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Giornata Internazionale per la Giustizia Sociale

La disparità tra gli uomini è una costante della nostra società e continua ad alimentare distanze e conflitti.

Tutti gli esseri umani dovrebbero nascere liberi e pari in dignità e in diritti, ma come conferma uno studio del gruppo di ong Oxfam, quasi la metà della ricchezza mondiale è in possesso solo dell’1 % della popolazione, per questo l’Onu nel 2007 ha istituito la Giornata Internazionale per la Giustizia Sociale.

Come deciso dall’Onu, ogni Paese ha il dovere di celebrare questa giornata diffondendo messaggi di giustizia ed uguaglianza. In Italia è forte il fervore legato a tali argomenti, soprattutto in seguito agli eventi del Family Day, ma un caso che merita particolare attenzione, e che si distanzia da temi di sesso o etnie, è quello di Stefano Cucchi.

Il trentenne Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 mentre si trovava in custodia cautelare, nel corso dei 5 anni consecutivi molte ombre sulla morte di Stefano non sono ancora state chiarite e come spesso accade il processo è stato rinviato più volte, senza ancora aver dato un nome ed una pena univoca ai colpevoli, lasciando anche in questo caso la parola giustizia sospesa.

stefano-cucchi

Grazie alla sorella Ilaria Cucchi il caso di Stefano però non è passato inosservato, ma ha suscitato un particolare interesse, portando alla luce anche altri omicidi avvenuti in carcere e dimenticati nel silenzio. In particolar molti artisti hanno sostenuto i familiari di Stefano, uno fra questi è Fabrizio Moro che nel 2011 dedica al ragazzo la canzone “Fermi con le mani“, colonna sonora di “148 Stefano mostri dell’inerzia” film presentato al Festival di Roma e sostenuto da Amnesty International.

“Mi sveglio un mattino, Mi sveglio un mattino,
e sento che è morto un cittadino italiano,
ammazzato da altri italiani,
col tempo si negherà tutto ma questa è la storia,
questa è la storia, questa è la storia, questa è la storia.
Stefano ha lasciato la gente
a guardarsi stupita, a cercar di capire.
Un’entità giudicante ha cucito le bocche,
eseguito la sentenza e l’ha fatto morire.
E’ toccato ad ognuno di noi
ma qualcuno l’ha presa di striscio
e un uomo è morto da solo
in una stanza che puzza di piscio.
Massacrato da Tor Sapienza
a seguire fino a quando è arrivato all’udienza.
Tor Sapienza è un quartiere dove crescono i fiori
le luci, le spine, la polvere, i colori.
E girano gli uomini, girano, girano.
Girano e fanno i danni.
E’ normale, la vita è così,
per migliorarsi ci vogliono gli anni.
Ma si spezza la marcia al progresso
se lo Stato ha la testa nel cesso.
Vedi, vedi, vedi
io voglio vedere dietro le pareti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
Vedi, vedi, vedi
che la verità muore nei segreti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
Dimenticare, dimenticare.
Non riesco proprio a dimenticare.
Stefano non era un santo
e qualche cosa di sè la voleva cambiare.
Qualche precedente per spaccio di droga
e una vita in parte da recuperare.
Ma una sera è stato fermato, trattenuto,
perquisito per un controllo.
Gli hanno trovato un pò di fumo
e qualche sostanza che brucia il cervello.
E allora un tale ha detto:
“Vieni con noi, vieni, vieni ragazzo,
e non rispondere, fai il bravo dai,
sennò a casa ci torni col cazzo”.
Vedi, vedi, vedi
io voglio vedere dietro le pareti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
Vedi, vedi, vedi
che la verità muore nei segreti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
Fermi con le mani, fermi con i piedi.
Fermi con le mani, fermi con i piedi.
Fermi con le mani.
Vedi, vedi, vedi
io voglio vedere dietro le pareti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
Vedi, vedi, vedi
che la verità muore nei segreti.
Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi
fermi con le mani, fermi con i piedi.
La coscienza non dimentica, La coscienza non dimentica
La coscienza non dimentica, La coscienza non dimentica.”

Categorized: Legge
La redazione

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La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

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