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Il Cyberbullismo: un fenomeno allarmante, cosa dice la legge

Il 7 febbraio si è celebrata la prima Giornata nazionale contro il cyberbullismo e il fenomeno dilaga a macchia d’olio poiché miete sempre più vittime, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi.

Il disegno di legge che contiene le norme per la prevenzione è alla Camera, ma i tempi per una decisione non sono ancora maturi. Il provvedimento, arrivato alla quarta lettura, è stato licenziato dal Senato lo scorso 31 gennaio, ritornando al contenuto originario. A Palazzo Madama sono state cancellate tutte le norme penali che Montecitorio aveva introdotto.

Il trend che sfrutta l’uso, ormai indiscriminato, dei social e del web, nell’era internettiana, ha posto all’attenzione dei media e degli studiosi, un’altra piaga sociale: il cyberbullismo.

Si può definire cyberbullismo, l’uso delle tecnologie atto ad intimorire, molestare, denigrare, deridere o escludere altre persone.
Il cyberbullismo, è un’altra declinazione di una fattispecie già tristemente nota, quale il bullismo, ma a differenza di questo gli atti dannosi e le molestie vengono attuati col mezzo elettronico: e-mail, messaggistica elettronica, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web.

Ciò consente al molestatore o bullo, che dir si voglia, di agire indisturbati favorendo una rapida diffusione delle calunnie e dei pettegolezzi anche ad una cerchia di persone piuttosto ampia.

Inevitabilmente, questo comporta anche una maggior difficoltà nel fermare una maldicenza, proprio per il numero di persone coinvolte, con prevedibili e drammatici risvolti sulla vittima.

legge cyberbullismo
Tale increscioso fenomeno si differenzia dal bullismo, in primis perché:

  • il molestatore rimane anonimo, anche se ogni comunicazione elettronica lascia comunque delle tracce;
  • vi è una difficile reperibilità per la vittima e tale fattispecie abbassa le remore etiche, poiché chi lo commette spesso cede alla tentazione di “essere un’altra persona”, dicendo o facendo cose on line che nella vita reale si guarderebbe bene dal fare o dal dire.
  • Non essendovi limiti spazio-temporali, il cyberbullismo può essere perpetrato e dunque subito in qualunque momento, attraverso il mezzo elettronico, mentre il bullismo solitamente si consuma nelle ore scolastiche e in luoghi circoscritti.

Grazie ad una studiosa del centro americano per l’utilizzo sicuro e responsabile di Internet, Nancy Willard, è stato possibile individuare diverse tipologie di cyber bullismo quali:

  • Il Flaming che consiste nell’invio di messaggi online denigratori e volgari, indirizzati ad un singolo ad un gruppo di persone, come accade spesso nei Forum di discussione.
  • L’Harassment che comporta l’invio ripetuto e ossessiva di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
  • Il Put-Downs che avviene attraverso invio di mails, sms, post su blog a diversi soggetti con lo scopo di danneggiare gratuitamente la reputazione di un singolo.
  • Il Masquerade, farsi passare per un’altra persona per spedire messaggi o per pubblicare contenuti volgari e reprensibili.
  • Il Trickery, che sfrutta l’ inganno, per carpire la fiducia di qualcuno per ottenere confidenze, racconti privati, spesso imbarazzanti, al fine di renderli pubblici o condividerli con un gruppo di persone.
  • Il cyberstalking, attuato mediante molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura che spesso sfocia in vero e proprio terrore per la propria incolumità fisica.
  • Il Cyberbashing che è il comportamento criminale che ha inizio nella vita reale (un individuo un gruppo di individui molestano fisicamente un soggetto mentre altri riprendono l’aggressione con il videotelefonino) immettendo poi quelle immagini on line al fine di farle visualizzare da utenti ai quali la rete offre, pur non avendo direttamente partecipato al fatto, occasione di condivisione, di commento e di voto. Il video ‘preferito’ o ritenuto il più ‘divertente’ viene, addirittura, consigliato.

Gli studi dimostrano che al pari del bullismo, il cyberbullismo può essere molto dannoso per il benessere e la salute mentale dei ragazzi, poiché incide negativamente sulla vita di relazione e il benessere sociale, su quello emotivo e su quello scolastico delle vittime.

Le vittime, sovente, esprimono il loro disagio attraverso ansia, bassa concentrazione e un basso rendimento scolastico, e può sfociare in comportamenti più gravi come depressione e tentativi di suicidio, come i recenti casi di cronaca hanno mostrato in Italia.

Le conseguenze però coinvolgono anche i cyberbulli, che possono essere maggiormente a rischio di sviluppo di comportamenti antisociali e di problemi relazionali, delinquenza, abuso di sostanze e suicidio.

Avv. Alessandra Inchingolo

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