamboo comprata chissà in quale altro viaggio.

Il viaggiatore è colui che per raggiungere la sua destinazione è disposto a tutto, pur di raggiungerla. Se c’è qualcosa che non va come dovrebbe, si ingegna per trovare la soluzione, perché fa parte del viaggio.

Non teme ma rispetta, non vuole ma chiede e anche se sa, ascolta, felice di conoscere anche solo una nuova sfumatura, un altro punto di vista. E’ quello dei piccoli dettagli che fanno la grande differenza.

L’emozione di vivere il viaggio molti la sentono e la condividono anche se hanno figli al seguito, ai quali insegnano ciò che stanno vivendo, in diretta, mentre la vita accade, insegnando loro che non tutto può essere previsto e che la parte più bella della vita è nel sapersi adattare, improvvisando soluzioni che non sempre sono le scelte più azzeccate ma che servono per raggiungere un obiettivo.

C’è chi fa vacanza

fare un viaggio o una vacanzaDall’altro lato della strada c’è chi invece fa vacanza, spesso motivato da altri stimoli: il relax, la comodità, il piacere, fatta anche di grandi spostamenti ma preferibilmente senza troppi disagi.

Quello che ha una valigia ma anche due, grosse, meglio se rigida, così non si sgualciscono le cose, anche se poi ha la possibilità di stirarsele o farsele stirare. Vuole divertirsi, cercare svaghi che possano gratificare il proprio bisogno di appagamento dal servizio che riceve. Vuole sentirsi coccolato, il più delle volte come a casa propria se non meglio, per sopperire a ciò che non è abituato ad avere quotidianamente o per godere della conferma di ciò che è abituato a fare. Il suo motto è: “mi faccio il culo tutto l’anno, almeno in vacanza me la voglio godere”.

Ristoranti, piccoli e preferibilmente “particolari”, quelli che se ritorni nello stesso posto orgogliosamente diventano “conosco io un posticino davvero figo”. Vive in villaggi, resort, alberghi o residence eleganti, se può. Ama i giochi, di gruppo o di coppia, le gite, quella mostra da non perdere, le bollicine, le discoteche o il pub, stando in giro anche fino al mattino.

Un modo questo per riempire gli spazi di una giornata che a volte si dilunga nell’ozio, in escursioni personali o di gruppo, alla scoperta comunque di posti nuovi o nuovamente gli stessi già visti in passato, gratificandosi dall’esserci già stato.

Indossa infradito o dei mocassini colorati ed è a caccia di tante foto o souvenir, regalini da portare a casa durante il sacrosanto pomeriggio di shopping o di nuove persone con le quali fare amicizia, condividendo con loro un bel tramonto seduti sul bordo di una piscina a sfioro o un selfi che si pubblica poi su un profilo social con il commento tipo: “fattela ogni tanto una foto con un mojito in mano”.

Sono simpatici (di solito), estroversi, brillanti, di compagnia o anche defilati, silenziosi e discreti. Non necessariamente chi fa vacanza è al centro della mondanità. C’è anche chi preferisce godersela in silenzio, magari nell’appartamentino in collina con vista mare o vallata.

Chi fa vacanza non è disposto a perdere tempo e se lo fa è solo perché lo ha deciso, per rilassarsi, leggendo un libro, sonnecchiando, aspettando il momento di un aperitivo o di alzarsi dal lettino per farsi una doccia refrigerante.

Fa la passeggiata, un giretto in centro o sul lungo lago. Se gli capita qualcosa che non funziona, spesso è inaccettabile, per cui il reclamo potrebbe essere contemplato tra i diritti acquisiti. Dipende in fondo dal carattere della persona e da che valore ha la vacanza e il suo esserne parte o quanto meno il buon senso e la serenità che sta cercando.

Tra questi i figli assumono un valore rilevante che il più delle volte condiziona la scelta della struttura, che deve prevedere attività per i più piccoli e spazio per i più grandi. Un modo per prendere una pausa (sacrosanta) anche dalla funzione di genitore, in modo che ognuno abbia il proprio motivo per sentirsi in vacanza, lontano dalla routine e dai soliti “impedimenti”. Quindi senza “che palle non posso mai fare niente”, sia dalla parte dei figli che dei genitori.

Due tipologie di viaggio dunque ma con diversi obiettivi. E nel mezzo chissà quante altre sfumature.

Forme alternative della visione di uno stesso mondo, che non sono uno meglio dell’altra ma offrono solo punti di vista diversi di uno stesso bisogno: il proprio benessere.

Il viaggio in fondo è negli occhi di chi guarda, nelle sensazioni che si provano ma soprattutto che rimangono dentro, diventando poi emozioni e ancora ricordi da salvaguardare, da portare con se per il resto del tempo che divide un bisogno dall’altro.

Un’esperienza che fa parte della tua vita, alla quale non si può rinunciare e che se si può, non sarebbe male ripetere più volte, possibilmente nell’arco di uno stesso anno.

Il viaggio attraverso la vita è fatto anche di questo. E tu, con quali occhi preferisci guardare il mondo che ti circonda?

Se conosci il tuo tempo, saidisale.

A presto, Aldo

Categorized: Viaggi
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.