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Operazione Frozen | Uno stop ai finti contratti per ottenere sovvenzioni dallo Stato

L’Italia si sa è il Paese in cui vige un ineluttabile assioma: “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Tuttavia niente, o quasi, resta impunito.

E’ di questi giorni la notizia dell’operazione Frozen avviata dall’INPS contro i contratti di lavoro fittizi stipulati per ottenere la disoccupazione o indennità di malattia, maternità e assegni familiari.

Perché  dare ad una simile operazione il titolo di un cartone disneyano?

Per  indicare che le posizioni sospette verranno in via automatica congelate dall’INPS per essere sottoposte ad accertamenti, che possono essere punibili con l’arresto, proprio in virtù del fatto che le condotte volte a stipulare finti contratti di lavoro realizzano vere e proprie truffe all’erario.

Dunque, cosa rischia chi simulando un rapporto di lavoro, si fa assumere da un parente o da un amico per ottenere la disoccupazione o altra indennità?

L’Inps lo spiega approfonditamente in una nuova circolare, appena pubblicata, la n. 93 del 2017.

Ma in cosa consisterebbe il vantaggio di una finta assunzione?

Innanzitutto, quando il rapporto è integralmente fittizio, il datore di lavoro beneficerà di deduzioni per spese di lavoro dipendente mai sostenute, poiché non ha mai pagato lo stipendio e nella maggior parte dei casi, quando il rapporto è finalizzato a far ottenere prestazioni al dipendente, come la disoccupazione, il datore di lavoro non versa nemmeno i contributi, che vengono comunque accreditati al lavoratore grazie alla denuncia contributiva presentata mensilmente.Per i lavoratori dipendenti, difatti, vige il principio di automaticità delle prestazioni, questo significa che il lavoratore ha diritto comunque alle prestazioni previdenziali e assistenziali a sua tutela, per il solo fatto di svolgere attività lavorativa subordinata, anche se il datore non ha pagato i contributi.

Tuttavia gli abusi e le distorsioni di un principio fondamentale del nostro ordinamento nel momento in cui si attiva un contratto fittizio non sono ad esclusivo vantaggio dei lavoratori.

Basti pensare al caso in cui il datore di lavoro dichiari di versare al dipendente gli assegni familiari, che invece tiene per sé compensandoli coi contributi dovuti, o ai casi in cui obbliga il dipendente a dichiararsi malato ma lo fa continuare a lavorare, al solo scopo di compensare l’indennità di malattia con la contribuzione.

Tutto questo aggrava ulteriormente il deficit del sistema previdenziale danneggiando l’intera collettività, poiché simili illeciti realizzano vere e proprie truffe.

Dunque l’Inps attraverso un’analisi statistica dei dati delle dichiarazioni contributive mensili e sotto pendo a severe accertamenti il rapporto lavorativo, andrà a congelare in via automatica le posizioni considerate a rischio. In particolar modo, saranno attenzionate le denunce contributive dalle quali origina l’indebita fruizione di:

1)prestazioni a sostegno del reddito sulla base di rapporti di lavoro simulato;

2)conguagli per prestazioni inesistenti (malattia, maternità, assegni al nucleo familiare, ecc.);

3)incentivi all’occupazione di natura economica e contributiva;

4)conguagli per erogazione del Tfr per conto del Fondo di tesoreria.

Qualora vengano riscontrate gravi irregolarità nel rapporto di lavoro, atte a far fruire indebitamente delle prestazioni al sostegno del reddito, l’Inps provvede ad annullare i rapporti assicurativi contenuti nella denuncia contributiva, comunicando l’esito degli accertamenti al datore di lavoro ed ai lavoratori, effettuando, eventualmente, l’informativa alla competente autorità giudiziaria.

Avv. Alessandra Inchingolo

Categorized: Legge
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