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La nascita e la potenza dell’abbandono per rinascere leonesse

Nei secoli si è perso una parte essenziale del sapere che riguarda la nascita.

La nascita è un rito di passaggio importantissimo: è il momento in cui viene al mondo un nuovo essere umano, ma anche il momento in cui la DONNA diventa MADRE. Il parto è il momento massimo di trasformazione in cui la donna capisce che la sua forza sta nel abbandonarsi e aprirsi alla nuova vita che deve venire al mondo, aprirsi ed offrirsi come canale per questo meravigliosa nascita. Da questo momento di massimo abbandono e apertura lei ne esce rafforzata, rinnovata e consapevole della sua potenza.

Raramente troviamo qualcuno che abbia il coraggio di dire questo:

“Qualcuno mi ha mai detto che spezzare le porte della paura rende leonesse e invincibili per il futuro? No, e forse non è un caso. Allora lo dico io adesso: SEI UNA LEONESSA FEROCISSIMA E FORTISSIMA. E nessuno te lo dice, perché ha paura che tu te ne accorga!”(Elena Zaccherini)

Questa sua forza viene dall’abbandono. Un abbandono che richiede fiducia nel proprio corpo, nel bambino, nel processo della nascita.

La donna riesce ad abbandonarsi se si sente in sicurezza, se l’ambiente intorno a lei è accogliente, se lei si sente libera di essere quello che magari non pensava neanche di essere.

Nell’abbandono lei si apre alla nuova vita. Nel momento in cui il bambino viene al mondo, nasce anche la madre: totalmente diversa dalla donna che era, trasformata in profondità. Lei ancora non lo sa, ma non sarà mai più la stessa.

Nel viaggio della nascita lei ha dovuto abbandonare tutte le maschere, tutti i ruoli che rivestiva nella vita quotidiana, tutte le aspettative che aveva verso se stessa, rimanere nuda e pura per poi poter rinascere: MADRE del bambino che l’ha scelta.

Neonato_nascita

Questa rinascita porta la consapevolezza della propria potenza, della forza femminile che invade ogni cellula. La donna capisce che davanti al miracolo della vita bisogna farsi trovare pronte a essere travolte, senza paura, ma con fiducia che si uscirà rinnovate.

La nascita è ascolto, attesa e accoglienza. La nascita è femminilità. La maternità è femminilità. Spesso la donna durante la gravidanza impara a tornare dentro se stessa, ad ascoltarsi, ad accogliere la trasformazione, ad attendere che essa succeda senza intervenire, ma fiduciosa nel proprio corpo.

Nei decenni le donne moderne hanno un po’ perso questa dimensione femminile della vita.

“Si vive dal collo in su, solo con la mente, a ritmi frenetici ventiquattro ore su ventiquattro. Si sono anche modificate le modalità di affrontare difficoltà e cambiamento: sempre più atteggiamento maschile, lineare, razionale; si esamina, si interviene, si risolve, si programma. Perdendo con ciò una modalità più femminile, ciclica, circolare e che fa affidamento su percezione, intuito, istinto.” Paola Chini (ostetrica) 

La donna ha sempre più bisogno di dati, grafici, numeri, statistiche per essere sicura che sta bene, che la gravidanza procede normalmente. La donna, in questa corsa a ostacoli tra analisi ed ecografie, si dimentica, oppure non trova neanche il tempo fisico necessario per fermarsi e sentire, percepire come sta lei, come sta il bambino dentro il suo ventre.

Verena Schmid diceva “la ricerca è il linguaggio della nostra società che da autorevolezza al sapere, ma non è il sapere”.

Ecco perché la donna ha bisogno, già da prima di concepire, di passare più tempo con altre donne, di nutrire la sua femminilità stando in cerchio con le donne, riscoprendo l’accoglienza, il non giudizio, l’ascolto ed il silenzio.

La donna moderna ha bisogno di tornare a casa, nella sua tribù al femminile per riscoprirsi e centrarsi, per imparare le modalità femminili che dovrà mettere in atto in gravidanza e poi nella maternità.

Ecco perché penso sia essenziale che la donna, insieme al suo compagno, vengano accompagnati all’ascolto di se, alla connessione con il proprio ventre e il bambino che vi è dentro, alla connessione con il proprio sentire, le proprie emozioni, lasciando andare quello che è stato tramandato è non ha più motivo di esistere.

La donna che viene a sapere, attraverso una giusta informazione, che “Il parto non è una punizione divina, non è un’orribile punizione divina: è un trampolino, è un nastro da tagliare col petto e le energie a perdifiato, è la porta”(E.Z) non avrà paura di abbandonarsi e farsi travolgere dalla potenza delle onde che porteranno sempre più vicino il suo bambino.

Sapere che il corpo è stato creato per partorire, che è una delle funzioni fisiologiche del suo organismo (proprie del funzionamento sano di un organismo o di un organo); che le onde uterine (contrazioni) non possono essere più forti del suo corpo, proprio perché sono prodotte da lui e da nessuno dall’esterno, apre alla donna nuovi orizzonti verso una nascita vissuta con fiducia e calma.   

Se vorrai scoprire di più, seguimi e insieme andremo a capire come la mente può diventare il nostro alleato di fiducia; come la respirazione è fondamentale sia in gravidanza che nel momento della nascita;

come-fotografare-neonato_2come il compagno può diventare parte attiva nel sostegno della futura madre, se lei lo desidera. Mi piace programmare fino ad un certo punto perché preferisco sempre rimanere aperta al feedback dei miei lettori, cosi come nei corsi seguo molto le necessità delle coppie, le loro curiosità e i loro dubbi.

Se sei in dolce attesa vorrei sapere cosa ti ha portato di nuovo, a te come Donna, la gravidanza?

Come pensi che ti trasformerà la nascita del vostro bebè?

Rimani positiva, torna dentro di te, ritrova la tua femminilità e preparati attivamente per il parto che sogni e desideri vivere.

Simona Petroaie

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