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Quando la scuola sono il bosco e gli animali | L’asilo nel bosco e la nostra esperienza

Mi sono domandata spesso se fosse possibile trovare una scuola che fosse in grado di vedere l’unicità di ogni bambino.

Ho cercato, dalla nascita di Andrea, di trovare una realtà che potesse restituire al mio bambino ciò di cui un bambino ha bisogno, non l’ho trovata e, come molti, ho scelto il male minore. Ho scelto una struttura nella quale ci siamo trovati molto bene, Andrea ha frequentato la sessione primavera, composta da 8 bambini, un piano tutto dedicato con attività su misura. Andrea ha frequentato quell’anno senza criticità e con l’acquisizione di competenze rilevanti per la sua crescita.

Però non lo vedevo sorridere. Però stava nascendo in lui una rabbia mai vista prima che veniva sfogata su di me.

Mi sono domandata se fosse un momento dovuto alla crescita, i famosi terribili due con i quali si liquidano tante problematiche che invece andrebbero approfondite.

A fine anno i bambini della sezione primavera sono stati inseriti nelle classi di appartenenza per l’anno scolastico 2017/2018: 23 bambini in una classe mista, di cui una buona percentuale del 3° anno.

Immediatamente Andrea ha lanciato dei segnali, mezze frasi, perchè credo che lui sia un po come me, che la paura di deludere chi ma lo freni nell’esprimere ciò che pensa. Ad agosto siamo andati nella fattoria dove acquistiamo la carne, a 600 mt da casa. Li sarebbe nato un progetto di asilo in fattoria, senza dargli troppo peso gli ho chiesto se avesse avuto voglia di iniziare una nuova avventura in questa struttura. Mi ha risposto di si, perchè l’altro asilo non gli piaceva, elencandomi tutta una serie di motivazioni. Sono rimasta basita perchè collimavano esattamente con le ragioni per le quali avrei voluto non proseguisse il percorso in quella struttura, ma che avevo messo a tacere perchè avevo pensato che il bene primario fosse quello di Andrea e che lui in quell’asilo ci stava bene.

Il progetto poi non è partito per motivi burocratici e l’apertura è stata rimandata all’anno 2018/2019, abbiamo avuto la fortuna di trovare un’altra realtà a 5 minuti d’auto da casa. Il progetto si chiama “A piedi nudi” ed è una scuola materna in un centro ippico.

perchè i bambini danesi sono i èiù felici

Andrea frequenta una classe mista composta da 18 bambini, con ingresso di due nuovi bambini di 2,5 anni prevista per gennaio. Due maestre a gestire 18 bambini, diventeranno tre da gennaio, perchè ogni bambino ha diritto di essere visto.

L’associazione nasce da Veronica, mamma e insegnante alla Scuola dell’Infanzia, laureata in Scienze della Formazione Primaria, con abilitazione Sostegno e Beatrice, biologa evoluzionista esperta in fauna selvatica, guida naturalistica ed educatrice ambientale.

Dopo esperienze nel percorso l’Asilo nel bosco, hanno sviluppato una propria idea educativa che si basa basa su un’esperienza quotidiana di stretto contatto con la natura, nella consapevolezza e fiducia che questo è l’ambiente di vita e di crescita migliore e più salutare per tutti i bambini.
L’ambiente naturale, infatti, offre la possibilità di stimolare il loro senso di avventura e la loro fantasia, permettendo un apprendimento per esperienza diretta. Vengono realizzati laboratori creativi con l’uso di materiali naturali e con esperti naturalisti, che ci aiuteranno a conoscere le piante e gli animali attraverso laboratori, giochi liberi, passeggiate ed esplorazioni.

E’ previsto il laboratorio di inglese, in passeggiata nel bosco, di psicomotricità, di falegnameria (ovviamente Andrea adora questo laboratorio) nel corso del quale i bambini costruiscono dei giochi in legno, piscina nella bella stagione, ed il corso di equitazione con il pony, che parte dalla conoscenza dell’animale, del come prendersene cura per poi arrivare a montare.

Bambini felici liberi di giocareNei paesi in cui i bambini vengono lasciati giocare liberamente molto di più che in Italia, dove i genitori tendono a programmare i pomeriggi dei figli con tante attività extrascolastiche (sportive, musicali, linguistiche…) sono meno ansiosi e sviluppano la resilienza, cioè quella capacità di saper gestire le emozioni e lo stress. Ecco perché il gioco è un’attività importantissima per la crescita dei piccoli.

In questa scuola ci sono poche regole, e queste poche sono tutte parametrizzabili ai valori educativi cardini del vivere bene in una società corretta. Si insegna la collaborazione, attraverso l’apparecchiare la tavola, attraverso il servire il pasto ai propri compagni. In camminata il passo viene dettato dall’ultimo bambino in coda, si insegna loro a guardare sempre indietro a rallentare il passo e ad attendere l’ultimo bambino. Ci si da la mano per superare le proprie paure, anche quando è una gigantesca pozzanghera in cui poi divertirsi e…sentirsi liberi.

Andrea, che notoriamente non ama molto farsi abbracciare da chi non conosce, grazie al contatto con i pony shetland della scuderia si è aperto ai propri compagni con i quali condivide abbracci a profusione. Ama stare all’aperto ed anche a casa vive il giardino come mai prima di ora, abituato a giocare sempre in aula o nei parchetti di cemento quando vivevamo nella casa vecchia (perchè nel verde della Brianza si costruiscono parchetti di cemento per i bambini).Asilo con i cavalli

Ora? Indossa i suoi stivaletti Thunder black di Bobux  e gioca nel prato, aiutandoci a tagliarlo ed a raccogliere le foglie. Basta coprirli bene e scegliere capi di abbigliamento e calzature adeguate, io ho scelto questo stivale con fodera esterna in pelle di nappa e rivestimento in lana merino e pelle bionda, garantita per mantenere le dita dei piedini bene al caldo quando imperversa il meteo invernale! Tra l’altro questo stivaletto è stato creato a partire dall’ultima gamma I Walk e in linea con le migliori pratiche di salute del piede per la prima infanzia e prescolare. Stivaletti Bobux

Ecco, questo spirito di collaborazione, accoglienza e positività è ciò che i danesi chiamano Hygge ed in Italia finalmente è possibile.

Barbara

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Categorized: Mamma & bimbi
La Chizzo

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Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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