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Week end da Single? In barca!

Sto bene da solo ma non sono un solitario.

Cerco gli altri per scelta, non per timore della solitudine.

E scelgo con chi stare. Perché siamo fatti per stare con pochi.

(A. Degas)

Essere single è un convinzione o una costrizione? Mah, diciamo che si parte sempre così, con le migliori intenzioni e poi? Parlo di amore ovviamente, quello che si prova quando ci si perde in uno sguardo ammiccante ma non invadente, uno sguardo sereno, sincero, senza un’apparente doppio senso o secondo fine. Quello che nasce da un gesto di attenzione inaspettato, un dettaglio inconsueto, colto magari in una chiacchierata qualsiasi ma che racchiude un senso molto più ampio: mi ha ascoltato.

Parlo di amore, quello che al contrario troppe volte ahimè si idealizza, convinti sia ciò di cui abbiamo bisogno, anziché ciò che sentiamo davvero.

 

E da qui, le cronache d’amore poi si perdono nei labirinti dei chissà perché è finita. Uno snervante groviglio di pensieri che confonde pensieri e intenzioni, quelle che portano a decidere che tutto non ha mai avuto senso, ne’ ora ne’ mai più.

E invece no! Non funziona così. Tutto accade e riaccade cari miei, come un karma. E’ un viaggio, quello che facciamo attraverso la vita, quello in cui ci si imbatte in tante cose, a volte troppe, molte persone, a volte sbagliate, situazioni più o meno gestibili ma soprattutto, quello in cui ci si scontra con se stessi.

 

Questo misterioso personaggio racchiuso dentro lo specchio del nostro bagno è quello che a volte prende decisioni affrettate, maniacalmente riflessive o passionalmente coinvolgenti.

L’apparente condizione sociale definibile in “singletudine” acquisisce quindi un valore esistenziale che sfocia a volte nella più caparbia determinazione al voler dimostrare che non si ha più bisogno di nulla e nessuno, quando in realtà, per natura e per fortuna, siamo animali da branco e per questo non è una condizione naturale esserlo, quanto meno non solo dal punto di vista fisico. Gli animali hanno un altro istinto, del quale in fin dei conti anche noi qualche volta ne siamo vittima.

 

Da qui, a decidere di fare cose che possano più o meno chiarire questa condizione il passo alla fine è breve. C’è chi salta da un letto all’altro o si perde nel fondo di un bicchiere che non si svuota mai. Chi si dedica a se stesso e alla propria salute fisica e mentale, abbandonandosi alle più rigide esperienze mistiche e culinarie. Oppure c’è chi libera mente e spirito e si lascia trasportare dalle onde emotive di un cambiamento in atto, magari già da tempo, giocando con le lancette di un orologio che non gira, accettando inviti di ogni tipo, alla ricerca di quell’affascinante gusto che l’inaspettato può donare, persi tra i più o meno divertenti punti di vista dai quali si decide di ammirare il flusso della propria vita. Tutto dipende da questo, dal punto di vista e da ciò che vogliamo vedere e credere.

Leggi anche:  Amare se stessi per poter (davvero) amare gli altri

Allora le offerte diventano molte, con obiettivi diversi certo ma con mille opportunità per fare di ogni esperienza un momento unico. Persone da incontrare, luoghi da scoprire, cose da sapere e imparare, lungo le vie del confronto o del conforto.

 

Via libera all’immaginazione dunque. Tinder, Trinder, Grinder, Happ’n, Meetic o qualsiasi altro stratagemma più o meno digitale per scoprire questo gusto, per farsi sorprendere dall’evidente coerenza o incoerenza che un’appuntamento al buio è in grado di offrire.

 

Il single per scelta ha degli obiettivi diversi dal single per costrizione.

Il primo ha le idee ben chiare, sa cosa cerca e cosa vuole ma soprattutto, sa come prendersi ciò che gli serve. Il secondo invece è decisamente caratterizzato dalla sua necessità di capire nel minor tempo possibile cosa in realtà è, avrebbe voluto essere o vorrà essere da quel momento in poi.

Per cui sceglie il classico corso di salsa portoricana, tango argentino, zumba o qualunque tipo di corso aggregativo gli dia l’opportunità di far finta di pensare ad altro, quando in realtà è ancora alla ricerca di quel qualcosa di cui invece dovrebbe lliberarsi.

I più audaci si creano l’aspettativa in un viaggio attorno al mondo, alla scoperta di se stessi e dei tanti perché della vita.

Gli appassionati trovano conforto nei più disparati hobbies, la lettura maniacale, la scrittura emotiva, l’esilio insomma.

I creativi liberano la mente facendo ciò che non andrebbe fatto ma che in certi casi dona quella sana leggerezza all’essere, nella speranza non ci si perda poi la via d’uscita.

Infine i tenaci, quelli che nonostante tutto non sanno stare da soli e si ritrovano in una macchina a farsi la domanda: ma chi è sto qui?

 

Chiunque tu sia e qualunque sia la voglia di seguire la via per raggiungere il livello massimo di godimento e certezza, non hai forse ancora preso in considerazione una cosa che potrebbe coniugare molte di queste classificazioni che ho elencato.

Una via che profuma di buono, di vero, che offre emozioni, spunti, che ti permette di mettere in gioco le tue armi o di scoprirne di nuove: un weekend da single in barca a vela.

Per provare altre emozioni, nuove esperienze, soprattutto se non si sa cosa voglia dire farsi dondolare dalle onde, spinti dalla forza del vento, sdraiati a prende il sole sul ponte in teck, magari ascoltando la colonna sonora che ci fa sentire liberi di essere e sognare.

 

Credendo davvero nel fatto che la vita è un insieme di cose belle da vivere, fino in fondo, seppur alcune volte anche pesanti da gestire. Ma su una barca a vela tutto questo è assolutamente etereo, avvolgente, perso dentro un raggio di sole che sta per sparire dietro l’orizzonte, con la certezza di trovare un nuovo sguardo da incrociare, un altro dettaglio da notare e nuove parole da sussurrare là, dove la luce delle stelle ha trovato posto in uno sguardo appassionato.

Nel silenzioso gioco di suoni e rumori che solo la natura e la barca a vela sanno suonare, mentre delicatamente tornano all’orecchio le risate di una nuova compagnia, a pochi passi, per lasciarsi andare ad un nuovo gesto di passione, perso lungo un nuovo scenario che solo l’orizzonte dal mare al tramonto è in grado di disegnare. Lì, in un brindisi alla vita e ad un nuovo giorno da ricordare. Per sapere che c’è sempre un motivo per festeggiare e se sei sul mare, il tuo desiderio si può avverare.

 

Cosa rimane da una storia come questa?

Che la vita è come una scatola di cioccolatini (cit.), non sai mai cosa ci puoi trovare dentro.

Che la vita va presa per quello che è, senza idealizzare cose che non esistono se non nella propria testa.

Che nella vita se vuoi far accadere qualcosa, devi permettere che accada.

Che nella vita nulla va dato per scontato e quello che si ha va nutrito e tutelato.

Che la vita insegna sempre qualcosa, anche ad amare la barca, seppur non necessariamente con una patente nautica.

Che nella vita è meglio non fare troppi programmi, soprattutto se prima non sei stato su una vela, in un weekend, d’estate, oppure in una flottiglia, con decine di personaggi di cui nella maggior parte dei casi non conoscerai mai il nome ma con i quali inevitabilmente e in qualche modo si entrerà in relazione.

 

In barca, come nella vita, tutto può accadere. Su quel mare che è la vita e che si impara a conoscere, solo se lo vuoi navigare.
Buon vento!

Aldo Lavezzi

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