Lo so, sembra di mettere in discussione l’indiscutibile, ma in realtà molti genitori ultimamente si chiedono se sia giusto o meno ingannare (anche se a fin di bene) i propri figli riguardo la figura onnipresente di Babbo Natale,

per evitare prevedibili delusioni nel momento in cui i bambini più grandi faranno loro la rivelazione shock: “Babbo Natale non esiste”. Badabum!

Tanti di voi, ci scommetto, avranno impresso nella memoria quel momento della propria infanzia. Io ad esempio ricordo nitidamente che la pulce nell’orecchio me la mise mio cugino e che da lì in poi iniziai a rimuginare, a fare 2+2, a chiedere in giro… La verità non tardò ad arrivare, ma essendomi già abituata poco alla volta all’idea, non ci feci più tanto caso. Altri bambini però la presero (e la prendono tutt’ora) molto peggio.

D’altro canto, vorremmo che i nostri figli vivessero appieno la magia del Natale, il mistero di quella notte, l’aspettativa e Babbo Natale assolve perfettamente a questa funzione.

Se la Montessori potesse parlare insomma, che direbbe? Gioviale nonnino vestito di rosso sì o no?

Io credo che un approccio montessoriano alla faccenda, sia quello di trattare Babbo Natale per quello che è: una figura appartenente alla tradizione, condivisa da molti Paesi e con radici che affondano in diverse religioni e credenze popolari. I bambini sono in grado di capire le cose molto meglio di quello che spesso pensiamo e usando la figura di Babbo Natale per un ‘viaggio virtuale’ fra queste tradizioni del folklore possiamo rendere il Natale altrettanto magico oltre che educativo.

Si può ad esempio proporre una versione storica diversa ogni anno (così creiamo l’aspettativa), magari raccontandola ai nostri bambini nella notte di Natale (ecco il rituale che crea la ‘magia’).  Poi perché no, decorazioni a tema, poesie e via dicendo sono le benvenute e di certo arricchiscono l’atmosfera, ma tutto in un ottica di conoscenza. Proporre una figura falsa per vera, infatti, rappresenta non solo l’anticamera di una delusione, ma soprattutto un limite: anziché ‘sfruttare’ l’occasione per ampliare i nostri orizzonti e vivere la ricorrenza in maniera cosciente con i nostri bambini, rischiamo di farlo in maniera riduttiva, di chiuderci insomma attorno ad un’unica ‘verità’.

Le verità sono molteplici invece e qui sta la ricchezza! Tanto più che un inganno è sempre un inganno e io, personalmente, trovo che sia peggio lo shock che può avere un bambino dal comprendere di essere stato ingannato dalle persone di cui si fida di più, che non dalla scoperta in sé della non esistenza di Babbo Natale.

La magia è dentro di noi. E’ fatta dalla gioia dello stare assieme, condividendo momenti piacevoli che non sempre abbiamo il tempo di creare nelle nostre vite affannose. La magia con i bambini è stare con loro, costruire, raccontare, giocare, creare dei piccoli rituali tutti nostri o prelevati dalla tradizione e riadattati. Lo scambio dei doni può certamente far parte di questo ma non è essenziale (al giorno d’oggi forse farebbe più scena un Babbo Natale che non ne porta, visto che i regali ormai sono all’ordine del giorno!). La magia del Natale è la magia dell’amore!

Ed è proprio questa che vorrei mio figlio si portasse dentro crescendo e che sarei felice se ricreasse a sua volta un giorno, da grande, con i suoi figli. A prescindere da Babbo Natale.

Linda