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Sport e bambini | Il valore etico ed educativo dello sport

Ecco le due definizioni che il dizionario di italiano ci presenta per due delle parole chiave che caratterizzano il tanto discusso rapporto tra sport e bambini.

“Attitudine”: Predisposizione per una particolare attività mentale o fisica.

“Aspettativa”: attesa, speranza previsione.

Perché mentre enti, media e istituzioni continuano a diffondere campagne informative sull’importanza dello sport durante la crescita, i piccoli vengono automaticamente investiti dalle aspettative dei genitori che, molto spesso, ignorano completamente le loro naturali attitudini e predisposizioni.

La Costituzione italiana sancisce il diritto allo sport e le Nazioni Unite hanno riconosciuto lo sport come un diritto fondamentale per i bambini trattandosi di un elemento indispensabile per un sano sviluppo individuale grazie agli innumerevoli benefici che l’attività fisica regolare apporta:

  • Irrobustimento del fisico e prevenzione delle malattie
  • Controllo del peso corporeo e della pressione sanguigna
  • Miglioramento del rendimento scolastico
  • Sviluppo delle capacità di apprendimento
  • Aiuto nel controllo di vari rischi comportamentali quali l’uso di tabacco, droghe o altre sostanze
  • Coadiuva abitudini alimentari corrette e una vita sana

Bambini-sport

Dal 2010, dalla collaborazione di MIUR e CONI, nasce un progetto con il fine di migliorare le competenze motorie e gli stili di vita attraverso la valorizzazione dell’educazione fisica e motoria nella scuola primaria per le sue valenze trasversali e per la promozione di stili di vita corretti e salutari. Questo progetto, oltre ad inserire per la prima volta una figura specializzata, il così detto tutor sportivo che affianca i docenti, inizia un percorso valoriale volto a sensibilizzare i ragazzi sui valori educativi dello sport. Pari opportunità, integrazione, solidarietà, rispetto delle regole, sono solo alcuni degli insegnamenti che lo sport ci può dare.

Certo è che nella pratica siamo ancora lontani da un riconoscimento valoriale dello sport nella scuola, almeno in quella secondaria, dal momento che di fatto momenti di sport aggregativi non godono del favore di alcuni professori di altre materie.

È facile quindi avere qualche dubbio sull’efficacia degli obiettivi preposti, ma la fiducia non ci manca nemmeno in questo caso e siamo certe che se noi trasmettiamo ai nostri figli la passione verso lo sport, il valore educativo ne sarà una naturale conseguenza.

Che si tratti di attività di squadra o meno, gli allenamenti vengono effettuati in gruppo dove vengono meno differenze sociali, religiose, culturali e linguistiche, si impara il rispetto delle regole e degli altri, la disciplina e l’interdipendenza, migliorando la fiducia in sé stessi e negli altri.

calcio-bambini

E noi adulti sappiamo bene quanto nella vita sia importante avere consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, ma anche in quelle degli altri.

Riconoscendo il valore dello sport per le caratteristiche che porta in sé, non è più importante quale disciplina nostro figlio scelga, non è più importante che sia il migliore, non è necessario che vinca.

Può sembrare banale, ma non è scontato, i bambini devono avere l’opportunità di scegliere liberamente, di provare e di cambiare idea e noi genitori dobbiamo essere in grado di non riversare su di lui ciò che avremmo voluto per noi. Certo dobbiamo fare i conti con l’aspetto pratico organizzativo, che in una quotidianità scandita al minuto non è aspetto da poco, ma ce la possiamo fare.

Quale sia il metodo giusto per scegliere lo sport adeguato per il bimbo non lo sappiamo, metteremmo al primo posto il piacere di farlo e il divertimento. Abbiamo sempre creduto che la passione verso lo sport in generale possa trovare terreno fertile solo se si fa sport volentieri, con piacere e senza obbligo, anche se i bambini devono capire che ogni scelta ha un valore intrinseco e deve essere portata avanti, che non si può cambiare dopo un giorno o solo perché lo fa l’amichetto, ma certo non può rappresentare un problema per il piccolo o, comunque, qualcosa che lo mette a disagio.

Crediamo che in questo caso si perderebbe tutto il valore educativo dello sport ed anzi si otterrebbe l’effetto contrario.

Le caratteristiche fisiche e comportamentali del bambino possono essere un punto di partenza nella scelta dell’attività, ma non dobbiamo dimenticare che è in età quasi adolescenziale che si profilano le vere attitudini e capacità che possono indirizzare ad uno sport piuttosto che ad un altro, senza considerare che praticare sport diversi permette uno sviluppo di tutte le capacità motorie, attitudinali e coordinative.

Negli Stati Uniti infatti, sin dalle scuole primarie, i bambini praticano svariate attività e non solo una, proprio per favorire uno sviluppo armonico e dare la possibilità al momento opportuno di scegliere la giusta disciplina senza il rischio di non aver sviluppato quelle attitudini caratterizzanti.

Di sicuro si tratta di un punto di vista, il nostro, ma di sicuro quello che dobbiamo imparare a trasmettere ai bambini è la voglia di apprezzare l’essenza dello sport: il dolore muscolare, il sudore, il voler andare oltre i propri limiti, fisici e mentali, il voler superare le proprie incertezze imparando a combattere per raggiungere nuovi traguardi ed ulteriori stimoli.

Senza invidia, ma solo con la voglia di arricchirsi grazie alle caratteristiche vincenti dei propri compagni, attingendo da ciascuno ciò che di meglio può offrire e senza competizione, ma con la voglia di fare squadra per raggiungere traguardi sempre nuovi.

Nicole e Barbara

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