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Di compleanni importanti, di pashmine e di stanchezza delle mamme

Il mese di marzo a casa Muserra-De Luca è un mese super importante perché oltre ai vari compleanni di nonne, nipoti vari e cari amici, il 23 marzo è nata colei che ci ha radicalmente cambiato la vita.

Rebecca Zoe, che in un primo momento doveva chiamarsi Sofia (nome troppo abusato), è venuta al mondo con taglio cesareo programmato (chiaramente io non lascio mai nulla al caso)! Figuriamoci io pr super impegnata, o almeno pensavo di esserlo a quei tempi, non potevo assolutamente pensare di aspettare che lei venisse al mondo, quindi ho imposto il mio ritmo.

Avrei voluto farla venire alla luce il 24 marzo (giorno del compleanno di mia mamma Lidia, che tra l’altro quest’anno ha compiuto 80 anni), ma di venerdì non si poteva fare taglio cesareo programmato, quindi è stato deciso il 23.

Ho lavorato fino alle 18 del 22 e poi Luca mi ha accompagnato in ospedale. Ricordo che la serata è stata alquanto triste vedendo tutte queste donne trascinarsi per i corridoi sfinite, alcune in attesa di partorire altre già mamme.

Io camminavo per il corridoio con indosso un coloratissimo kimono lungo fino ai piedi. Non ho mai capito perché le donne in procinto di partorire utilizzino look sciatti e tristi. Al mattino tremavo come una foglia dalla paura, non ero mai entrata prima di allora in sala operatoria (fortunatamente) se non per togliere le tonsille a 4 anni.

Ricordo che in meno di 30 minuti Rebecca è venuta al mondo e quando me l’hanno fatta vedere l’ho trovata piuttosto brutta. Si, non ho provato il cosi tanto decantato senso materno, non ho sentito il mio corpo riempirsi di gioia, ho solo pensato: mamma mia quanto è brutta!

Una massa di capelli neri alla Little Tony e un colorito giallognolo dovuto all’ittero. Sono poi rientrata in camera dove già mi aspettavano tutti/e. Io ero sfatta e non volevo certo vedere tutta quella gente, Luca ha schermato il tutto e io sono passata per la solita ‘stronza’.

Ma io mi chiedo, ma cosa cavolo ha in mente la gente quando arriva come barbari a ‘rendere omaggio’ alla povera madre? Urla, foto, gridolini…Ma aspettare un paio di giorni? O magari farsi vedere poi a casa contribuendo ad alleviare la stanchezza, la voglia di farsi una doccia, di mangiare qualcosa di buono della novella mamma??? Io non ho mai capito la fretta di farsi vedere in ospedale per poi sparire per sempre.

Ho avuto la fortuna o l’incoscienza di tornare a lavorare dopo una settimana e questo mi ha aiutato a non cadere nella tanto temuta depressione post-partum.

Col senno di poi forse avrei dovuto godermela di più, ma l’idea di andare al parco a parlare di cacche e pappe mi terrorizzava.

Ed eccoci qui dopo 12 anni, la penso sempre cosi.Compleanni

Ed è per questo che quando le amiche partoriscono regalo loro prodotti per la loro cura e non tutine per il/la neonata!

E cosi nel giorno del compleanno di Rebecca mi sono regalata un gran bel pashmina caldo e morbido tutto per me, perché ancora ricordo che 12 anni fa avrei solo voluto riposarmi dopo aver dato alla luce la persona più importante della mia vita! In questo articolo raccontavo della stanchezza delle neomamme, perdura tutta la vita e non finisce mai.

Auguri Rebecca Zoe!

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Madre, moglie, fashion pr - non sempre in questo ordine - in moto perenne; in effetti sfreccio per tutta Milano sulla mia amata Vespa! Dico sempre la verità e se non la dico la si legge sul mio viso! Amo nuotare, perché mi isolo e rallento un pochino...Il mio motto è: non ragionar di lor, ma guarda e passa!

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