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Il 2 giugno: Buon compleanno, Repubblica!

Il 2 giugno: una lettera dalla Repubblica Italiana per spiegarne ai bambini il significato.

Buongiorno, cari bambini! Sono la Repubblica Italiana (il mio nome, un po’ difficile, significa cosa che appartiene a tutti) e vi scrivo per invitarvi a festeggiare il mio compleanno, che cade proprio oggi, 2 giugno.

Oggi compio 70 anni, essendo nata tra il 2 e il 3 giugno del 1946 per volere degli Italiani (anche le donne parteciparono al voto per la prima volta), che in quell’occasione scelsero se mantenere la Monarchia o darsi una forma diversa di Stato… far diventare l’Italia una Repubblica, per l’appunto!

Prima di me in Italia c’era la Monarchia, cioè la responsabilità di governare gli Italiani e di amministrare il Paese toccava al re (l’ultimo re d’Italia fu Umberto II di Savoia), ma con il voto del 1946 gli Italiani realizzarono il loro desiderio di vivere in una Nazione guidata da un Capo del Governo eletto dal Popolo.

Il primo Capo del Governo della Repubblica Italiana si chiamava Alcide De Gasperi, mentre il primo Presidente fu Enrico De Nicola (conoscete i nomi degli attuali Capo del Governo e Presidente della Repubblica Italiana?)

Alcide De Gasperi ed Enrico De Nicola riunirono parecchie persone in un’Assemblea, per scrivere le norme che salvaguardano i diritti (e di conseguenza richiamano i doveri!) dei cittadini italiani. Il diritto ad essere persone libere, tanto per cominciare. E poi il diritto di essere considerati uomini e donne tutti uguali, degni di rispetto e di giustizia, meritevoli di essere nutriti, curati, istruiti e di svolgere un lavoro dignitoso.

L’insieme di queste norme che regolano il modo di comportarsi dei cittadini si chiama Costituzione.

La Costituzione è un po’ la mia carta d’identità: stabilisce ad esempio che io sono una Repubblica democratica – in cui cioè è il Popolo che, attraverso le elezioni, sceglie chi sono le sue guide – fondata sul lavoro, perché il lavoro ricompensa chi lo compie e permette ad ogni cittadino di inserirsi nella società, di collaborare con gli altri e di sviluppare sempre nuovi progetti per il bene comune (chiedetelo ai grandi se non è vero!)

Il giorno della mia festa comprende grandi iniziative e cerimonie ufficiali. Ve ne anticipo giusto un paio che si svolgono a Roma: la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto, cioè la tomba che rappresenta tutti i soldati caduti in guerra, presso l’Altare della Patria, e l’imponente parata militare in presenza delle più alte cariche dello Stato, prima fra tutte il Presidente della Repubblica. La parata degli uomini in divisa, che quest’anno saranno affiancati anche da 400 sindaci in rappresentanza di tutte le Regioni italiane, è molto suggestiva. Oltretutto nel corso della parata si può assistere ad un vero e proprio spettacolo volante: si tratta dell’esibizione acrobatica delle Frecce Tricolori, i 10 aerei che costituiscono la Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare Italiana.

Insomma c’è di che stare impegnati per tutta la giornata, miei cari bambini… Non siete d’accordo con me?

Così vi aspetto numerosi, emozionata di fronte al vostro candore e alla vostra vitalità, vestita a festa, con tanto di fascia tricolore e di emblema appeso al collo.

Se tutti voi – ne sono convinta – sapete che i colori della bandiera italiana sono verde, bianco e rosso, forse qualcuno non ha ben presente quello che c’è sopra il mio emblema.

Ebbene sull’emblema dello Stato italiano, adottato due anni dopo la mia nascita, si nota innanzitutto una stella. La Stella a cinque punte, che è il più antico simbolo italiano (risale addirittura all’antica Grecia!), è sovrapposta a una Ruota dentata d’acciaio, simbolo del lavoro; stella e ruota sono poi racchiuse da un ramo di Quercia sulla destra, a simboleggiare la forza e la dignità degli Italiani, e da un ramo di Olivo a sinistra come simbolo di pace.

Già vi vedo uno ad uno, in questo giorno del mio compleanno, e penso che le stelle più luminose della grande comunità che rappresento siete voi.

Voi siete il futuro, bambini miei! E poiché io, che sono cosa di tutti, vi appartengo, nell’abbracciarvi uno per uno vi chiedo d’imparare fin da adesso a rispettarmi e ad aver cura di me.

 

                                                          La vostra Repubblica, 2 giugno 2016

 

 

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