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Privacy minori: il Garante Italiano scopre pesanti violazione

Privacy bambini onlineSono i siti e le applicazioni più popolari tra i giovani ad essere sotto accusa da parte dei Garanti di 28 Paesi del mondo. Tali siti raccolgono inopportunamente dati personali e incoraggiano agli acquisti.

Leggiamo spesso sui giornali, se non è capitato a noi, di bollette mobile stratosferiche ricevute e causa dei download selvaggi da parte dei figli. Tante le segnalazioni pervenute negli anni presso le cancellerie dei Garanti di molti Paesi a livello mondiale, tanto che nel mese di maggio 2015 il Global Privacy Enforcement Network (GPEN), l’ente che raccoglie le autorità che operano a tutela della privacy dei cittadini di 28 Paesi del mondo, evidenzia le pesanti violazioni.

In Italia l’Authority ha esaminato 35 tra applicazioni e siti scelti tra quelli più utilizzati dai bambini italiani e che appartengono alle categorie educational, intrattenimento videoludico, al social networking o che propongono servizi online offerti da canali televisivi dedicati all’infanzia.

Molte le lacune riscontrate in termini di tutela della privacy dei minori: dati personali vengono raccolti in 30 casi su 35, richiedendo in 25 casi la registrazione con almeno un indirizzo email di riferimento, in 20 casi con il nome. 19 siti o app registrano l’indirizzo IP, 18 l’identificativo unico dell’utente, mentre 13 dei servizi analizzati impone nelle condizioni d’uso di autorizzare l’accesso a foto e video e 11 servizi richiedono l’accesso ai dati di geolocalizzazione.

Il Garante italiano ha poi rilevato come 23 dei 35 esempi analizzati preveda la condivisione con terze parti dei dati raccolti, in una proporzione ancora maggiore rispetto a quella riscontrata su scala globale (50 per cento). Ciò che preoccupa in primo luogo il Garante italiano sono le finalità commerciali: banner di terze parti, in alcuni casi non destinati all’infanzia, campeggiano su 23 dei servizi analizzati e alcune delle applicazioni incoraggiano agli acquisti in-app, supportate da modelli freemium che hanno spesso sollecitato l’attenzione delle autorità perché basati su meccanismi in grado di sollecitare le spese di minori incosapevoli.

Il Garante italiano lamenta poi la mancanza di strumenti parental control per la limitazione da parte dei bambini e dei loro genitori della diffusione di dati personali: se alcuni siti offrono questa possibilità, su scala globale solo il 24 per cento dei siti e delle app promuove il coinvolgimento dei genitori.

Il Presidente dell’authority italiana Antonello Soro commenta:

“I genitori devono seguire i loro figli in questo percorso di crescita anche tecnologica, molte società che gestiscono siti e sviluppano app dimostrano un approccio irresponsabile nei confronti dei minori”.

 

 

Categorized: Legge
La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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