Skip to content

Congedo parentale a ore: a chi spetta e come ottenerlo

congedo parentale ad oreUna delle novità introdotte dalla riforma del lavoro operata dal governo Renzi, il cosiddetto Jobs Act, un posto di rilievo spetta alle modifiche introdotte all’istituto del congedo parentale, in particolare con l’introduzione del Congedo Parentale ad ore.

E’ questo l’argomento di uno degli ultimi decreti attuativi del Jobs Act approvati lo scorso 5 settembre con il quale il governo ha chiarito quali sono i requisiti per accedere alla misura.

Con il decreto legislativo del 15 giugno 2015, n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act, il legislatore è nuovamente intervenuto sull’art. 32 introducendo un criterio generale di fruizione del congedo in modalità oraria che si applica in assenza di contrattazione collettiva anche di livello aziendale (comma 1 ter dell’art. 32 cit.).

Dunque, secondo questo criterio generale, in assenza di una contrattazione collettiva che disciplini compiutamente il congedo parentale su base oraria, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale ad ore in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.

Tuttavia, la riforma prevede, in questa ipotesi, l’incumulabilità del congedo parentale ad ore con altri permessi o riposi disciplinati dal T.U.

Va anche precisato che la riforma in esame ha natura sperimentale ed è quindi attualmente in vigore per i periodi di congedo parentale fruiti dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, salva l’adozione di ulteriori decreti legislativi.

Rispetto alle modalità già in uso (giornaliera o mensile), l’introduzione della modalità oraria non altera la durata del congedo parentale, lasciando invariati i limiti complessivi ed individuali entro i quali i genitori lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro a tale titolo.

Il decreto legislativo n. 80 del 2015, ha quindi previsto l’ampliamento sia del periodo entro il quale è possibile fruire del congedo parentale (da 8 a 12 anni del bambino) sia del periodo entro il quale il congedo è indennizzabile a prescindere dalle condizioni di reddito (da 3 a 6 anni del bambino). Su tale disposizione è stata emanata la circolare n. 139 del 17 luglio 2015. Le istruzioni contenute in questa circolare trovano quindi applicazione anche nel caso di fruizione del congedo parentale in modalità oraria.

I genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale nelle diverse modalità loro consentite (giornaliera o mensile o oraria). Pertanto giornate o mesi di congedo parentale possono alternarsi con giornate lavorative in cui il congedo parentale è fruito in modalità oraria, nei limiti eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Va, inoltre, tenuto presente che se la fruizione di un periodo di congedo parentale avviene su base oraria – e nella stessa giornata si verifica assenza oraria a titolo di congedo e svolgimento di attività lavorativa – le domeniche (ed eventualmente i sabati, in caso di settimana corta), non sono considerate né ai fini del computo né ai fini dell’indennizzo. Infatti, in caso di congedo parentale fruito in modalità oraria è sempre rinvenibile lo svolgimento di attività lavorativa. 

La legge prevede altresì l’ipotesi in cui trovi applicazione il criterio generale di fruizione del congedo parentale ad ore, escludendo la cumulabilità del congedo stesso con permessi o riposi disciplinati dal T.U. maternità/paternità.

Il congedo ad ore quindi non può essere fruito nei medesimi giorni in cui il genitore fruisce di riposi giornalieri per allattamento ex artt. 39 e 40 del T.U. maternità/paternità oppure nei giorni in cui il genitore fruisce dei riposi orari ex art. 33 del T.U. cit. per assistenza ai figli disabili.

Mentre, invece, è compatibile la fruizione del congedo parentale su base oraria con permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative diverse dal T.U., quali ad esempio i permessi di cui all’art.33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104.

Si deve tener presente però che la contrattazione collettiva, nell’indicazione delle modalità di fruizione del congedo parentale può prevedere diversi criteri di compatibilità.

Alessandra

Categorized: Legge
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.