Due notizie mi hanno colpito in questi ultimi giorni. La prima riguarda una persona costretta su di una sedia a rotelle dopo un brutto incidente, ma con tanta grinta e volontà.

Purtroppo la vita non è sempre clemente e dopo qualche anno il malcapitato perde la vista. Quindi deve essere assistito h24 da almeno due persone. Una è la moglie che ad un certo punto non ce la fa più e lo lascia. Per un po’ di tempo lo aiutano gli obiettori di coscienza che prestano servizio sociale, viene poi tolto il servizio militare obbligatorio e la persona in questione resta sola.

Viene aiutato da alcuni volontari in quanto i 1.000 euro di pensione e accompagnamento non sono sufficiente per avere due persone che lo possano aiutare in quanto invalido al 100%. Alla fine decide di ricorrere al suicidio assistito in una clinica Svizzera perché non ha i mezzi economici per sopravvivere.

Vergognoso, agghiacciante che nessuna istituzione sia intervenuta per aiutare questa persona in difficoltà.

Mi capita poi di leggere una notizia riguardante un ragazzo di soli 22 anni malato di tumore, assunto da un imprenditore anche se malato. Resta poi a casa per mesi in quanto viene operato, l’INPS paga per 180 giorni e poi, come da legge, interrompe le prestazioni e a quel punto lo Stato italiano lo abbandona, come fa con tutti i malati dopo 180 giorni.

Ci pensa però il mitico imprenditore che lo aveva assunto, sarà lui a pagare d’ora in poi anche la parte INPS e lo tiene in azienda a stipendio pieno anche se non può lavorare. Due casi simili, ma solo uno a lieto fine.

Ho molto pensato alla disperazione del primo e alla fortuna del secondo che sulla sua strada ha trovato una persona come ce ne sono poche, una persona che non ha avuto alcun dubbio se non intervenire e aiutare un ragazzo che si sarebbe trovato senza lavoro, senza mezzi di sostentamento in un momento drammatico della sua vita.

La vita è veramente una roulette russa, o come direbbe Forest Gump: ‘è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!’.

Elena Muserra De Luca

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