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25 Novembre: giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la giornata Internazionale contro la violenza sulle donneUna piaga odiosa e dilagante che continua a mietere vittime. La speranza è sempre quella di riuscire a costruire una società più giusta e fondata sul rispetto di genere.

Perché questa data?

Il 25 novembre del 1961 avvenne l’ assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste del Repubblica domenicana avvenuto durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo.

Dal 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reso istituzionale questa giornata, invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere.

Gli studi statistici dimostrano che il 35 % delle donne ha subito violenza fisica e/o sessuale e dato ancora più allarmante, il 70% delle donne ha subito violenza fisica e/o sessuale dal proprio partner.

Più di cento Paesi sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70 % delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini.

Purtroppo,  è innegabile che la violenza, influendo negativamente sui risultati scolastici delle donne, sulle loro capacità di successo lavorativo e sulla loro vita pubblica, allontana progressivamente le società dal conseguimento dell’obiettivo dell’uguaglianza di genere.

La violenza di genere contro le donne è la violenza diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce le donne in modo sproporzionato. Il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne identifica la violenza contro le donne come “ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi o possa provocare danno fisico, sessuale, psicologico o una sofferenza alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia in pubblico che nella vita privata.” Gli atti di violenza di genere possono includere, tra gli altri, la violenza domestica, l’abuso sessuale, lo stupro, le molestie sessuali, la tratta delle donne, l’induzione alla prostituzione. 
I trattati internazionali sui diritti umani e le dichiarazioni delle Nazioni Unite che richiedono agli stati di adottare misure in difesa dei diritti delle donne comprendono la  Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw, 1979), Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne (Dedaw, 1993) e la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d’Azione (1995). I diritti umani delle donne sono riconosciuti anche nelle costituzioni nazionali e dalle carte regionali, oltre a altri fondamentali trattati quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966). Lo Statuto della Corte penale internazionale (1998) e risoluzioni 1325 (2000), 1820 (2008), 1888 (2009), 1889 (2009)e 1960 (2010) contengono disposizioni specifiche in materia di violenza sessuale e riconoscono il ruolo delle donne nel mantenimento della pace internazionale e sicurezza.

E’ quanto mai evidente che senza i necessari cambiamenti di cultura che permettano di guardare alle donne  come “cittadine di prima classe”, non  avrà mai luogo una cultura del rispetto.

Si auspicano dunque quei cambiamenti culturali che permettano di creare una cultura di rispetto, per smettere di guardare alle donne come ‘cittadine di seconda classe’.

Molto urge ancora da fare! Non una sola giornata per ricordare, ma un’azione capillare che porti ad una riduzione radicale della violenza, e tutto questo può avvenire solo attraverso una migliore educazione che parta dalle scuole e prosegua con l’incremento delle denunce delle vittime.

Alessandra

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