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Montessori: applicare il metodo nella vita pratica

 

Attività MontessoriOgni tanto anche a me capita di avere del tempo libero. Non parlo di ore, eh, sia mai!

Trattasi di sporadici quarti d’ora durante i quali mi alieno dal mondo immergendomi nella (ri)lettura di qualche appunto, dispensa o libro del corso di formazione Montessori.  Così facendo , oltre a rinfrescarmi la memoria, faccio il pieno di spunti su cui rimuginare per il resto della giornata.

Uno dei testi che preferisco è di Renilde Montessori (nipote di Maria) e parla delle attività di vita pratica nella Casa dei Bambini. Per vita pratica si intendono tutte quelle attività che servono alla cura di sé e dell’ambiente, come lavarsi le mani, abbottonarsi la camicia, lavare i piatti, stendere i panni, preparare la tavola, spolverare, ma anche annaffiare le piante o rastrellare le foglie in giardino. Lavori, insomma, che spesso finiamo per fare noi adulti, vuoi perché siamo di fretta o perché noi le cose le facciamo per bene già al primo colpo. Quello che spesso ci dimentichiamo è che, così facendo, priviamo il bambino della gioia di farle da sé e di imparare.

Ogni volta che ci penso, inevitabilmente affiora l’immagine di una me ragazzina che, durante gli studi, ebbe l’opportunità di fare uno stage ed imparare finalmente qualcosa di ‘reale’ del mondo del lavoro. I primi giorni quella ragazzina era agitata ma felice e curiosa di mettersi alla prova, purtroppo però, come spesso accade, la realtà non sarebbe poi combaciata con i fatti. Divenni tutt’uno con la fotocopiatrice perché, pur di tenermi occupata, mi davano moduli da copiare che avrebbero potuto tranquillamente stampare loro dal computer. Lì trascorsi un tempo che mi sembrava ingiusto e infinito, aspettando che un giorno magari si fossero accorti di me e mi avessero dato da fare qualche cosa di più … impegnativo. A stage finito, del lavoro vero e proprio ne sapevo quanto prima, ma avevo guadagnato certamente in frustrazione.  Mi ero sentita inutile e dispiaciuta per la mancanza di fiducia, oltre a ritrovarmi costantemente annoiata per non aver nulla da imparare da quell’ambiente. Chi si immedesima in questo racconto, capirà bene come sia vitale che al bambino venga permesso di svolgere compiti non solo ‘reali’ ma anche effettivamente utili e sensati, adatti alle sue capacità, per non farlo sentire come la stagista disperata che ad un certo punto si stanca, smette di guardarsi attorno per imparare e diventa una figura passiva e irrequieta nell’ambiente.

Su questo punto Renilde si scaglia con veemenza e … ha ragione da vendere! Si vedono spessissimo attività di vita pratica ‘Montessoriane’ che, pur avendo tutti i requisiti ‘formali’  per essere definite tali, sono prive di quella connessione con la realtà che le rende davvero sensate e di conseguenza attraenti per i bambini. Usare impropriamente un oggetto semplicemente per affinare la coordinazione oculo-manuale equivale più o meno a dire alla stagista di fotocopiare cento volte quel modulo, con la scusa di insegnarle ad usare perfettamente la fotocopiatrice. E’ una bugia, un atto di sfiducia, un affronto alla loro dignità. La responsabilità si insegna dandola.

Chi ci sta di fronte, soprattutto se è un bambino, nella maggioranza dei casi ha voglia di fare bene le cose e se glie ne diamo l’opportunità, può appassionarsi ad esse nel momento in cui il suo interesse si ‘accende’.

Renilde dice ancora: “Il punto di interesse è ciò che permette al bambino di raggiungere la perfezione e questo si vede bene anche nella vita: la perfezione è punto di arrivo ma poi diventa punto di partenza per un ulteriore perfezionamento”.

Senza contare che  “Essere capaci di funzionare in modo indipendente come individui è la base di una società interdipendente: dall’indipendenza di ciascuno viene l’interdipendenza”.

Davvero parole su cui riflettere.

A presto, Linda!

La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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