Skip to content

Niente più fumo

“Niente più fumo”, è scritto sul contratto.

E’stata questa una delle clausole che Mario Balotelli ha dovuto accettare per ritornare a vestire la maglia Rosso-Nera. L’attaccante bresciano è infatti famoso per questo suo vizio. Già ai tempi del City il Mister Mancini aveva ripreso pubblicamente Super Mario invitandolo a smettere.

Non sapremo mai com’è andata a finire per super Mario, se ha smesso davvero o se vive un’esistenza di sigarette fumate di nascosto con gomma da masticare in tasca e spray anti odore in mano.

Quello che sappiamo, e ormai sono dati più che certi, che sigarette e sport non vanno assolutamente d’accordo: nell’organismo di un tabagista viene trasportato meno ossigeno e quindi i muscoli si stancano più facilmente ed il risultato è che le prestazioni fisiche e sportive sono di gran lunga peggiori rispetto a quelle di un non fumatore.

Ciò nonostante anche molti atleti hanno questo pericoloso vizio. E attenzione lo hanno anche un gran numero di medici, persino pneumologi.

Le motivazioni? Di sicuro alla base c’è la forte dipendenza che fumare crea e non si parla solo di dipendenza psicologica ma di vera e propria dipendenza farmacologica al pari dell’abuso di alcol o l’assunzione di eroina e il “bisogno di nicotina” è una vera e propria dipendenza che provoca vere e proprie crisi di astinenza.

…E poi c’è quel senso di onnipotenza che alberga dentro la maggior parte degli individui…quel pensare “tanto non toccherà a me” o ancora peggio “non bevo, faccio sport, seguo una sana alimentazione quindi qualche vizio dovrò pur averlo?”.

E questa nello specifico sono io, Nicole, perché Barbara è stata più forte di me e ha smesso tanti anni fa. Io che ho iniziato come tanti al liceo, abituata ad avere addosso quell’odore che ricercavo sulla vestaglia di mamma quando, anche lei medico fumatore, andava a lavoro per il turno di notte e a me mancava. Io che dicevo che avrei smesso dopo la laurea, quando avrei avuto il mio primo bambino e che non avrei ricominciato dopo aver smesso quando è nata Elena Vittoria.

E invece ho retto un anno e ci sono ricascata una sera d’estate all’Isola d’Elba coi grilli, le stelle e: “tanto ne fumo una dopo il caffè”.

Come attenuante posso dire che negli ultimi mesi ho fumato meno ma ho ricominciato e con somma gioia peraltro. E non scordiamoci mai che sono una che si allena minimo tre volte a settimana da 20 anni e non scordiamoci che non ho mai conosciuto il mio nonno materno proprio a causa del troppo fumo.

Adesso sono le 3 del pomeriggio, ho appena preso il caffè e continuo a pensare alla sigaretta che non ho fumato, perché ci sarebbe stata bene per mille motivi: perché dopo il caffè ci vuole, perché sono nervosa a una settimana dalla fiera più importante dell’anno (Rimini Wellness), perché ho discusso come sempre prima con Antonio, poi con mio padre, poi con un fornitore…e poi perché ci sarà sempre una giustificazione per accenderne una, soprattutto se il sapore proprio ti piace.

Ma stavolta è diverso.

Stavolta ho deciso di smettere per rispetto ad un’opportunità che la vita ha regalato a me e alla mia famiglia. Perché nell’ultimo mese un nodulo ad un polmone di mia mamma ha fatto tremare tutta la ciurma e perché se a questo turno è andata bene, la vita va ringraziata in qualche modo. E la sorte non si sfida.

Quando sul calendario del blog ho visto il tema del nostro prossimo articolo mi è scappato davvero un sorriso. Sembra davvero programmato su misura. In realtà il tema era “lo sport e il fumo” in concomitanza con la giornata nazionale contro il fumo che cade il 29 Maggio.

Potevo riempire la pagina di numeri, statistiche, di capacità di ossigenazione inferiore e prestazioni peggiori per atleti che fumano, cose che trovate in rete con un click. Invece l’articolo è venuto così.

E lo sport non smette di avere il suo peso fondamentale in questo momento perché cerco di allenarmi di più proprio come antidoto allo stress da “sigaretta mancata” e quando proprio non riesco cerco di andare a fare una passeggiata anche da 10 minuti…giusto per scaricare la tensione che avrei “guarito” con tre tiri fagocitati.

E di nuovo, come sempre, le endorfine fanno il loro buon lavoro e, di nuovo, d’improvviso, torna la calma. Non posso dirvi altro. Non sono la persona adatta a fare sermoni sui mali del fumo.

Posso solo dirvi che è una fatica allucinante smettere e che quindi…non vale la pena iniziare…soprattutto se i soldi investiti in sigarette in un mese possono monetizzarsi in un bel paio di scarpe, una borsa o qualunque cosa alla quale avremmo potuto rinunciare per i soldi spesi per comprarci la “dose” quotidiana.

Articoli correlati

Categorized: Sport
Tagged:
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione