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Corso pre parto con metodo HypnoBirthing® | L’amore al centro del parto

La mia esperienza con il parto di Andrea non è stato parte di quel sogno che immaginavo. E’ un momento doloroso, ne ero ed oggi a maggior ragione ne sono consapevole. Era un dolore attraverso il quale si doveva passare per arrivare ad una felicità attesa e cercata con tutte le forze. E’ il potere della natura, e contro di essa, sono sempre più convinta, l’uomo può fare poco.

A rendere spiacevole il momento del parto, quel momento che volevo con tutte le mie forze fosse magico e nel quale desideravo essere rispettata come donna e come futura madre, è stata l’esperienza ospedaliera. Non voglio entrare nel dettaglio ma ho trovato poca empatia e poca disponibilità a comprendere il momento da parte di chi invece, ogni giorno dovrebbe contribuire ad alimentare la magia della vita.

Per questo quando ho conosciuto Simona Petroaie, certificata come educatrice perinatale con metodo HypnoBirthing® nel marzo 2015, ed il progetto di corsi pre parto con metodo HypnoBirthing®  che conduce con grande successo, ho deciso di ospitarla su Chizzocute con un percorso che possa mettere in condizione ogni donna di comprendere la nostra unicità e quell’infinito potere di cui Madre Natura ci ha fatto dono: la capacità di generare una vita.

Con questo articolo attraversiamo con Simona le varie fasi della storia del parto e della nascita fino ai giorni nostri per comprendere perchè oggi più che mai il corso pre parto con metodo HypnoBirthing® potrebbe rappresentare una vera svolta

La nascita nella storia

Nel terzo millennio la maggior parte delle donne seguono corsi preparto nella speranza di capire come si partorisce. Io sono stata una di loro. Una che ha scelto di farne addirittura due corsi diversi.

Mi ricordo anche adesso la frase “non vi insegniamo come si partorisce” detta dalla capo ostetrica alla prima lezione del corso seguito in ospedale. Il senso lo capito solo dopo aver seguito anche il secondo corso preparto, l’HypnoBirthing. Infatti, adesso le do ragione. Le donne non hanno bisogno di imparare come partorire, loro lo sanno, il loro corpo lo sa benissimo per il semplice fatto che è stato creato per creare e portare alla luce la vita.

La donna oggi vive la gravidanza guidata da figure professionali che le indicano come, quando e cosa fare, se fare, se non fare. Raramente alla donna viene spiegato che in realtà l’unica cosa, ma la più preziosa in assoluto, è vivere nel corpo, sentirsi, ascoltarsi, senza razionalizzare sempre e comunque.

Tutto quello di cui ha bisogno si trova dentro di lei! Ecco! La donna ha bisogno di riscoprire questo fondamentale aspetto.

Oggi la nascita viene vissuta come qualcosa che ti accade e il suo esito dipende dalla fortuna, non avendo niente a che fare con il suo essere DONNA ma piuttosto con la struttura che sceglie, con l’ostetrica o il medico che “le fa nascere” il bambino, con tutto tranne che con se stessa.

Per questo motivo penso sia utile fare il quadro storico della nascita come momento importante nella famiglia e quindi per la società. Per capire come siamo arrivate a questo? Come e dove abbiamo perso la conoscenza del nostro corpo e della sua capacità di partorire?

È un testo lungo, che riporta anche momenti atroci del passato. Momenti che dobbiamo osservare con distacco per imparare da loro, per riscoprire verità perse, per capire e per non ripetere gli stessi passi.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla.

(George Santayana)

(in seguito frammenti liberamente estratti e tradotti dal libro “Hypnobirthing” di Marie F. Mongan)

“Per capire il passaggio fatto dobbiamo tornare indietro fino all’anno 3000 a.C., quando le donne partorivano i loro bambini con un minimo di sconforto, se non c’erano complicazioni o problemi specifici. Si parlava della “benedizione della nascita” e si lodava lo sboccio della vita e l’amore familiare. Non c’è traccia della maledizione.

In altre parti del mondo – Spagna, Francia, le isole britanniche e la vecchia Europa – la vita si concentrava sulla natura e sulla maternità. Si venerava la Madre Natura, la Madre Terra, la Madre Creatrice. Alle donne si rendeva omaggio quali donatrici della vita. La nascita era vista come la più alta forma di espressione della natura. Quando una donna partoriva, tutta la comunità si riuniva nel tempio intorno a lei per celebrare la vita.

Le donne erano coloro che nutrivano, curavano e creavano i rimedi, li realizzavano e li somministravano. Tutto ciò che curava passava attraverso le mani e lo spirito delle donne. Esse lavoravano insieme e si scambiavano il loro sapere sotto la supervisione delle sagge del villaggio. Gli uomini erano raccoglitori di cibo, erbe e materiali da costruzione. Il loro ruolo era diverso ed equivalente a quello delle donne.

Anche quando gli uomini di potere presero il controllo sulla prima medicina, non ci fu nessun cambiamento nell’atteggiamento verso il parto. Sia Ippocrate che Aristotele, i pionieri della medicina greca, credevano che bisognasse tenere in alta considerazione i bisogni e i sentimenti delle partorienti sottolineando il fatto che ci fosse bisogno di persone che lavorassero per aiutarle e sostenerle. In effetti, Ippocrate fu il primo a concepire ed offrire delle lezioni per donne che erano attive come ostetriche. Aristotele scrisse del collegamento mente-corpo e sottolineò l’importanza di un profondo rilassamento durante il parto.

Nell’ultimo secolo prima di Cristo un altro erudito uomo della scuola greca, Sorano, raccolse i lavori di Aristotele e di Ippocrate in forma di libro, mettendo in evidenza il fatto che le partorienti dovevano essere trattate con un atteggiamento particolarmente amichevole, dolce e gioioso. Questo atteggiamento regnò per centinaia di anni.

Tutto cambiò

Purtroppo, alla fine del secondo secolo dopo Cristo si formò una grande onda di disprezzo verso le donne e in particolare verso le ostetriche, le curatrici e le sagge, che erano state così utili per le partorienti. L’odio sfociò in una vera e propria distruzione di massa, la cosiddetta “caccia alle streghe”.

Fu annientato il ruolo delle donne nella società e nella religione, furono distrutti i templi, polverizzati e sepolti le statue e gli altari e anche tutti gli scritti che parlavano di metodi di guarigione naturali furono sequestrati e nascosti.
Sfortunatamente lo stesso destino toccò anche al libro di Sorano e il 
concetto di parto naturale scomparve.

Ora la legge esigeva che le donne dovessero essere isolate durante la gravidanza e il parto. Ai medici era proibito assistere al parto e dare aiuto anche in caso di complicazioni. L’ostetricia fu abolita e le donne furono lasciate sole ed impaurite. Il parto smise di essere la celebrazione della vita e diventò una tortura terribile, dolorosa, solitaria e temuta.

Fu in questo momento che nella traduzione della Bibbia trovò posto la “maledizione di Eva”. La parola ebraica “etzev” è tradotta nella gran parte della Bibbia con “lavoro, sforzo, fatica”, ma nel caso del parto gli stessi traduttori la interpretarono come “dolore, sofferenza, tortura”.

All’inizio del sedicesimo secolo furono ritrovati gli scritti di Sorano. L’aiuto al parto nel frattempo veniva praticato di nuovo, ma era visto come un’occupazione disonorevole e per questo praticata solo da donne. Con l’inizio del Rinascimento la situazione delle partorienti iniziò a migliorare.

I primi medici che poterono assistere ai parti si trovavano nella metà del diciottesimo secolo, ma dedicarsi all’ostetricia era uno stigma così grande che questi medici erano normalmente incapaci o alcolisti. Nel mondo della medicina le partorienti erano insignificanti.

Dal parto in casa al parto in ospedale

Alla fine del diciottesimo secolo, quando la regina Vittoria pretese che le si somministrasse del cloroformio durante il parto, si aprì la porta dell’uso
dell’anestesia anche per i parti. Il parto si spostò quindi dalla casa all’ospedale, non perché il parto fosse un evento troppo pericoloso per avvenire in casa bensì perché
l’anestesia lo rendeva troppo pericoloso per avvenire in casa.
Tutte le donne che desideravano un’anestesia dovevano lasciare la loro casa per recarsi in ospedale. I mariti non potevano più prendere parte al processo della nascita e le famiglie ebbero sempre meno controllo sui parti.
Le sale parto poi erano evidentemente sporche e molte infezioni si verificano per la mancanza di semplici norme d’igiene, per esempio lavarsi le mani. Molte donne e bambini iniziarono a morire a causa delle infezioni e di germi provenienti da altri malati. L’alta mortalità di donne e bambini durante il parto fu presa come un fatto ed associata alla sofferenza ed al dolore.  La paura della morte fu così associata con il parto.Metodo HypnoBirthing

L‘induzione artificiale del parto è diventata di routine e in troppi casi praticata senza motivo. Viene cosi aggiunto dolore al parto e cosi che la maggior parte delle esperienze di parto vengono infarcite di giustificazioni, delusioni e spiegazioni di che cosa è andato storto. Parlano di tempi lunghissimi, di dolori terribili, di somministrazione di diverse medicine, di uteri che non si vogliono aprire, di tagli cesarei e soprattutto di impotenza.”

Impotenza di fronte ad un sistema che impone certi protocolli, di fronte a personale sanitario che non riconosce le competenze della donna e le sue capacità innate di generare e portare alla luce la vita, di fronte a una società che riconosce il ruolo fondamentale della famiglia solo a parole, e molto poco con i fatti.

Le donne, col tempo, hanno fatto loro questa impotenza, coprendo tutto il loro sapere con questo “cappotto” tessuto di paure, tensioni, mancanza di accompagnamento, di sostegno e mancanza di una giusta informazione.

È arrivato il momento di trovare il coraggio di guardare al passato, capirlo e imparare da esso, in modo da riposizionarci al centro della nostra vita, al centro della nostra gravidanza e della nascita dei nostri figli. È arrivato il momento di riappropriarci del nostro potere!Corso Pre Parto Metodo HypnoBirthing

Nel percorso HypnoBirthing – gravidanza consapevole e parto attivo, mi piace accompagnarvi verso il centro di voi stesse, della vostra saggezza e del vostro sapere, per vivere al meglio un momento cosi importante nella vita di ogni donna e della sua famiglia.

Un bambino alla vota renderemmo il mondo migliore!

Simona Petroaie

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