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IUS SOLI | Cos’è e cosa prevede la legge Italiana

Molti ancora non sanno e forse la stragrande maggioranza ignora cosa sia lo ius soli e perché è stato presentato un disegno legge arrivato poco tempo fa al Senato e mai varato per mancato raggiungimento del numero legale.

Inutile dire che tale impellenza è stata avvertita dal nostro Stato a seguito dei frequenti flussi migratori dall’Africa e da molti paesi del Mediterraneo.

Cosa significa Ius soli?

Dal latino ‘diritto del suolo’ è un’espressione giuridica che intende l’acquisizione della cittadinanza come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul territorio di un dato Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo ius sanguinis (‘diritto del sangue’), invece è la trasmissione della cittadinanza dal genitore alla prole. Lo ius cultarae, invece, prevede che può ottenere la cittadinanza il minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro Paese entro il 12esimo anno di età, purché abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio o seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale. Tra le novità legate allo ius culturae rientra il merito: è necessario che il ciclo delle scuole primarie sia superato con successo. Chi viene bocciato alle elementari dovrà aspettare per chiedere la cittadinanza.

Tuttavia è bene fare chiarezza, senza che questo comporti alcuna presa di posizione politica.

L’attuale regolamentazione prevede (secondo la legge 91/1992) un’unica modalità di acquisizione della cittadinanza ovvero lo ius sanguinis , quindi  un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano; pertanto chi è nato in Italia da genitori stranieri può diventare cittadino italiano al compimento dei 18 anni, sempre che abbia mantenuto continuativamente dalla nascita la residenza nel nostro Paese. Giornata della memoria

Sono solo due i casi eccezionali di ius soli in Italia: per nascita sul territorio italiano da genitori ignoti o apolidi o impossibilitati a trasmettere al soggetto la propria cittadinanza secondo la legge dello Stato di provenienza o nel caso di un soggetto che sia figlio di ignoti ed è trovato nel territorio italiano.

Quali  dunque le novità del disegno di legge sullo ius soli temperato?

Secondo il disegno di legge liquidato alla Camera può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni.

Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; superare un test di conoscenza della lingua italiana. Serve comunque una dichiarazione di volontà di un genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale, da presentare al comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. In assenza della dichiarazione, chi vuole diventare cittadino italiano può farne richiesta entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. 

Per gli stranieri nati e residenti in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età.Attività estive bambini Low Cost

Tuttavia esiste un altro modo per ottenere la cittadinanza per i minori stranieri e si parla di Ius Culturae ossia “diritto di conoscenza”, così facendo potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (scuole elementari o medie).

I giovani nati all’estero, che giungono nel nostro Paese fra i 12 e i 18 anni, potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico. Tuttavia tra le novità dello ius culturae rientra il merito: serve che il ciclo delle scuole primarie sia superato con successo: quindi chi viene bocciato alle elementari dovrà aspettare per chiedere la cittadinanza.

La cittadinanza italiana, è ovvio, deve rappresentare una conquista al termine di un percorso di integrazione e di adeguamento al Paese al quale si vuole appartenere e non una mera concessione burocratica, pretesa e agguantata in virtù di ventilati diritti senza alcun dovere.

Avv. Alessandra Inchingolo

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