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Di quando ho imparato che non si vince da soli

Ho sempre pensato di essere una solista della vita, una di quelle persone che corre da sola, che lavora da sola e che in una situazione di solitudine lavora meglio.

Ho sempre pensato di dovere solo a me stessa le mie vittorie e di essere la ragione unica delle mie sconfitte. Ho sempre pensato che si vince da soli.

Non sono mai stata la persona capace di lavorare in un team, di quelle che vanno d’accordo con tutti e che riescono a mediare. Quando è capitato mi sono sempre resa conto che, volente o dolente, ero sempre la voce fuori dal coro. Non per principio o partito preso ma per la mia visione delle cose.

Ho sempre pensato di non essere una fuoriclasse, non particolarmente intelligente, non particolarmente interessata. Mi definisco “la tuttologa del nulla” perchè so un po di tutto.

Poi però se mi fermo un attimo e faccio un’autoanalisi più approfondita mi rendo conto di quanto abbia fatto da sola, nella vita e nel lavoro, con la mia tenacia o, come la chiamano in Brianza, testardaggine. Io non mollo mai, e quando lo faccio è solo per raggiungere il mio obiettivo attraverso delle vie differenti o per rimandare l’appuntamento al futuro. Prima o poi io arrivo alla meta, se questa è davvero importante per me.

Arrivo alla meta grazie all’impegno e la dedizione, allo studio continuo e con lealtà.

Questo non fa di me una persona stoica, io sono una di quelle che al solo pensiero di uscire dalla propria comfort zone mette la testa sotto le lenzuola. E’ spesso la vita ad obbligarmi ad uscire dalla mia area di conforto, o meglio, sono le motivazioni importanti per me che mi obbligano ad accettare sfide che con piacere cederei ad altri.

Qualche mese fa è stata Banca Widiba a farmi uscire dalla mia zona di conforto, chiedendomi di salire sul palco per parlare ad una rappresentanza dei propri consulenti finanziari. Io che ho seri problemi di public speaking, io che su un palco potrei stramazzare al suolo per un attacco di panico.

“Ho dovuto farlo” è ciò che mi sono detta per dei mesi: “ho dovuto  farlo” perchè tengo alle persone che mi hanno coinvolto in questo progetto, “ho dovuto farlo” perchè è una realtà con cui condivido valori e passioni, “ho dovuto farlo” perchè in cuor mio non mi sarei mai perdonata di deludere le persone che mi hanno dato tanta fiducia.

Devo perchè posso

E’ la frase che è diventata il mio mantra. Lo dice Simone Moro, l’unico alpinista al mondo ad avere conquistato le 8 vette più alte del mondo in invernale.Banca online Widiba

Questa frase ha cambiato la mia prospettiva. 

Ho conosciuto Simone Moro grazie a Widiba. Ho avuto modo di vedere dei suoi video e sto leggendo uno dei libri che ha scritto, li pronti sul comodino ci sono gli altri ad attendermi.

Ancora grazie a Widiba (di cui vi ho parlato in questo articolo) ho avuto occasione di sentirlo parlare il 20 settembre a Firenze sul palco di un altro importante incontro di Widiba con i propri consulenti finanziari.

Noi tre, io Simone e i consulenti finanziari Widiba, abbiamo molto in comune. No non scaliamo montagne e non pratichiamo allenamenti estenuanti tutti i giorni ma tutti i giorni dobbiamo guadagnarci qualcosa che per noi è importante.

E li fuori, insieme a noi, ci sono altre persone che come noi devono guadagnarsi la stessa cosa ogni giorno.

L’impegno porta alla vittoria

Ogni minuto in meno di allenamento

Ogni minuto in meno di studio

Ogni minuto in meno di applicazione

Non è un minuto in meno

E’ un minuto regalato all’avversario

[Simone Moro]

Quando ha detto questa frase ho ripensato a tutte le ore, per tantissimi anni, sulla scrivania. Dalle 8 alle 22.00 era la mia media e poi a casa a studiare per approfondire, per comprendere e studiare ciò che altri sapevano più di me e meglio di me. Se in una riunione era emerso un argomento a me sconosciuto tornata a casa dovevo approfondire.

Se c’erano delle nuove sfide, dei nuovi progetti io li accettavo. Ho sempre visto il lavoro come la possibilità di lavorare su me stessa come professionista creando un percorso di arricchimento delle mie competenze e conoscenze.

Io stessa, prima ancora dell’azienda per cui lavoravo in quel momento, ero l’azienda su cui investire.

Noi tre, io, Simone ed i consulenti finanziari Widiba abbiamo in comune anche questo: lo studio continuo.

In un mondo in continua evoluzione non si è mai arrivati

Quando ho iniziato a lavorare io si usava la macchina da scrivere, poi sono stati introdotti i PC e per molto tempo credetti che excel fosse uno strumento per incolonnare meglio i testi rispetto a Word. Frequentare dei corsi, quando sei in ufficio 15 ore al giorno in media è impossibile, così studiavo la sera da autodidatta ed apprendevo.

Quando il mondo si è digitalizzato è iniziata una nuova grande sfida. Ha rivoluzionato tutto il mio mondo. Ho seguito il flusso, ho deciso di studiare e di perfezionarmi, di applicare le conoscenze maturate in 15 anni di esperienza e di portarle nella nuova era. Una cosa non esclude l’altra, anzi per me la completa, dando un importante valore aggiunto.

Anche nel mondo di Simone e della consulenza finanziaria  è arrivata la digitalizzazione, questo non significa che l’uomo sia in secondo piano. Noi abbiamo qualità come l’istinto, l’empatia, la capacità di adattamento che nessuna macchina avrà mai.

Ricordati sempre del nome di chi lavora con te perché i successi o le sconfitte, non sono mai solo “merito mio o colpa sua” [Simone Moro]

Questo è l’insegnamento più importante. Se io oggi ho realizzato il mio sogno ed ho raggiunto la mia serenità è grazie anche ad altre persone. Quindi la mia vita in solitaria non esiste. Esiste una vita all’interno di un gruppo di persone che ha saputo esaltare in quel momento la mia unicità.

Io quei nomi me li ricordo tutti bene, sono i nomi di coloro che hanno avuto fiducia in me e che nella carriera mi hanno dato una possibilità. Sono Domenico, Marco, Jason, Chiara, Graziana, Emanuela, Andrea. Accanto a loro però ci sono anche i nomi di coloro che mi danno fiducia e sostegno ogni giorno nella mia vita privata. Sono Alessandro, Andrea, i nonni Luigi, Liliana, Roberto e Marinella.

Barbara

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La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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