Zucchini Bread con gocce di cioccolato fondente. Un dolce molto anglosassone e tutto green introdotto da una favola sulla natura, per ricordare la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Pino era un bambino molto annoiato. Uno di quei bambini a cui non piaceva nulla e tutto gli dava fastidio. E sopratutto con l’arrivo dell’estate, Pino e la sua noia atavica andavano ulteriormente peggiorando. Appena scattava l’ultimo giorno di scuola, Pino si gettava sul divano o in alternativa si buttava sul suo letto e da lì si alzava solo a settembre quando veniva costretto a tornare a studiare.

A Pino non andava di leggere, non andava di giocare con gli altri bambini, non andava di pedalare, non andava di aiutare la mamma, non andava di nuotare. A Pino non andava di fare nulla. Spesso neanche di vedere la tv. Il nulla più assoluto.

Un giorno la disperata mamma di Pino, pur di vederlo in movimento, gli intimò di andare in centro a comprarle pane e latte; in caso contrario la domenica seguente gli avrebbe venduto al mercato sia il divano che il letto e lui sarebbe stato costretto a sdraiarsi per terra. A questa minaccia, il fraccomodo Pino si spaventò, e seppur controvoglia e con la velocità di un bradipo in letargo, si avviò verso il centro, munito di bel pacchetto di caramelle per ingannare la noia.

Per andare in centro c’era da fare una strada un po’ lunga, Pino, ovviamente, optò per una scorciatoia, tagliando per i campi. Attraversò così il bellissimo orto che il contadino Osvaldo curava con amore e profitto. Ma a Pino della bellezza dell’orto non fregava niente, e lo percorse calpestando tutte le piantine e spargendo dovunque le carte delle sue caramelle. E così fece anche al ritorno. Ma questa volta Osvaldo lo vide e lo inseguì con il forcone. Pino fuggì, distruggendo tutto quello che gli capita sotto i piedi: foglie, ortaggi, semi appena piantati. E riuscì a scappare, ridendo, dall’ira funesta del contadino.

Qualche giorno dopo, sempre sotto minaccia, la mamma di Pino riuscì a mandarlo in lavanderia a ritirare delle camicie. Pino, incurante di quanto successo, tagliò di nuovo per l’orto di Osvaldo. E questa volta portò con sé una bustina piena di gomme da masticare. Così camminava e gettava gomme masticate lungo tutto il tragitto, attaccandole agli alberi, sulle piante, sui frutti del lavoro del contadino. Il quale, vedendo il ragazzino compiere questi atti incivili verso la natura a cui tanto tiene, cominciò ad inseguirlo. Ma mentre lo stava quasi per acchiappare, inciampò nel tubo per annaffiare e si slogò una caviglia. Dolorante fu costretto a tornare nella cascina.

Pino rise di gusto alla scena e per essere riuscito di nuovo a farla franca. Così, per festeggiare, distrusse a calci i grandi cocomeri del campo. Ma proprio quando, tutto tronfio, stava per uscire dalla proprietà del contadino, sentì un grande boato, si girò e vide tutte le piante crescere a dismisura e cominciare ad allungare i loro rami verso di lui per prenderlo. La natura si stava ribellando alle sue angherie e Pino a quella vista si paralizzò. Vienne preso da una gigantesca pianta di zucchine, che lo immobilizzò e lui non riuscì più a muoversi e neanche a proferire parola. La pianta lo afferrò e lo strinse tra i suoi rami, graffiandolo e ferendolo.
Pino, sofferente e piangendo, supplicò la pianta di non fargli del male.

Dalla pianta si sentì una voce cupa: “Allora perché ti comporti così con noi? Perché non ci rispetti come meritiamo? Noi ti diamo tante cose buone da mangiare, ti permettiamo di crescere sano e ricevere tutte le vitamine che ti servono. Sei tu che ci fai del male!”.

Perché?”. Chiese triste la pianta.

Pino piangeva spaventato, si scusò e la implorò di lasciarlo andare via con la promessa che non lo avrebbe mai più fatto. La grande pianta di zucchine lo lasciò cadere per terra e lui scappò via veloce.

Per una settimana Pino non uscì di casa, non mangiò (sopratutto frutta e verdura), non aprì bocca. La mamma, molto preoccupata, non capiva cosa avesse il figlio, non sapeva che fare e pensava di portarlo dal dottore. Quando improvvisamente, un bel giorno, Pino si alzò dal divano e annunciò che aveva deciso di trovarsi un lavoretto estivo.

Tra lo stupore della madre, Pino uscì e si diresse verso l’orto di Osvaldo. Appena il contadino lo vide comincia ad imprecargli contro, ma Pino, balbettando, cercò di scusarsi e si offrì di ripagargli tutti i danni commessi lavorando per lui nell’orto, tutti i giorni. “Posso annaffiare le piante, seminare, tenere pulito il campo” gli propose Pino. Il contadino stupito e un po’ perplesso, accettò. Da quel giorno Pino, tutti i giorni, si recò al campo, arrivando la mattina prestissimo e sotto la guida di Osvaldo, imparò a curare e coltivare la frutta e la verdura. Ma soprattutto imparò a voler bene alla natura, a rispettarla, a trattarla con amore. Come merita.

E grazie a tutta questa cura e impegno, Pino veniva ripagato dalla sua nuova amica Natura, che cresceva rigogliosa, come il contadino non l’aveva mai vista. Tanta frutta e tanta verdura ogni giorno di cui anche Pino beneficiava. E infatti un giorno tornò a casa con una cesta piena di frutti della terra, tra questi delle bellissime zucchine (la cui pianta tanto lo aveva spaventato) e la mamma decise di preparare subito un buonissimo e particolare dolce:

Zucchini bread con gocce di cioccolato fondente.

Cioè un morbidissimo plumcake con zucchine e cioccolato.

zucchini bread:morbido plumcake alle zucchine con gocce di cioccolato fondente
La mamma prese 200gr. di zucchine, lavate e mondate, le tagliò a rondelle sottili e le tritò in un mixer con 50ml. di olio di semi, 1 pizzico di sale e il succo e la scorza di 1 limone bio. Frullò fino ad aver un bel composto omogeneo e cremoso. In una ciotola sbatté 2 uova con 130gr. di zucchero di canna. Una volta ottenuto un composto spumoso, aggiunse 160gr. di farina 00 passata al setaccio con 1 bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di cannella e 60gr. di farina di mandorle.

Zucchine a rondelle, zucchine frullate e impasto

Mescolò il tutto e aggiunse 50gr. di gocce di cioccolato fondente (tenute sempre in frigo e poi infarinate prima di metterle nell’impasto) e la crema di zucchine. Amalgamò bene (se è troppo asciutto si può aggiungere 1 cucchiaio di olio) e versò in uno stampo da plumcake. Fece cuocere lo Zucchini bread con gocce di cioccolato fondente in forno caldo a 180° per circa 30/40 minuti. Una volta cotto (prova stecchino), fece raffreddare e cosparse di zucchero a velo.

Zucchini bread: dolce di zucchine e gocce di cioccolato fondente

E lo Zucchini bread con gocce di cioccolato fondente, da quel giorno, diventò il dolce preferito di Pino, anche perché realizzato con un frutto molto prezioso: il suo amore per la Natura.

Miss Brownies